Attrezzi necessari:
La potatura è un’ operazione molto importante per le piante, che le aiuta a eliminare parti danneggiate o vechie che possono anche ostrire il passaggio della luce alle altre parti della pianta, o che potrebbero soffocare le parti giovani, o che, se malate o infettate, potrebbero causare infezioni anche ai rami vicini. Si tratta, però, anche di un’ operazione particolarmente delicata, che se eseguita male potrebbe causare infezioni o malattie varie alla pianta. Per questo è necessario che gli attrezzi utilizzati siano sempre ben affilati e ben disinfettati, e che i tagli eseguiti siano sempre netti e preferibilmente obligui, dopo di che, sulle ferite, si deve utilizzare del disinfettante e della polvere fungicida. Gli attrezzi necessari sono le forbici (per i piccoli rametti), i troncarami, il seghetto e le forbici a manico prolungato, le cesoie e lo svettatoio (per i rami alti). Per eseguire dei tagli che non comportino infezioni per la pianta è necessario che tutti gli utensili siano di qualità, precisi e che siano molto affilati, in modo da non eseguire dei tagli slabbrati, che potrebbero causare l’ insorgenza di malattie o infezioni. E’ bene disinfettare le superfici con del solfato di rame al 5%.
Potatura naturale, cos'è e come eseguirla:
La potatura naturale ha lo scopo di dare alla pianta una forma naturale e regolare, in modo che all’ interno dei rami la linfa scorri nel migliore dei modi, e che l’ aria e la luce solare penetrino e raggiungano tutte le parti della pianta. Essa si basa sia su principi estetici che salutari e geometrici per la pianta. Si tratta di una tipologia di potatura che si occupa sia dell’ asportazione di rami grandi che di rami piccoli. Il taglio previsto da questa tipologia di potatura è un taglio che si effettua prima della biforcazione, e deve essere netto in modo tale da non lasciare monconi. Per prima cosa, devono essere eliminati i rami secchi e rotti , e poi tutti quei rami che devono essere asportati poiché impediscono alla pianta di avere un aspetto e una forma armoniosa e simmetrica. , quindi anche di quelli troppo vicini gli uni agli altri.
Taglio di ritorno:
Vi è anche un altro tipo di talio, ovvero il taglio di ritorno, che consiste nel tagliare un determinato ramo in corrispondenza ad un ramo più basso, i modo che questo sia capace di sostituirlo nella sua funzione apicale. Si tratta di una tipologia di potatura che può essere sia applicata ai grandi alberi, sia ai piccoli arbusti, sia alle piante ornamentali. Spesso ad essa si preferisce la capitozza tura, che può sembrare più efficace e che serve per contenere le dimensioni della pianta. Ma questo non è assolutamente vero, in quanto la capitozzura potrebbe causare danni irreversibili alla pianta, e comunque, se questo non accade, dopo qualche anno la pianta riprende le sue dimensioni originali. Inoltre la capitozzura favorisce l’ insorgenza di malattie e malformazioni nella pianta. Per quanto riguarda il lato estetico, la capitozzura è anche brutta.
Piante che non tollerano la potatura drastica:
Vi sono delle piante che non sopportano delle potuture drastiche , o che sono sensibili anche alle potature più semplici, e dopo queste operazioni faticano a riprendere il loro stato vegetativo normale e, in casi più gravi, possono anche morire. Per questo, è necessario che per quanto riguarda queste piante, la potatura si limiti soltanto alla rimozione di rami secchi e vecchi, semplicemente come operazione di pulizia, e mai per modificarne la struttura o per migliorarne la resa esteica. Le piante particolarmente sensibili alla potatura sono : il ciliegio, l’ albicocco, l’ ippocastano, la quercia e le conifere in genere. E’ anche molto importante, per tutte le piante ma in particolare per queste, chela potatura sia eseguita con attrezzi giusti, di qualità, ben affilati e ben disinfettati, praticando tagli netti e, dopo i tagli, è bene applicare sulle cicatrici dei prodotti per favorire la chiusura delle ferite e per evitare, nel frattempo, eventuali infezioni, malattie o attacchi parassitari. Tra queste piante, si distinguono piante che fruttificano sui rami giovani (cioè su quelli sviluppati nello stessi anno), e piante che fruttificano su rami dell’ anno precedente. Per quanto riguarda le prime, al momento della potatura i rami che dovranno ospitare la produzione della pianta non sono ancora presenti. Tra queste piante,che non sono moltissime, si distingono in particolare la vite, la rosa, il glicine, la legerstroemia, la mora, l’ ibisco e l’ actinidia. I rami, quindi, possono essere tagliati anche drasticamente, in quanto non si tratta di rami determinanti per la nuova produzione. Si prevedono, per queste piante, due tipi di potatura, la potatura di formazione, che prevede l’ eliminazione di rami difettosi, interni, in eccesso, malformati o secchi, e la potatura degli alberi adulti, che prevede l’ accorciamento dei rami emessi l’ anno precedente, tagliandoli sopra una gemma rivolta verso l’ esterno , lasciandone, per ogni ramo, in numero diverso a seconda della specie. Le gemme da lasciare sono: per le rose, 3 o 4, per il glicine, e per l’ actinidia 5 o 7, per la vite dalle 3 ai 10 e per le altre specie sempre 3-5.. Per quanto riguarda le piante che fruttificano sul ramo dell’ anno precedente, è bene potarle a fioritura avvenuta e devono essere asportati rami completi.
Domande frequenti
-
Quali strumenti devo usare per potare le piante senza danneggiarle?Per una potatura sicura ed efficace, è fondamentale utilizzare attrezzi specifici per ogni esigenza: forbici per i rametti sottili, troncarami o cesoie per i rami medi, seghe manuali per i tronchi spessi e svettatoio per le altezze maggiori. La regola d'oro è che tutti gli utensili debbano essere di alta qualità, estremamente affilati e perfettamente disinfettati prima dell'uso. Tagli netti e obliqui prevengono la raccolta di acqua e riducono il rischio di infezioni batteriche o fungine. Dopo aver tagliato, specialmente se si passa da una pianta malata a una sana, disinfetta sempre le lame con solfato di rame al 5% o alcol per evitare di trasmettere patogeni.
-
Cos'è la potatura naturale e quando va eseguita?La potatura naturale mira a restituire alla pianta la sua forma armoniosa e regolare, favorendo la circolazione della linfa, l'ingresso della luce solare e il ricambio d'aria all'interno della chioma. Si basa su principi estetici e biologici: si eliminano prima i rami secchi, rotti o malati, poi quelli che crescono in modo caotico, incrociati o troppo ravvicinati tra loro. Il taglio va eseguito appena prima della biforcazione di un ramo laterale, in modo netto e senza lasciare monconi, per permettere alla pianta di chiudere rapidamente la ferita e mantenere una struttura equilibrata e salutare.
-
È vero che la capitozzatura è un metodo efficace per contenere le piante?No, la capitozzatura (tagliare drasticamente la parte superiore della pianta) è sconsigliata perché causa danni spesso irreversibili. Sebbene sembri un metodo rapido per ridurre le dimensioni, induce la pianta a produrre getti vigoriosi e disordinati che riprenderanno le dimensioni originali in breve tempo. Inoltre, i grandi tagli aperti favoriscono l'insorgenza di malattie, marciumi e malformazioni strutturali. Un'alternativa corretta è il 'taglio di ritorno', che consiste nel recidere un ramo in corrispondenza di uno inferiore più debole, permettendo alla pianta di redistribuire le energie in modo sano e mantenendo una forma esteticamente gradevole.
-
Ci sono piante che non tollerano la potatura drastica?Sì, alcune specie sono molto sensibili e rischiano di indebolirsi o morire se sottoposte a tagli severi. Tra queste vi sono ciliegio, albicocco, ippocastano, quercia e la maggior parte delle conifere. Per questi alberi, la potatura deve limitarsi a un'operazione di pulizia, rimuovendo solo i rami secchi, rotti o malati. Non bisogna mai modificare la struttura portante né cercare di migliorare l'estetica con tagli drastici. L'obiettivo è preservare la salute della pianta intervenendo minimamente e solo quando strettamente necessario per rimuovere parti compromesse.
-
Come si potano le piante che fruttificano sui rami nuovi?Piante come vite, rosa, glicine, actinidia e ibisco producono frutti sui rami sviluppati nell'anno corrente. Poiché questi rami non esistono ancora durante la potatura invernale, possono essere tagliati drasticamente senza perdere il raccolto. Esistono due fasi: la potatura di formazione elimina i rami difettosi o in eccesso; quella di mantenimento sugli alberi adulti accorcia i rami dell'anno precedente lasciando poche gemme (es. 3-4 per le rose, 5-7 per actinidia e glicini, 3-10 per la vite) rivolte verso l'esterno per favorire una nuova crescita ordinata e produttiva.



