Piccole accortezze da osservare per tornire il legno
La tornitura è un lavoro manuale eseguito grazie alla dedizione, alla pazienza e soprattutto alla competenza di artigiani che, con le loro mani e gli utensili giusti, riescono a ricavare da semplici pezzi di legno, veri e propri pezzi unici davvero utili. Non si tratta sicuramente di uno tra i lavori più pericolosi di falegnameria, ma di certo molto fastidioso a causa dei trucioli e della polvere che si creano, specialmente durante la finitura. Per la scelta del locale è sufficiente un semplice garage o una stanza che non necessitano di particolare accortezze. L'artigiano dovrebbe usare durante il suo lavoro degli occhiali antinfortunistici per preservare gli occhi, mentre non deve usare abbigliamento largo o gioielli pendenti perché il legno che gira velocemente potrebbe appigliarsi comportando delle conseguenze. Infine il legno utilizzato deve essere scelto senza eccessive fessurazioni o nodi morti perché si potrebbero staccare dei pezzi durante la lavorazione.
Vari tipi di procedure per tornire il legno
Esistono diversi modi e tecniche per tornire il legno. Per creare infatti degli oggetti di tipo cilindrico si effettua la tornitura longitudinale: si può marcare con un punzone il centro delle due estremità o fare un forellino piantando la punta di trascinamento e quindi fissare saldamente il pezzo di legno alla macchina. Un altro tipo di tornitura è quella trasversale dalla quale si ottengono oggetti come tazze, basi per lampade, piatti. Mentre nella lavorazione di tipo trasversale il legno è ancorato alle due estremità, in quella trasversale il legno è fissato al platorello. Per ottenere dei pezzi che verranno lavorati solo ed esclusivamente nella parte frontale ed interna, il legno verrà fissato al mandrino che in tal caso va a sostituire la forchetta di trascinamento. Tornire dunque significa proprio sagomare cioè dare una sagoma ad un qualcosa che originariamente non ce l'ha, e poiché varie sono le forme, ecco perché esistono tanti tipi di lavorazione.
I procedimenti da seguire per tornire il legno
Il lavoro inizia utilizzando un particolare strumento, "la sgorbia", che permette di sgrossare il pezzo grezzo che è fissato alla macchina. Il procedimento va ripassato due volte e, se si tratta di un pezzo a forma di listello, è consigliato di smussare gli spigoli altrimenti potrebbe scheggiarsi o addirittura essere compromesso durante il lavoro. La seconda tappa consiste nella sagomatura e cioè si concretizza la forma che si ha in mente dall'inizio. Tornire il legno è proprio questo: si definisce bene con una matita la sagoma e si procede aumentando gradualmente la velocità del tornio lasciando per ultimo le parti più piccole. Il pezzo risulta così finito solo dopo aver effettuato i procedimenti finali e cioè la levigatura e la finitura. Si fa ruotare alla massima velocità il tornio e quindi si passa la carta abrasiva per finire poi, sempre mentre il pezzo ruota, a ripulirlo passando un panno, preferibilmente di lana, per dare al pezzo un'eccellente finitura semilucida.
Il tornio, unico utensile per tornire il legno.
La struttura del tornio è molto particolare ma consente, con il suo ingranaggio, di modellare il legno a proprio piacimento. Esso è costituito da una base che può sia essere appoggiata su un banco qualunque, oppure può essere dotato di gambe. E' proprio su questa base che vi è montato il motore elettrico grazie al quale, attraverso le pulegge intercambiabili, si muove la testa motrice, detta "mandrino". Su questo mandrino si monta la "forchetta di trascinamento" sulla quale si fissa, facendolo girare, il pezzo di legno grazie alla sua forma a tridente. Pe poter effettuare la tornitura trasversale si può montare una particolare piastra detta "platorello". Sempre sulla base vi sono due strutture scorrevoli. Una serve a poggiare gli sgorbie e gli scalpelli, il poggiautensili regolabile; l'altro sorregge e trattiene il pezzo, pur consentendogli di girare tranquillamente.