la mimosa

Mimosa

La mimosa venne importata in Europa solo nel 1800, grazie alla bellezza della chioma di questa particolarissima pianta arborea, che affascinò gli esploratori dell'epoca e le donne dei secoli successivi.

I suoi inconfondibili fiori gialli e tondi sono universalmente riconosciuti come il simbolo della festa dell’8 marzo, notoriamente dedicata a tutte le donne nel mondo.

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Descrizione della mimosa

mimosaLe mimose sono piante arboree dalle dimensioni di grandi arbusti o di piccoli alberi, appartenenti alla famiglia delle fabacee.

La più nota e diffusa è quella che abbiamo imparato a conoscere grazie all'8 marzo ma, esistono numerose altre varietà tra cui la curiossissima mimosa "pudica", una specie i cui fiori se toccati, si ritraggono fino a chiudersi pudicamente, appunto.

Sono diffuse in gran parte dell'Italia e del bacino del Mediterraneo, soprattutto lungo le regioni costiere ma, come accennato prima, hanno origini molto lontane.

Quello che caratterizza maggiormente la mimosa, sono le sue peculiari infiorescenze di forma sferica, che sono in realtà composte da piccolissimi fiori gialli dal profumo intenso e delicato al tempo stesso.

I fiori sbocciano proprio sull'apice dei rami, sono perfettamente tondeggianti e lanugginosi. La fioritura avviene, a seconda del clima locale, in una fascia temporale che va da novembre a marzo.

Le foglie, morbide, sottili e fitte, si sviluppano a pettine e specularmente lungo tutto il ramo.

Generalmente alle latitudini italiane, le mimose si presentano come piccoli alberi di dimensioni non notevoli, che non tendono a superare i 6 metri di altezza.

Mentre nel loro paese di origine, complice il clima, le mimose tendono a raggiungere dimensioni ragguardevoli che toccano addirittura i 30 metri di altezza!

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    Tecniche colturali e cure

    mimosa pudica Come appena detto, la mimosa necessita di un clima mite per prosperare: anche se si tratta di una pianta abbastanza rustica che non necessita di particolari competenze, teme le gelate e gli inverni eccessivamente rigidi e prolungati, in presenza dei quali, la pianta non sopravviverebbe.

    La mimosa predilige infatti un'esposizione molto soleggiata e in luoghi ben protetti dal vento.

    Come per la gran parte delle piante, le annaffiature devono essere frequenti, regolari e non abbondanti, in modo da garantire che il terreno sia sempre umido, scongiurando tuttavia il pericolo di ristagno d'acqua, causa frequente di morte da marciume radicale.

    Quindi da marzo a ottobre, mesi più caldi, le annaffiature saranno frequenti; mentre durante i periodi autunnali ed invernali quasi nulle.La mimosa teme altresì anche la siccità, dunque occorre fare attenzione a non lasciare il terreno circostante troppo asciutto, anche nei mesi invernali.

    La mimosa va potata dopo la fioritura, operazione necessaria soprattutto per quegli esemplari coltivati in vaso.

    Per quanto riguarda parassiti e malattie, le mimose sono arbusti abbastanza resistenti ma può capitare talvolta, che la pianta venga infestata da acari e afidi.

    In questi casi è sufficiente vaporizzarne la chioma con acqua e sapone liquido.

    La concimazione può essere fatta sia con concime organico che granulare erogandolo da marzo ad ottobre. La propagazione della mimosa, avviene tramite seme, la cui velocità di crescita è notevole (germinano in sole due settimane). Il metodo delle talee non è particolarmente apprezzato nel giardinaggio, per via della bassissima percentuale di radicazione della talea.


    Simbologia della mimosa e preservazione dei mazzetti

    La mimosa da 60 anni è il fiore che viene donato alle donne nel giorno a loro dedicato: l'8 marzo. Si calcolano circa 15 milioni di mazzetti venduti per quell'occasione, solo nel nostro Paese.

    Per prolungare la durata dell'omaggio ricevuto, è opportuno fornire ai mazzetti recisi di mimosa, abbondante acqua eliminando le foglie alla base del rametto e collocarlo in un vaso, aggiungendo alcune gocce di limone in modo tale da ricreare delle condizioni ottimali di pH, utili alla sopravvivenza del mazzetto.

    L’acqua non deve essere eccessivamente fredda, ma tiepida, ed il vaso va collocato in prossimità di una zona luminosa come una finestra.



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