Pompe di calore e detrazioni fiscali

Detrazioni fiscali per installazione pompe di calore su edifici già esistenti

Da diversi anni il nostro sistema normativo ha elaborato una serie di leggi per incentivare l'utilizzo di nuovi sistemi di riscaldamento, per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Sono previste detrazioni fiscali a beneficio di quanti contribuiscono alla salvaguardia dell'ambiente attraverso una serie di operazioni di tipo edilizio.

Ecco in base a quali norme è possibile fare richiesta della detrazione fiscale per l'installazione di pompe di calore.

Legge 296/2006: prevede una detrazione del 65% per interventi finalizzati al risparmio energetico;

Legge 90/2013: bonus del 50% sulle ristrutturazioni edilizie previsto dalla legge di stabilità e prorogato fino a tutto il 2015;

Legge 90/2013: bonus mobili prorogato a tutto il 2016.

Per prima cosa bisogna ricordare che le detrazioni riguardano gli interventi realizzati su edifici già esistenti e che, quasi mai, esse possono essere cumulabili. Per capire se si ha diritto a una o più di queste detrazioni, bisogna valutare ogni singolo caso.

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In quale caso e come richiedere la detrazione per il risparmio energetico

pompa di calore In base alla Legge 296/2006 si ha diritto ad una detrazione del 65% nel caso in cui l'intervento di installazione della pompa di calore sia servito a sostituire un vecchio impianto di riscaldamento in edifici già esistenti. Gli edifici beneficiari possono essere di qualunque tipo: case, negozi, magazzini ecc.

Dal 2012 questa agevolazione è stata estesa anche a quanti abbiano acquistato una pompa di calore per la produzione di acqua calda sanitaria, eliminando così un vecchio scaldabagno di tipo tradizionale, molto dispendioso in termini di energia.

Per ottenere l'agevolazione fiscale per il risparmio energetico, è fondamentale inviare, per via telematica, la documentazione tecnica all'ENEA (ente nazionale per la riqualificazione energetica) entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori di installazione della pompa.

L'Enea provvederà al rilascio di una ricevuta senza la quale non sarà possibile fare richiesta della detrazione del 65% prevista dalla legge.

La documentazione da presentare al proprio commercialista - in fase di dichiarazione dei redditi - è la seguente: ricevuta Enea, certificazione del produttore, fattura di acquisto e ricevute dei pagamenti effettuati (sono ammessi solo bonifici).

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    In quale caso e come richiedere la detrazione per le ristrutturazioni edilizie

    pompa di calore2 La legge di stabilità del 2013 ha previsto un bonus del 50% riservato a interventi di ristrutturazioni di abitazioni civili.

    Nel caso della pompa di calore, non si tratta della sostituzione dell'intero impianto di riscaldamento, ma più semplicemente dell' installazione di split su un impianto esistente che, oltre che a refrigerare, abbiano anche la funzione di produrre calore per riscaldare l'abitazione. Il requisito, dunque, fondamentale per accedere al beneficio fiscale è che gli split siano atti al riscaldamento. La detrazione del 50% prevista va richiesta presentando - in sede di dichiarazione dei redditi - la certificazione dell'installatore, la fattura di acquisto e la ricevuta di pagamento (anche in questo caso deve trattarsi di bonifico).


    Pompe di calore e detrazioni fiscali: In quale caso e come richiedere il bonus mobili

    detrazioni fiscali Sempre nella legge di stabilità del 2013 è stato inserito il così detto bonus mobili.

    Per poter ottenere questo beneficio fiscale servono fondamentalmente due requisiti.

    Il primo e più importante è quello di aver già ottenuto il beneficio della detrazione a seguito di interventi di Ristrutturazione edilizia di abitazioni civili. Ovviamente l'intervento oggetto del beneficio non deve riguardare le pompe, ma può essere di altro genere, come un nuovo impianto di riscaldamento, una ristrutturazione dei muri interni, un nuovo impianto elettrico, ecc.

    L'altro requisito è che la pompa di calore installata sia esclusivamente di classe A+.

    In questo caso, quindi, a differenza di quanto richiesto nel caso della ristrutturazione edilizia, è indifferente se la pompa sia stata installata ai fini di riscaldare o di refrigerare l'abitazione.

    Per quanto concerne i documenti da presentare al commercialista, sono: la certificazione dell'installatore, la fattura di acquisto e la ricevuta di pagamento effettuato mezzo bonifico, ma anche con carta di credito o bancomat.



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