Rifaidate.it · guide e consigli pratici
Materiali Edili · Parquet

colori parquet

Aggiornato il 18 luglio 20133 capitoli5 domande frequenti
colore parquet

Caratteristiche principali

I colori del parquet variano soprattutto in funzione del colore dell’essenza che si sceglie così come variano le loro venature e le loro caratteristiche tecniche. Al momento dell’acquisto va tenuto ben presente che il legno, sottoposto a luce naturale o artificiale, si ossiderà e la sua tonalità originaria tenderà a scurire in maniera del tutto naturale ad eccezion fatta del teak che invece con gli anni schiarisce. Si può scegliere il colore del parquet in base all’ambiente dove si ha intenzione di posarlo. Per locali poco illuminati e piccoli è meglio scegliere essenze dalle tonalità chiare per dare un tocco di luce in più e per creare un effetto ottico capace di aumentare perlomeno visivamente i volumi. Se invece si deve ricoprire una zona con il riscaldamento a pavimento la scelta del colore è obbligata dalla tipologia di legno adatta ad essere utilizzata in quella particolare situazione come ad esempio il doussié, il merabau, il teak e l’iroko. La pavimentazione in parquet rende gli ambienti domestici più confortevoli e ospitali. Dato che ogni singolo elemento di questa particolare pavimentazione proviene da prodotti di origine naturale ogni parquet risulta unico ed inimitabile. Il parquet per essere definito tale deve avere almeno una superficie calpestabile spessa 2,5 millimetri come stabilisce la norma a carattere europeo atta a regolarne le caratteristiche. Quando ci si appresta a scegliere l’essenza più adeguata alle proprie esigenze è necessario tenere in conto molti fattori come il personale gusto estetico e il colore adatto al contesto in cui viene inserito.

I colori del parquet in base all’essenza

Il ciliegio è un essenza dalle tonalità chiare di marrone tendente all’arancione ed è caratterizzato da sottili venature raffinate. Ha una durezza intermedia ed è poco indicato per esser collocato in zone di passaggio o comunque caratterizzate da un grande calpestio. Anche il faggio è un legno molto chiaro e proprio come il faggio non è adatto per ricoprire zone molto frequentate. Ha una colorazione che tende al rosa rinforzata da eleganti venature. Il faggio più economico presenta dai nodi mentre quello più pregiato no. Il doussiè è una delle essenze più costose già che non viene immesso sul mercato in grandi quantità. Col tempo il suo rosso intenso muta verso l’arancione cupo ed è caratterizzato da una particolare serie di venature. L’acero canadese rientra tra i legnami dai toni più delicati quasi madreperlati tendenti al color beige. Rispetto all’acero europeo ha una venatura più evidente e un costo di gran lunga più accessibile. Il legno di rovere invece è una tipologia di essenza molto pregiata e di conseguenza costosa. Ha una tonalità di colore giallo miele e può essere adoperato ovunque senza problemi grazie alla sua durezza e all’ottima resistenza all’usura. Il wengè è un legname esotico molto più scuro e duro. Va evitato il suo impiego nei luoghi scarsamente illuminati o piccoli perché la sua intensa colorazione riesce a ridurre otticamente i volumi. L'olivo ha venature molto marcate mentre il colore di fondo è abbastanza chiaro. Ha una buona profumazione ed è molto resistente. I suoi costi di mercato sono abbastanza proibitivi.

Colori del parquet in base alla lavorazione

La scelta commerciale o fiammata è quella più commercializzata e si distingue dalle altre per presentare una fibra dritta o con fiamma molto stretta cioè può presentare venature a forma di V oppure ad onda ma sempre molto ravvicinate. Sulla superficie ci possono essere nodi piccoli con una percentuale che non può oltrepassare il 7% e la sua colorazione è molto uniforme e si ottengono pavimentazioni dall’aspetto omogeneo. La qualità nature è simile alla precedente però la colorazione è meno uniforme e i vari pezzi della stessa essenza presentano variazioni tonali piuttosto evidenti. La scelta rustica nota anche col nome di country presenta noti e alburno cioè la parte giovane del legno che di norma è molto chiara. Le quantità sia dei nodi che dell’alburno è molto variabile e dipende quasi esclusivamente dall’essenza che si prende in considerazione. Il legname ha un aspetto disomogeneo ed è quello più indicato per pavimentazioni rustiche, locali commerciali o studi professionali di vario genere.

Domande frequenti

  • Come cambia il colore del parquet nel tempo?
    Con l'esposizione alla luce naturale e artificiale, la maggior parte delle essenze di legno subisce un processo di ossidazione che ne scurisce la tonalità originaria. Questo fenomeno è naturale e conferisce al pavimento un aspetto più caldo e vissuto. Un'eccezione significativa riguarda il teak, che tende invece a schiarirsi progressivamente con il passare degli anni. È fondamentale considerare questo fattore durante la fase di progettazione, poiché il colore finale sarà diverso da quello iniziale osservato in mostra o in laboratorio.
  • Quale essenza di parquet scegliere per stanze piccole e buie?
    Per ambienti ridotti e poco illuminati, è consigliabile optare per essenze dal colore chiaro, come il faggio, il ciliegio o l'acero canadese. Queste tonalità riflettono meglio la luce disponibile, contribuendo a illuminare visivamente lo spazio e a creare un effetto ottico di ampliamento dei volumi. Al contrario, legni molto scuri come il wengè dovrebbero essere evitati in questi contesti, poiché assorbono la luce e rischiano di rendere l'ambiente ancora più chiuso e cupo. La scelta chiara garantisce inoltre un'atmosfera più ariosa e accogliente.
  • È possibile installare il parquet sui pavimenti radianti?
    Sì, ma la scelta dell'essenza è vincolata alla stabilità termica del legno. Non tutte le specie sono adatte a sopportare le variazioni di temperatura e umidità generate dal riscaldamento a pavimento. Essenze come il doussié, il merabau, il teak e l'iroko sono generalmente indicate per queste applicazioni grazie alle loro caratteristiche tecniche. Prima dell'installazione, è indispensabile verificare la compatibilità specifica del prodotto scelto con il sistema di climatizzazione e seguire rigorosamente le istruzioni del produttore per garantire la durata della pavimentazione.
  • Qual è la differenza tra parquet finitura 'scelto', 'nature' e 'rustico'?
    Le differenze riguardano l'uniformità cromatica e la presenza di difetti naturali. La finitura 'scelta' o 'fiammata' offre un aspetto omogeneo, con venature ravvicinate e pochi nodi (max 7%). La qualità 'nature' permette variazioni tonali più evidenti tra le doghe dello stesso lotto, mantenendo un aspetto elegante ma meno uniforme. La finitura 'rustica' o 'country' include invece nodi e alburno (legno giovane chiaro) in quantità variabili, risultando disomogenea e ideale per uno stile campagnolo o per ambienti che richiedono un look autentico e non convenzionale.
  • Quanto deve essere spesso il parquet per essere considerato conforme?
    Secondo la normativa europea di riferimento, affinché una pavimentazione possa essere definita tecnicamente 'parquet', la superficie calpestabile deve avere uno spessore minimo di 2,5 millimetri. Questo strato superiore è cruciale perché determina la possibilità di effettuare operazioni di levigatura e ritrattamento nel corso della vita utile del pavimento. Verificare questa caratteristica tecnica è essenziale per assicurare la longevità dell'opera e la capacità di ripristinarne l'estetica in futuro, distinguendolo da semplici rivestimenti laminati o stratificati.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche