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Giardino · Potatura

Potatura Ficus benjamin

Aggiornato il 24 ottobre 20123 capitoli6 domande frequenti

Caratteristiche:

il ficus Benjamin è una pianta originaria dell’ Asia, molto diffusa anche in India, in Cina Meridionale, il Malaysia, nelle Filippine, nel nord Australia e in alcune isole del Pacifico meridionale. E’ una pianta perenne sempreverde. Il ficus Benjamin fa parte delle famiglia delle Moracee e racchiude tantissime specie di pianta che provengono dall’ Asia e dall’ Africa, tra cui le varietà principali sono: il Ficus Benjamin Exotica, il Ficus Benjamin Golden king, il Ficus Benjamin Nuda e il Ficus Benjamin Mini Gold. Si tratta di una pianta molto elegante dal punto di vista estetico e per questo motivo scelta propria come pianta di tipo ornamentale e decorativo. Essendo una pianta di origine tropicale, il ficus Benjamin necessita di un clima caldo e umido, ma sarebbe opportuno non esporre mai questa pianta a temperature al di sotto dei dieci gradi. Si tratta anche di una pianta che ama la luce, ma non va esposta direttamente ai raggi solari. Nelle zone in cui nasce spontaneo, esso può arrivare anche a circa trenta metri, mentre se allevato al massimo può raggiungere i tre metri, quindi è adatto alla coltivazione da interni. Il tronco è di colore griglio, abbastanza sottile, e anche i rami sono molto sottili, mentre le foglie sono di colore verde chiaro se giovani e più scuro se sono sull’ albero da vari anni. Sono inoltre di piccole dimensioni ma creano una folta chioma perché nascono numerose. Famosa è una varietà di ficus Benjamin che ha le foglie striate di bianco crema, ovvero la varietà starlinght. I frutti del Ficus Benjamins i chiamano siconi, e sono di colore nero: esso danno vita ai semi se vengono fecondati. per quanto riguarda la fioritura, il Ficus Benjamin fiorisce durante la stagione calda, e possiede all’ interno del lattice, una sostanza lattiginosa che fuoriesce al taglio di alcune parti della pianta.

Potatura:

Per quanto riguarda la potatura, questa va effettuata dal periodo primaverile e deve prevedere la rimozione di alcune parti della chioma che va domata, in modo da essere più ordinata e armoniosa: Riguardo ai rami di grandi dimensioni, sarebbe opportuno procedere alla potatura durante l’ inverno, perché durante l’ estate hanno una sostanza lattiginosa all’ interno presenta in maggiore quantità rispetto all’ inverno. Comunque, la potatura deve essere mirata soltanto all’ eliminazione di alcuni germogli. La cimatura si effettua per permettere alla pianta di svilupparsi in modo compatto e di avere una chioma più fitta. Naturalmente la chioma della pianta cresce ma crescono anche le radici , e anche per esse va effettuata una potatura: se la pianta è in vaso e magari questo è diventato troppo piccolo, bisogna procedere con il rinvaso, se invece le radici sono grosse per un vaso già abbastanza grande, bisogna potare le radici . Il rinvaso si può effettuare in qualsiasi periodo dell’ anno, e quando la pianta è giovane anche abbastanza frequentemente. Per quanto riguarda la potatura delle radici, essa va effettuata su quelle troppo grosse e messe male, con dei tagli netti operati con delle forbici ben disinfettate.

Accorgimenti:

Inoltre, è bene che la potatura, oltre ad essere eseguita secondo le guida, venga effettuata con materiali idonei. Bisogna, infatti, che gli attrezzi utilizzati siano effettivamente ben affilati e ben disinfettati, per non causare danni alla pianta. Infatti, gli attrezzi devono essere ben affilati per evitare che con i tagli si causino “sfilettature” dei tessuti, quindi traumi davvero notevoli per la pianta, che potrebbero comportarle delle deformazioni dei tessuti in crescita e delle notevoli malattie di vario genere. Invece, se gli attrezzi non sono ben disinfettati ( a tal proposito consigliamo di disinfettare sulla fiamma in modo da renderli completamente sterili), le ferite che si operano sulla pianta possono rivelarsi veicolo di infezioni, anche perché bisogna considerarsi che in ogni caso le ferite, se non trattate in modo adeguato, sono veicolo di accesso nei tessuti delle piante da parte di parassiti. Pertanto bisogna trattare le feriti con cicatrizzante, sia per porre una barriera agli insetti, sia per fare in modo che le ferite cicatrizzino in modo più rapido. In questo modo, la pianta sarà traumatizzata comunque dalla potatura, in quanto comunque si tratta di operazioni non naturali e sicuramente molto invasive per questa pianta che , normalmente, viene potata poco,ma sarà possibile limitare eventuali danni, anche gravi. Eventuali insediamenti da parte di insetti potrebbero comportare danni come anche il veloce deperimento con conseguente morte della pianta. Ovviamente questa situazione dipende dalla resistenza della pianta e dal tipo di insetti, ma è sempre bene prevenire una situazione del genere, tramite degli accorgimenti che non costano nessuno sforzo , ne in campo economico che lavorativo, ma che possono essere di vitale importanza.

Domande frequenti

  • Qual è il momento migliore per potare il Ficus benjamina?
    La potatura principale del Ficus benjamina si effettua generalmente in primavera, quando la pianta riprende il suo ciclo vegetativo. Questo periodo permette alla pianta di guarire rapidamente dalle ferite e di sviluppare una nuova chioma ordinata. È fondamentale rimuovere i germogli indesiderati e modellare la chioma per mantenerla armoniosa. Tuttavia, per interventi più drastici sui rami di grandi dimensioni, è preferibile aspettare l'inverno, poiché in estate la linfa lattiginosa presente nella pianta è più abbondante e potrebbe causare maggiori stress o perdite di succo. Una potatura ben calibrata stimola la crescita compatta e favorisce una chioma più fitta ed esteticamente gradevole.
  • Come devo disinfettare gli attrezzi prima della potatura?
    La pulizia degli attrezzi è cruciale per prevenire infezioni batteriche o fungine. Prima di iniziare, assicurati che forbici e cesoie siano perfettamente affilate; lame smussate schiacciano i tessuti causando 'sfilettature' e traumi difficili da guarire. Per la disinfezione, il metodo più efficace e immediato è passare le lame sulla fiamma di un accendino o di una candela fino a renderle incandescenti, poi lasciarle raffreddare brevemente. Questo processo sterilizza completamente lo strumento, eliminando qualsiasi patogeno residuo. Non trascurare questo passaggio: le ferite aperte sono porte d'accesso ideali per parassiti e malattie che potrebbero portare al deperimento della pianta.
  • È necessario potare anche le radici del Ficus benjamina?
    Sì, la potatura delle radici è essenziale soprattutto quando il Ficus benjamina rimane a lungo nello stesso vaso, impedendo alle radici di espandersi ulteriormente. Se il vaso è ancora sufficientemente grande ma le radici sono diventate troppo voluminose, è consigliabile intervenire manualmente. Utilizzando forbici ben disinfettate, taglia le radici più spesse e quelle mal posizionate, effettuando tagli netti per favorire la rigenerazione. Questa operazione va fatta con cautela per non danneggiare eccessivamente il apparato radicale. Spesso la potatura delle radici coincide con il rinvaso, ma può essere effettuata anche separatamente per controllare la crescita senza cambiare contenitore.
  • A cosa serve applicare il cicatrizzante dopo la potatura?
    Applicare un prodotto cicatrizzante sulle ferite di potatura è una pratica preventiva fondamentale. Il Ficus benjamina, essendo una pianta tropicale, produce una linfa lattiginosa che può fuoriuscire dai tagli, ma la vera minaccia risiede nell'esposizione dei tessuti interni. Il cicatrizzante crea una barriera fisica che impedisce l'ingresso di insetti, funghi e batteri patogeni attraverso le ferite aperte. Inoltre, accelera il processo di chiusura della piaga, riducendo il tempo di vulnerabilità della pianta. Ignorare questo step aumenta significativamente il rischio di infezioni che possono portare a deformazioni dei tessuti o, nei casi più gravi, al rapido deperimento e alla morte della pianta ornamentale.
  • Quanto può crescere un Ficus benjamina in vaso rispetto all'esterno?
    Le dimensioni finali del Ficus benjamina dipendono fortemente dall'ambiente in cui viene coltivato. Nella sua area di origine asiatica e australiana, dove cresce spontaneamente in climi tropicali caldi e umidi, può raggiungere altezze impressionanti, arrivando fino a trenta metri. Al contrario, quando allevato in vaso o come pianta da interno, la sua crescita è drasticamente limitata dalle risorse disponibili e dallo spazio. Generalmente, in ambiente domestico o in serra controllata, non supera i tre metri di altezza. Questa conformazione ridotta lo rende ideale per l'arredamento di interni, purché si rispettino le esigenze di luce e umidità tipiche delle piante tropicali.
  • Quali sono le varietà più comuni di Ficus benjamina?
    Il Ficus benjamina comprende diverse cultivar selezionate per le loro caratteristiche decorative, tutte appartenenti alla famiglia delle Moracee. Le varietà più diffuse includono il Ficus benjamina Exotica, noto per le sue foglie verdi lucide e robuste; il Golden King, caratterizzato da margini fogliari color crema-giallastro; il Nuda, con foglie più grandi e lucenti; e il Mini Gold, una versione compatta adatta ai piccoli spazi. Esiste anche la varietà Starlight, famosa per le foglie striate di bianco crema che conferiscono un aspetto variegato ed elegante. Queste differenze cromatiche e dimensionali permettono di scegliere la pianta più adatta allo stile di arredo e alle condizioni luminose disponibili in casa.

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