Guerrilla gardening

Cosa vuol dire guerrilla gardening

L'espressione guerrilla gardening, che in italiano si può tradurre come giardinaggio d'assalto, si usa per definire l'attività di associazioni, gruppi o singoli individui appassionati di giardinaggio che, nell'ambito della galassia ambientalista, intervengono in maniera più o meno organizzata per contrastare il degrado urbano e rinnovare le aree e gli spazi verdi collettivi. L'attività principale di queste persone consiste nell'individuare, ripulire, rinverdire e ricolorare, con alberi, piante e fiori, aiuole, giardini, zone dismesse o abbandonate e altre porzioni di suolo incolte e inutilizzate.
Guerrilla gardening

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Come è nato il movimento

Guerrilla gardening Il primo vero esempio di guerrilla gardening, di giardinaggio d'assalto organizzato, si registra negli Stati Uniti d'America: il gruppo Green Guerrilla capeggiato da Lyz Christy, nell'area metropolitana di New york, trasformò un terreno privato abbandonato in un bel giardino. Era il 1973 e si può dire che sia questa la data di nascita del movimento di guerrilla gardening. Tuttavia, alcuni fanno risalire i primi episodi di questa attività a tempi più antichi, citando prima le imprese di Gerrard Winstanley e dei suoi "zappatori", che verso la metà del XVII secolo occuparono le terre di ricchi proprietari inglesi e iniziarono a coltivarle per distribuire i frutti alla collettività e poi la bizzarra figura di John Chapman che nei primi anni del XIX secolo percorreva gli Stati Uniti d'America seminando piante di melo. In Italia il movimento di guerrilla gardening, che ora conta almeno un gruppo in molte regioni, nasce ufficialmente nel 2006 a Milano, dove alcuni giovani appassionati hanno unito le forze e le competenze di ognuno nell'intento di riappropriarsi degli spazi comuni della città e di trasformarli in graziosi giardini fioriti o in verdi prati tutti da vivere. A livello internazionale, invece, l'attività di guerrilla gardening è documentata dalla presenza di molti gruppi e numerosi eventi in circa trenta paesi nel mondo.

L'attività di questi gruppi, che a volte è ostacolata dalle autorità cittadine e dalle forze dell'ordine, perchè svolta in aree pubbliche senza le dovute autorizzazioni, sempre più spesso è sostenuta da aziende che mettono a loro disposizione piante, fiori, sementi, materiali, attrezzi vari ed è apprezzata dai residenti.

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    Guerrilla gardening: Chi può fare e come si fa guerrilla gardening

    A spingere il movimento non è tanto lo spirito di protesta quanto la volontà di contrastare in maniera diretta e pacifica il degrado delle città, per incuria o abbandono, mantenendo vivo e bello il verde pubblico nei centri urbani, grigi di cemento e di smog. I gruppi di guerrilla gardening sono aperti a tutti e le attività del giardinaggio d'assalto sono alla portata di giovani, adulti e anziani: dunque, sia che si tratti di "attacchi verdi" organizzati sia di libere iniziative individuali, non esistono rigidi limiti di età o requisiti particolari. Certamente, un minimo di competenza e di abilità manuale sono indispensabili ma questo non deve scoraggiare gli inesperti, perché trovare qualcuno in grado di insegnare le basi del giardinaggio o pronto a dare consigli, anche grazie a internet e ai social network, è facilissimo.

    Prima di intraprendere iniziative di guerrilla gardening o di partecipare a un "attacco verde" organizzato, complesso da ideare, pianificare e realizzare, è necessario prendere confidenza con le tecniche e con i tempi necessari per completare un'operazione di guerrilla gardening.

    Quasi tutti i gruppi attivi consigliano di iniziare la propria "carriera" di giardiniere d'assalto sperimentando la cosiddetta bomba di semi. Facile da fabbricare in casa ed economica, la bomba di semi è una pallina di carta di giornale o di argilla, imbevuta d'acqua e contenente terriccio, fertilizzante naturale e semi, che viene lanciata su un terreno incolto, che qualche tempo dopo sarà rinverdito e colorato di fiori. Un altro tipo di attacco di guerrilla gardening si può mettere in atto sfruttando la vitalità e la resistenza di piante comuni come il pioppo e il salice, che si riproducono con facilità per talea, semplicemente conficcando un rametto nel terreno, e dei semi di quercia e ippocastano, che è sufficiente lasciare su un terreno adatto ad accogliere grandi alberi.



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