parquet per esterno

Parquet

parquet esterni

I parquet per esterni ultimamente sono molto richiesti sia per ricoprire parti di giardino che per pavimentare ampie zone come marciapiedi, bordi piscina, pedane dei gazebo o sentieri dei giardini

di Redazione

12 luglio 2013

Caratteristiche principali

Il parquet è da sempre sinonimo di eleganza, calore e stile ed è un materiale che ben si adatta non solo a pavimentazioni interne ma anche a ricoprire spazi esterni più o meno grandi. La tipologia di legno scelto deve ben tollerare l’umidità, l’esposizione per lungo tempo al sole e a tutte le altre intemperie oltre che le forti escursioni termiche. Le aziende che producono i parquet da esterno preferiscono adottare legni duri e molto resistenti come il teak, l’iroko e il merabau. Offrono ottime prestazioni in fatto di stabilità e durata nel tempo. Infatti sia il teak che l’iroko trovano una larga applicazione nell’industria navale già che sono poco attaccabili dalla salsedine, non temono l’umidità e gli sbalzi termici non li fanno deformare come invece succede per altre tipologie di legname. Altre aziende invece preferiscono rinunciare al puro legno al 100% e producono parquet ecosostenibili con materiali innovativi. Sono soliti miscelare il legno riciclato con il propilene oppure utilizzano per questo impasto legno che proviene direttamente da piantagioni controllate per salvaguardare il patrimonio verde.

Parquet in legno per esterni non trattati e trattati

In natura esistono essenze che nonostante non vengano sottoposte a trattamenti specifici possono essere adoperate per pavimentazioni esterne già che hanno un’elevata durabilità e non subiscono gli attacchi da parte degli agenti atmosferici. Sono soprattutto legni provenienti dall’America Latina come il teak, l’ipé, o il cumarù. La loro durata stimata si aggira attorno ai 20 anni. Hanno lo svantaggio però di essere molto costosi e poco reperibili. Se invece si vuole affrontare una spesa meno eccessiva si può sempre ricorrere a specie legnose meno pregiate e più comuni che siano state sottoposte però ad appositi trattamenti utili per allungarne la vita. Il trattamento che generalmente viene eseguito sui legni più comuni consiste nel sottoporre le essenze all’impregnazione in autoclave sottovuote e ad altissime pressioni. È un procedimento atto a migliorare le qualità tecniche dei legni meno pregiati e più reperibili come il pino. L’impregnazione viene eseguita all’interno di speciali autoclavi computerizzate nelle quali vengono introdotti i travi e impregnati grazie alle alte pressioni con sali minerali con funzione preservante diluiti in acqua. Il legno si impregna in maniera profonda e non verrà più intaccato dall’azione deleterea di funghi, muffe o degli agenti atmosferici. Le quantità di Sali sono diverse a seconda della tipologia di impregnazione che si vuole eseguire. A processo concluso i tronchi appaiono verdognoli a causa della presenza di rame fra i vari sali ed è per questo che vengono poi trattati con vernici e mordenti atti a migliorarne le qualità estetiche. Il legname dei parquet trattati è completamente atossico però gli scarti di lavorazione non possono essere combusti perché bruciando sviluppano sostanze tossiche volatili molto pericolose.

Eco wood

Eco Wood è il nome della tipologia di parquet da esterno che attualmente sta prendendo sempre più piede. È un prodotto che viene fatto con polveri di legno derivate dagli scarti delle lavorazioni industriali legate con speciali resine termoplastiche. Con questa miscela si ottiene un prodotto del tutto simile alla vista al più classico dei parquet ma con caratteristiche fisiche e meccaniche molto diverse. Infatti sono l’ideale per le pavimentazioni esterne già che offrono una esistenza senza pari alla corrosione e agli agenti atmosferici.

Formati

I formati adoperati per i parquet da esterni sono molteplici e spaziano dalle classiche doghe ai più innovativi quadrati fissati su apposite griglie in metallo o resina. Sono pannelli modulari che spesso hanno connettori ai lati che ne facilitano l’incastro e la successiva messa in posa. Queste tipologie di parquet permettono una buona azione drenante e sono i più adatti ad esser posizionati su superfici di qualsiasi tipo.

Domande frequenti

  • Quali sono i migliori tipi di legno naturale per il parquet esterno?
    Per le pavimentazioni esterne, i legni naturali più indicati sono quelli duri e resistenti alle intemperie, come il teak, l'iroko, il merbau, l'ipé e il cumarù. Queste essenze, spesso provenienti dall'America Latina, offrono un'eccellente stabilità dimensionale e resistenza all'umidità e alla salsedine, garantendo una durata media di circa 20 anni. Tuttavia, presentano il principale svantaggio di essere costosi e talvolta difficili da reperire. Il teak e l'iroko, in particolare, sono preferiti anche nell'industria navale proprio per la loro capacità di non deformarsi con gli sbalzi termici.
  • Come funziona il trattamento in autoclave per il legno comune?
    Il trattamento in autoclave è un processo industriale che permette di utilizzare legni comuni ed economici, come il pino, rendendoli adatti all'esterno. I tronchi vengono inseriti in speciali autoclavi dove, sotto vuoto e ad altissima pressione, vengono impregnati con sali minerali preservanti diluiti in acqua. Questo garantisce una penetrazione profonda del prodotto protettivo contro funghi, muffe e agenti atmosferici. Dopo il trattamento, il legno appare verdognolo a causa del rame; successivamente viene verniciato o tinto per migliorarne l'aspetto estetico. È importante sapere che il legno trattato è atossico per l'uso, ma i suoi scarti non devono essere bruciati poiché emettono fumi tossici.
  • Cos'è il parquet WPC o 'Eco Wood' e quali vantaggi offre?
    L'Eco Wood, comunemente noto come WPC (Wood Plastic Composite), è un materiale composito innovativo ottenuto mescolando polveri di legno derivanti dagli scarti industriali con resine termoplastiche, come il polietilene. Questo prodotto imita perfettamente l'aspetto estetico del legno tradizionale ma offre prestazioni superiori in termini di resistenza fisica e meccanica. È ideale per gli esterni perché non teme la corrosione, l'umidità costante e gli agenti atmosferici aggressivi, garantendo un'esistenza lunga e senza manutenzione complessa. Inoltre, essendo realizzato con materiali riciclati, rappresenta una scelta ecologicamente sostenibile.
  • Come si posano i pannelli modulari di parquet esterno?
    I parquet moderni per esterni sono spesso disponibili in pannelli modulari, che possono essere doghe tradizionali o elementi quadrati fissati su griglie in metallo o resina. Questi moduli presentano connettori laterali progettati per facilitare l'incastro rapido tra una piastra e l'altra, semplificando notevolmente la fase di posa. Questa soluzione è particolarmente vantaggiosa perché permette una buona azione drenante dell'acqua piovana, evitando ristagni. Grazie alla loro struttura, questi pavimenti possono essere installati su qualsiasi tipo di superficie esistente, offrendo un'alternativa pratica e veloce rispetto alla posa in opera di singole doghe.
  • È possibile usare il parquet esterno senza trattamenti chimici?
    Sì, è possibile utilizzare legno non trattato purché si scelgano essenze naturalmente durevoli. Specie come il teak, l'ipé e il cumarù possiedono oli naturali e densità tali da resistere autonomamente agli attacchi di funghi, insetti e umidità senza bisogno di impregnazioni chimiche. La loro durata stimata è di circa 20 anni. Tuttavia, questa opzione comporta costi iniziali elevati e una minore disponibilità commerciale. Per chi cerca alternative più economiche, è necessario optare per legni comuni sottoposti a trattamento in autoclave, che garantiscono le stesse prestazioni di durabilità grazie all'aggiunta di preservanti chimici.