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Materiali naturali

Aggiornato il 13 settembre 20135 capitoli5 domande frequenti
sughero

Materiali naturali

Se si scelgono dei materiali naturali per incrementare la cosiddetta bioedilizia e dunque avere un impatto minore sull'ambiente, è necessario scegliere dei prodotti che provengano dallo stesso luogo in cui la costruzione avrà luogo. In questo modo infatti si evita di incappare nell'amaro controsenso di una costruzione potenzialmente riciclabile che però inquina l'ambiente a causa dei necessari trasporti dei materiali. Operare tale scelta lavorativa equivale a un uso controllato e limitato al minimo di sostante dannose per l'ecosistema, innalzando la qualità energetica delle emissioni prodotte, grazie a scarti di produzione in buona parte naturali.

Sughero

Questo materiale proviene dalla corteccia della quercia omonima, e veniva adoperato già nell'antichità come copertura per delle abitazioni rudimentali, scelto tra i vari materiali disponibili in natura perché risulta inalterabile alle ingerenze temporali e soprattutto alquanto resistente. Le qualità del sughero però non si limitano a queste due, essendo molto traspirabile e altamente resistente all'attacco delle insidiose muffe, che su questo materiale non hanno effetto. L'uso del sughero è alquanto ampio anche oggi, e non soltanto da chi desidera realizzare costruzioni ecologiche. Infatti viene principalmente adoperato in pannelli come isolante, sia termico che acustico. Per poter asportare il rivestimento di sughero, senza però danneggiare in alcun modo la quercia, si usa la tecnica della scorzatura. In seguito il granulato ricavato dal processo viene ventilato, così da eliminare qualsiasi eventuale residuo di corteccia o di terra. Fatto questo il sughero viene poi ben compresso e riscaldato in forno alla temperatura di 380°, così da sciogliere le resine, dalle quali si ricava un ottimo collante naturale. Questo dovrebbe lasciar facilmente intuire che nel sughero non c'è alcuna traccia di collante chimico.

Fibra di legno

Questa particolare fibra garantisce un buon isolamento sia termico che acustico, un'elevata capacità d'assorbire le particelle d'acqua circostanti e una grande resistenza ai funghi. Quest'ultima qualità lo rende inoltre decisamente adatto all'isolamento delle pareti esterne di un edificio. E' molto facile trovare in commercio dei pannelli in fibra di legno, composti anche da magnesite caustica. Il processo di produzione prevede la formazione di un impasto composto da fibre di legno, solfato e ossido di magnesio. Una volta generati i pannelli, questi vengono sottoposti a elevate temperature, in modo tale da svuotare del tutto la fibra dagli elementi organici che ancora vi sono incorporati, assorbendo inoltre il magnesio che avrà il compito di mineralizzarla.

Fibra di cocco

Come il sughero anche la fibra di cocco è adoperata fin dall'antichità, con un uso quasi esclusivamente in Oriente. La si può ricavare dallo strato fibroso delle noci di cocco, e possiede un'incredibile capacità d'inalterabilità. Tempo, batteri e insetti infatti non la scalfiscono affatto. Inoltre la fibra di cocco risulta essere anche un buon isolante contro i campi elettromagnetici. Le fibre ottenute dalla noce di cocco vengono prima lasciate in ammollo per ben sei mesi, così da farle mineralizzare, processo che le renderà del tutto immarcescibili. In seguito saranno essiccate, poi ben battute e infine riordinate in balle, le quali verranno poi poste a cardatura. L'ultima fase del processo infine prevede la suddivisione della varie balle, così da formare i vari rulli e pannelli.

Lana di cellulosa

Probabilmente questo materiale è quello che meglio incarna la filosofia del riciclo, dal momento che è l'unico, tra quelli citati, ad essere già frutto di un riciclo a sua volta. Per ottenere la lana di cellulosa infatti si riutilizza la carta di giornale. Tale materiale è venduto inoltre sotto forma di fiocchi, che subiscono un trattamento con del sale borico, che è in grado di offrire un'elevata protezione sia contro i funghi che contro i parassiti. Molto spesso questa lana è adoperata per isolare i tetti, i cui spazi vuoti vengono riempiti interamente con tale materiale, perché in grado d'assorbire l'umidità.

Domande frequenti

  • Perché è importante scegliere materiali naturali provenienti dalla stessa zona di costruzione?
    Scegliere materiali locali riduce drasticamente l'impatto ambientale legato al trasporto, evitando il paradosso di costruire eco-friendly ma inquinare con i logistichi. Utilizzare risorse vicine garantisce un uso controllato e limitato di sostanze nocive, migliorando la qualità energetica complessiva dell'edificio. Inoltre, gli scarti di produzione tendono a essere naturali, favorendo la biodegradabilità e il riciclo, pilastri fondamentali della bioedilizia sostenibile.
  • Il sughero richiede l'uso di colle chimiche per la realizzazione dei pannelli isolanti?
    No, il sughero è un materiale eccezionale proprio perché non necessita di collanti chimici. Durante la produzione, il granulo di sughero viene compresso e riscaldato a circa 380°C. Questa temperatura è sufficiente a sciogliere le resine naturali presenti nella corteccia della quercia, agendo come legante autonomo. Di conseguenza, i pannelli finali sono completamente privi di additivi sintetici, mantenendo integre le proprietà traspiranti e antiumidità del materiale.
  • Quali sono i vantaggi specifici della fibra di legno per l'isolamento esterno?
    La fibra di legno offre un eccellente isolamento sia termico che acustico ed è capace di assorbire l'umidità circostante senza comprometterne le prestazioni. La sua elevata resistenza ai funghi e alle muffe la rende ideale per le pareti esterne, dove l'esposizione agli agenti atmosferici è maggiore. Spesso i pannelli contengono magnesite caustica, che durante la lavorazione ad alte temperature mineralizza la fibra, aumentandone la durata e la stabilità strutturale nel tempo.
  • Come si ottiene la fibra di cocco e perché viene lasciata in ammollo?
    La fibra di cocco si ricava dallo strato fibroso delle noci e viene trattata lasciando le fibre in ammollo per sei mesi. Questo lungo periodo serve a farle mineralizzare naturalmente, rendendole completamente immarcescibili e resistenti a batteri, insetti e agenti atmosferici. Successivamente, le fibre vengono essiccate, battute, cardate e trasformate in rulli o pannelli. Oltre all'isolamento, questa fibra offre anche una discreta protezione contro i campi elettromagnetici.
  • In che modo la lana di cellulosa protegge da funghi e parassiti?
    La lana di cellulosa, ottenuta riciclando carta di giornale, viene trattata con sale borico prima della vendita sotto forma di fiocchi. Il sale borico agisce come potente agente protettivo, offrendo un'elevata difesa contro l'insorgenza di funghi e l'attacco di parassiti, problemi comuni nei materiali organici. Questa caratteristica, unita alla capacità di assorbire l'umidità, la rende perfetta per riempire gli spazi vuoti nei tetti, garantendo isolamento duraturo e sicuro.

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