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Innesto a spacco

Aggiornato il 07 dicembre 20124 capitoli5 domande frequenti
innesto a spacco

Innesto a spacco

Tra i vari tipi di innesti per arbusti fruttiferi di grosse dimensioni è molto diffuso il tipo definito “a spacco”; questo è un tipo di innesto a marza (ramo a punta) molto diffuso in frutticoltura per piante a dimora. L’innesto a spacco può essere effettuato inserendo nel soggetto una marza ed operando in maniera leggermente differente. il soggetto viene preparato dopo essere stato capitozzato con un taglio inclinato che interessi poco più della metà del diametro. Sulla sezione orizzontale si praticherà una spaccatura verticale con una sola incisione. Questa dovrà arrivare ad interessare anche il midollo ed avere una profondità di 4-5 centimetri. La marza prelevata avrà due o tre gemme e sarà ben lignificata (ramo di un anno). La sua parte basale quella che si inserirà nel soggetto, verrà foggiata a becco con due tagli lunghi 4-5 centimetri che devono essere convergenti. Se si sta preparando la marza di vite un taglio arriverà fino al midollo, l’altro no. Comunque le parti laterali ai tagli obliqui e quelle ricoperte dalla corteccia, non dovranno avere lo stesso spessore. In particolare è necessario che sia più larga la parte che si posizionerà all’esterno, in corrispondenza della quale si troverà anche la prima delle gemme della marza. L’innesto a spacco, ha tuttavia conosciuto nel corso degli anni delle variazioni per cui oggi quando parliamo di questa tipologia di innesto non possiamo esimerci dal citare gli altri tipi che sono i seguenti: innesto a spacco pieno, innesto a spacco laterale e l’innesto a spacco inglese (semplice).

INNESTO A SPACCO PIENO

Si può scegliere di attuare uno di questi tipi di innesti quando soggetto e nesto abbiano all’incirca le stesse dimensioni diametrali. Per eseguire l’innesto a spacco pieno occorre taliare il soggetto con un’unica incisione orizzontale quindi, praticare una fenditura verticale e centrale profonda 2 centimetri circa nella quale sarà alloggiata la marza. Questa si prepara eseguendo due tagli obliqui e convergenti con i quali le si darà una forma a becco, della lunghezza di due centimetri. Infine divaricando il taglio del soggetto si inserisce marza così sagomata, si effettua la legatura dal punto di innesto e si stende sulle superfici libere il mastice. Anche in questo caso si può provvedere alla legatura del portainnesto sotto l’incisione verticale perché questa non si approfondisca durante l’inserzione della marza.

INNESTO A SPACCO LATERALE

Contrariamente agli innesti precedentemente descritti, quello a spacco laterale non presuppone che il soggetto venga immediatamente tagliato. Questa operazione si eseguirà solo dopo che la marza sarà attecchita e quando i germogli si saranno sviluppati per una ventina di centimetri. Quanto detto comporta un indiscutibile vantaggio; infatti, essendo questo innesto praticato su piante adulte in produzione, il mancato attecchimento della marza non provoca anche la perdita economica del mancato prodotto. Oltre che per reinnestare lo spacco laterale può essere utilizzato allo scopo di inserire sulla pianta parti mancanti dello scheletro. L’innesto si attenua eseguendo sul soggetto in posizione adeguata (al piede o dove si vuol far sviluppare il ramo), una incisione obliqua, profonda due o tre centimetri che entri ad interessare anche il legno. La marza ben lignificata si prepara a becco, con due tagli obliqui e convergenti ma asimmetrici in modo che la superficie messa a contatto con il soggetto sia estesa il più possibile.

INNESTO A SPACCO INGLESE (SEMPLICE)

Questo tipo di innesto a spacco è tipico per la vite, eseguito in primavera inoltrata e precisamente alla fine del mese di maggio su soggetti a dimora ed è stato esteso nella pratica anche al kiwi e all’avocado. Per eseguire questo innesto occorre che il soggetto ed il nesto abbiano lo stesso diametro. Sul portainnesto si praticherà la capitozzatura con un taglio netto, inclinato in modo che la superficie tagliata formi con il dorso più lungo del portainnesto un angolo di 16-18 gradi circa. Sulla marza si praticherà un taglio con identica inclinazione, in modo che le superfici soggetto-nesto sovrapposte, combacino perfettamente. Si passerà, quindi alla legatura del punto di innesto che dovrà essere accurata perché si deve impedire alla marza di scivolare dal portainnesto. Per evitare eventualmente questo problema si può ricorrere allo “spillo midollare”. Si infligge cioè nel midollo del soggetto, un pezzetto di filo di ferro sul quale si infilerà anche la marza. Gli inglesi tuttavia per rimediare in un modo diverso a questo inconveniente hanno studiato una soluzione migliore chiamandola innesto a doppio spacco. Il suo utilizzo si è diffuso non solo per la vite, ma anche per le altre piante da frutto. Si esegue quando i bionti hanno lo stesso diametro e sono lignificati sia durante il riposo vegetativo (generalmente eseguendo l’innesto al tavolo) che con piante a dimora, prima del riposo primaverile. Con il termine di innesto a tavolo si intende l’innesto eseguito in locali coperti. Il portainnesto può essere nel caso della vite una talea che dopo l’innesto verrà sottoposta a forzatura per facilitare il callo nel punto di innesto, e successivamente in un luogo dove le talee vengono poste a radicare. Questo luogo viene chiamato barbatellaio e corrisponde ad un vero e proprio vivaio. La forzatura degli innesti talea si eseguono mettendo il materiale stratificato in cassette e tenendolo ad una temperatura costante di 30 gradi centigradi per circa 15-20 giorni. Trascorso tale periodo avviene la saldatura tra i due bionti.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra innesto a spacco semplice e innesto a spacco pieno?
    La distinzione fondamentale risiede nelle dimensioni relative del soggetto (portainnesto) e della marza (nesto). Nell'innesto a spacco semplice, il soggetto viene capitozzato e spaccato verticalmente per accogliere una marza preparata a becco; è ideale quando il soggetto ha un diametro maggiore rispetto alla marza. Al contrario, l'innesto a spacco pieno si utilizza esclusivamente quando soggetto e nesto presentano diametri quasi identici. In questo secondo caso, il taglio sul portainnesto è centrale e meno profondo (circa 2 cm), permettendo una perfetta corrispondenza geometrica tra le due parti, garantendo una maggiore superficie di contatto per la fusione dei tessuti.
  • Come si prepara correttamente la marza per un innesto a spacco?
    Per preparare la marza, bisogna selezionare un ramo sano, ben lignificato e proveniente dall'anno precedente, dotato di due o tre gemme vitali. La parte basale, destinata a essere inserita nel soggetto, va sagomata a 'becco'. Questo si ottiene effettuando due tagli obliqui e convergenti lunghi circa 4-5 centimetri. È cruciale che i tagli siano asimmetrici: la superficie esterna, che resterà scoperta dalla corteccia del soggetto, deve essere leggermente più ampia di quella interna. Questa asimmetria garantisce che il cambium (il tessuto generatore) della marza si sovrapponga perfettamente a quello del portainnesto, condizione essenziale per il successo dell'attecchimento.
  • Cos'è l'innesto a spacco laterale e quali vantaggi offre?
    L'innesto a spacco laterale è una tecnica specifica applicata su piante adulte già in produzione. A differenza degli altri metodi, il soggetto non viene subito capitozzato; la marza viene inserita lateralmente su un ramo esistente. Il grande vantaggio economico è che, se la marza non attecchisce, la pianta continua a produrre frutti senza subire danni irreparabili. Inoltre, questa tecnica permette di reintegrare parti mancanti dello scheletro vegetale. L'intervento definitivo sul ramo ospite (taglio sopra l'innesto) avviene solo dopo che la marza ha attecchito e i nuovi germogli hanno raggiunto una lunghezza di circa venti centimetri.
  • In cosa consiste l'innesto a spacco inglese e come si evita che la marza scivoli via?
    L'innesto a spacco inglese (o semplice) è particolarmente adatto per viti, kiwi e avocado, richiedendo che soggetto e nesto abbiano lo stesso diametro. Entrambi i rami vengono tagliati con la stessa angolazione (circa 16-18 gradi) per creare superfici piane che combaciano perfettamente. Per prevenire lo scivolamento della marza, la legatura deve essere molto accurata. Una soluzione tecnica efficace è l'uso dello 'spillo midollare': un piccolo pezzo di filo di ferro infilato nel midollo del portainnesto, attraverso il quale passa anche la marza, bloccandola meccanicamente. Un'alternativa avanzata è l'innesto a doppio spacco, che migliora ulteriormente la stabilità e la tenuta.
  • Quando e come si esegue l'innesto a tavola per la vite?
    L'innesto a tavola è una procedura realizzata in ambienti controllati (locali coperti), solitamente durante il periodo di riposo vegetativo della vite, prima della ripresa primaverile. Si utilizzano talee di portainnesto e marze lignificate. Dopo aver effettuato l'innesto, le talee vengono poste in cassette e sottoposte a 'forzatura': vengono mantenute a una temperatura costante di 30 gradi Celsius per 15-20 giorni. Questo calore stimola la formazione del callo, favorendo la saldatura tra i due tessuti. Successivamente, le barbatelle innestate vengono trasferite in vivaio (barbatellaio) per radicare e crescere prima della messa a dimora definitiva.

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