Rifaidate.it · guide e consigli pratici
Giardino · Giardinaggio

Concimazione olivo

Aggiornato il 07 dicembre 20123 capitoli4 domande frequenti
olive

Concimazione olivo

L'olivo, come altre specie della famiglia delle Oleaceae, è una pianta che può vivere molti anni ottimizzando al meglio le sostanze nutrienti che il terreno gli offre. Per la produzione e sopratutto per migliorare la qualità del frutto e dell'olio che ne consegue, è importante l'adeguata concimazione, pratica che in molti casi non viene presa in considerazione. Gli elementi fondamentali per produzione abbondante sono l'Azoto, il Fosforo, il Potassio, il Calcio e il Magnesio. Anche se la pianta ha una struttura di radici molto articolata e può sondare un ampio strato di terreno, è importante fornire gli elementi nutritivi indispensabili durante le fasi più importanti della vita vegetativa della pianta, tra Febbraio e Marzo e tra Giugno e Luglio, il periodo in cui la pianta passa dalla germogliazione alla fruttificazione. Naturalmente, in caso di nuove piantagioni è sempre opportuno verificare le condizioni ideali per la produzione con l'analisi del terreno e con una concimazione di preparazione alla fase di interramento di nuove piantine. Per gli alberi in età adulta, la concimazione dipende anche dagli interventi di potatura che vengono eseguiti periodicamente.

Concime per l'olivo

Esistono diversi tipi di concimi per l'olivo, diversi sia in base al periodo vegetativo della pianta e in base all'età. La concimazione serve sopratutto per far crescere la pianta e per aumentare la produzione e mantenerla sempre costante ogni anno. Ogni elemento nutritivo è importante, l'azoto regola l'equilibrio tra crescita e produzione durante tutta la vita dell'olivo, il fosforo aiuta ad aumentare la produzione di frutto e il potassio rende la pianta più resistente in condizioni di clima sfavorevole. Se uno di questi tre elementi viene a mancare la pianta mostra segnali di allarme che è importante cogliere, se ad esempio ci troviamo di fronte a scarse produzioni e ad una pianta che non cresce in maniera regolare siamo in presenza di carenza d'azoto, se invece le foglie perdono colore e cadono, si deve dare al terreno più potassio. Lo stato di salute di una pianta d'olivo si può analizzare dalle foglie, questa procedura viene chiamata diagnostica fogliare e consiste nella misurazione degli elementi presenti nelle foglie, tra gli altri proprio l'azoto, il potassio e il magnesio. I principali fertilizzanti presenti sul mercato si compongono di questi elementi, i concimi azotati vengono utilizzati in estate, quelli con l'aggiunta di potassio in autunno. Questi elementi vengono somministrati alla pianta con l'acqua, con una tecnica che prende il nome di fertirrigazione. Tra le nuove tecniche sperimentate per la concimazione dell'olivo si utilizza anche una concimazione fogliare, dalle foglie la pianta può assimilare sopratutto calcio, ferro e boro, elementi che sono importanti nella fase iniziale dello sviluppo dei frutti.

Concimare l'olivo con il letame

Per mantenere il terreno in buono stato è importante attuare periodicamente anche una fase di concimazione organica. Si utilizza il letame stallatico per migliorare l'humus nel terreno e, con una nuova tecnica di fertilizzazione vegetale, dopo la potatura si tritano alcune parti dei rami e si dispongono nel terreno intorno alla pianta. Coprendo poi i rami tritati con del terriccio nuovo, si favorisce la loro decomposizione. Questa tecnica risulta migliore dal punto di vista dell'apporto nutrizionale. Quando ci sono dei periodi critici, in inverni freddi ad esempio, si potrebbe intervenire con il letame anche per prevenire che la pianta venga attaccata da malattie. Come detto l'olivo è una pianta molto resistente, vive a lungo se riesce a mantenere un perfetto stato di equilibrio tra i periodi in cui produce frutto e il riposo vegetativo. Proprio il periodo di riposo, non ha una durata regolare e dipende sopratutto dal clima. La pianta inizia a soffrire quando le temperature scendono al di sotto dei 5 gradi, il freddo fa cadere i germogli e con temperature sotto zero la pianta può morire a causa delle gelate che attaccano i rami e il fusto. Oltre al clima rigido, l'olivo può soffrire dell'attacco di alcuni parassiti. Le malattie più diffuse sono "L'occhio di pavone", delle piccole macchie di colore verdastro che si diffondono a causa di un parassita dalle foglie ai rami e la "Fumaggine", una polverina nera che ricopre tutta la pianta. Questa polvere fuligginosa è dovuta ad un parassita della famiglia delle conchiglie, non è fastidiosa per la pianta ma per l'uomo, si possono infatti creare delle irritazioni anche gravi quando si vanno a raccogliere le olive. La concimazione fogliare può prevenire l'attacco di questi parassiti alla pianta. Nulla si può fare invece contro il cancro dell'Olivo e contro la mosca che attacca il frutto. Il cancro attacca alcune parti della pianta, ad esempio i rami, e l'unica soluzione è quella di tagliare ed eliminare definitivamente le parti malate salvando quelle ancora vive. Per quanto riguarda invece la mosca olearia, nota come Bactocera Oleae, vengono deposte delle uova nell'oliva e le larve scavano tutto il frutto fino a farlo marcire e a cadere a terra. In questo caso la produzione di olio risulta compromessa.

Domande frequenti

  • Quali sono i momenti migliori per concimare l'olivo?
    La concimazione dell'olivo va effettuata principalmente in due finestre temporali cruciali: tra febbraio e marzo, durante la fase di germogliazione, e tra giugno e luglio, quando la pianta transita verso la fruttificazione. È fondamentale fornire gli elementi nutritivi essenziali in questi periodi per supportare la crescita vegetativa e lo sviluppo dei frutti. Inoltre, per le nuove piantagioni, è consigliabile effettuare una concimazione di preparazione prima dell'impianto, verificando preventivamente le caratteristiche chimico-fisiche del suolo tramite analisi specifiche.
  • Come capire se l'olivo soffre di carenze nutrizionali?
    I sintomi visibili sulle foglie e sui frutti indicano specifiche carenze. Una scarsa produzione e una crescita irregolare suggeriscono spesso una mancanza di azoto. Al contrario, se le foglie ingialliscono, perdono colore e cadono prematuramente, il problema risiede probabilmente in una carenza di potassio. Per una diagnosi precisa si può ricorrere alla diagnostica fogliare, che analizza la concentrazione di nutrienti come azoto, potassio e magnesio nei tessuti vegetativi, permettendo di integrare esattamente ciò che manca.
  • È possibile usare il letame o i residui di potatura come concime?
    Sì, la concimazione organica è molto efficace. Si può utilizzare letame stallatico per arricchire l'humus del suolo, specialmente in inverno per proteggere la pianta dal freddo. Una tecnica moderna prevede di triturare i rami potati e interrarli direttamente intorno alla chioma, coprendoli poi con terriccio fresco: questo favorisce la decomposizione locale e migliora l'apporto nutrizionale. Entrambe le pratiche aiutano a mantenere l'equilibrio vitale della pianta e a prevenirne le malattie in periodi critici.
  • A cosa servono i concimi fogliari e quali elementi apportano?
    La concimazione fogliare permette alla pianta di assorbire rapidamente nutrienti specifici attraverso le foglie, bypassando il suolo. Questo metodo è particolarmente utile per introdurre calcio, ferro e boro, elementi chiave nella fase iniziale di sviluppo dei frutti. Inoltre, rinforzare la pianta con questi apporti esterni può contribuire a prevenire attacchi parassitari comuni come l'occhio di pavone o la fumaggine, migliorando la resistenza complessiva della chioma senza alterare eccessivamente la composizione del terreno.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche