Ancoraggio

Consigli pratici

Ancoraggio

Diversi tipi di supporto e diverse caratteristiche degli oggetti: per ciascuno esiste il giusto metodo di ancoraggio, chimico o meccanico.

di Redazione

02 aprile 2014

Informazioni e sicurezza

Dal semplice chiodo messo nel muro, a sistemi complessi di antenne e applicazioni industriali, i metodi di ancoraggio sono uno dei temi imprescindibili per qualsiasi lavoro, che sia fatto in casa o che riguardi ambiti professionali. Data l’importanza di questa operazione, prima di iniziare qualsiasi tipo di lavoro è bene conoscere dettagliatamente sia le norme di legge che regolano le diverse situazioni che si possono presentare, sia, soprattutto, caratteristiche e certificazioni degli elementi che si vanno ad adoperare. Non a caso, da tempo, esiste una Associazione Nazionale Sistemi di Fissaggio che si adopera per divulgare tutte le informazioni utili in questo campo e definire regole e calcoli riguardanti i fissaggi. Sia chimici, sia meccanici. La tenuta del sistema e, quindi, la sua sicurezza, sono senza dubbio i primi elementi da tenere in considerazione: i professionisti possono fare affidamento sulla propria esperienza; per chi, invece, non è abitualmente avvezzo a queste operazioni, la cosa migliore è quella di rivolgersi a rivendite specializzate o negozi di ferramenta nei quali si può trovare il personale qualificato per ricevere i giusti consigli e le indicazioni operative. I punti dai quali bisogna partire sono sempre gli stessi, nel piccolo come nel grande: che cosa si deve fissare e su quale tipo di supporto.

Ancoraggi chimici o meccanici?

Sostanzialmente sono due le famiglie in cui si dividono i sistemi di fissaggio: chimico e meccanico. Partendo dall’ambito più abituale per tutti, come può essere quello di un semplice lavoro di casa, ancora oggi il tassello di plastica rimane il più diffuso e semplice dei sistemi di ancoraggio meccanici. Praticamente a pari merito, c’è, poi, il tassello d’acciaio: i due, in genere, sono usati in maniera intercambiabile, garantendo sostanzialmente le stesse prestazioni e coprendo i medesimi ambiti di utilizzo. Quando, però, il carico da sostenere è troppo elevato, i tasselli, in plastica o in acciaio che siano, non possono garantire la tenuta dovuta, imponendo di valutare altre possibilità. Le soluzioni che si presentano, a questo punto, vanno nella direzione degli ancoraggi chimici: questi, infatti, sono ideali per essere utilizzati anche in situazioni di carichi dinamici ripetuti nel tempo o quando le condizioni del supporto sono critiche. L’ancoraggio chimico si incolla al supporto, diventando, in sostanza, un tutt’uno con esso. Questa metodologia è ideale per ancorare oggetti sottoposti a costanti vibrazioni, come possono essere, per fare un esempio conosciuto da tutti, i condizionatori. Sebbene l'ancoraggio chimico sia più indicato per usi professionali, oggi, il loro utilizzo si è relativamente semplificato, permettendo di essere eseguito anche da un utente non professionista. Naturalmente, essendo un sistema meno abitale, bisogna usare particolare attenzione e cautela. L’ulteriore vantaggio del chimico rispetto al meccanico è che il primo può essere sia permanente sia temporaneo, offrendo, in questo modo, una polivalenza di utilizzo in molteplici ambiti e situazioni.

Ecologia

Qualcuno, sentendo la parola "chimico", potrebbe spaventarsi, associando automaticamente il termine a un sistema inquinante e poco naturale. In realtà, oggi giorno, la tecnologia ha fatto notevoli progressi anche in questo campo: la maggior parte dei fissaggi chimici più utilizzati, per esempio, è priva di stirene e, quindi, ecologicamente più sicura e rispettosa dell’ambiente. Inoltre, sono atossici e inodori, ed eventuali residui di resina che rimangono inutilizzati possono essere riciclati e riutilizzati. La sola attenzione richiesta è quella di informarsi sui corretti metodi di smaltimento delle cartucce non utilizzate del tutto.

Metodi

Per quanto riguarda il metodo, ogni sistema di fissaggio ha la propria modalità. Se si vogliono tracciare delle linee generali, si può sottolineare l’importanza dell’operazione di foratura del supporto: spesso, infatti, si trascura questa operazione, ma avere un foro netto, pulito, senza residui di polvere che si intromettano tra tassello e parete, garantisce una maggiore tenuta dell’ancoraggio. Allo stesso modo, è bene serrare il tassello nella maniera corretta: non è vero che più si stringe maggiore sarà la tenuta del supporto, perché se si applica una coppia di serraggio eccessiva, si innalza la pressione sul materiale di supporto rischiando di danneggiarlo e compromettere, di conseguenza, l’operazione. Fondamentali sono anche la profondità e lo spessore dell’ancoraggio così come la tecnica di montaggio utilizzata.

Domande frequenti

  • Quando è preferibile scegliere un ancoraggio chimico rispetto a uno meccanico?
    L'ancoraggio chimico è la scelta obbligata quando si devono fissare oggetti soggetti a carichi elevati, vibrazioni costanti o sollecitazioni dinamiche ripetute nel tempo, come i condizionatori. A differenza dei tasselli meccanici (plastica o acciaio), che funzionano per espansione e hanno limiti precisi di tenuta, il fissaggio chimico crea un legame monolitico con il supporto, incollandosi ad esso. Questo metodo risulta inoltre superiore in presenza di materiali fragili o supporti critici dove l'espansione meccanica potrebbe creare microfratture. Sebbene sia tradizionalmente riservato agli ambienti professionali, le formule moderne ne hanno semplificato l'uso anche per il fai-da-te, purché si rispettino rigorosamente le istruzioni.
  • I tasselli chimici sono pericolosi per la salute e l'ambiente?
    No, i moderni fissaggi chimici sono generalmente sicuri e rispettosi dell'ambiente. La tecnologia attuale ha eliminato sostanze nocive come lo stirene dalla maggior parte delle cartucce disponibili sul mercato. Questi prodotti sono atossici e inodori, riducendo drasticamente i rischi per chi li applica. Inoltre, i residui di resina non utilizzati possono spesso essere riciclati. L'unica precauzione necessaria riguarda lo smaltimento corretto delle cartucce vuote o parzialmente usate secondo le normative locali per i rifiuti speciali. Per questo motivo, il timore comune legato alla parola 'chimico' è infondato se si acquistano prodotti conformi alle recenti standardizzazioni di settore.
  • Qual è l'errore più comune durante l'inserimento di un tassello?
    L'errore più frequente consiste nell'applicare una coppia di serraggio eccessiva, credendo che più si stringa, meglio terrà. In realtà, forzare oltre il limite di progetto può deformare il tassello o, peggio, danneggiare il materiale del supporto (come gesso o mattoni forati), compromettendo irrimediabilmente la tenuta. Un altro errore grave è trascurare la pulizia del foro: la polvere residua della trivellazione agisce come un lubrificante, impedendo al tassello di aderire correttamente alla parete. È fondamentale soffiare o aspirare la polvere prima dell'inserimento e rispettare la profondità esatta indicata dal produttore per garantire la massima efficacia strutturale.
  • Posso usare un tassello chimico per un fissaggio temporaneo?
    Sì, uno dei vantaggi distintivi degli ancoraggi chimici rispetto a quelli meccanici è la loro versatilità d'uso. Possono essere impiegati sia per fissaggi permanenti, garantendo una durata nel tempo eccezionale, sia per installazioni temporanee. Questa caratteristica li rende ideali per situazioni in cui è necessario rimuovere il supporto in futuro, anche se la rimozione potrebbe richiedere interventi più invasivi rispetto allo svitaggio di un tassello tradizionale. Tuttavia, per un uso temporaneo, è essenziale verificare che il prodotto specifico lo consenta e seguire le tempistiche di polimerizzazione indicate, poiché la resistenza finale si raggiunge solo dopo un certo periodo di attesa.