Fotovoltaico condominiale

Impianto fotovoltaico condominiale:

Installare un sistema fotovoltaico all'interno del proprio condominio consente un netto risparmio in fatto di spesa energetica, dal momento che la quota necessaria viene suddivisa tra tutti i condomini. E' possibile sfruttare questo sistema in due maniere differenti, ovvero rifornendo d'energia quegli impianti condivisi da tutti, come l'illuminazione delle scale o l'alimentazione dell'ascensore, o consentendo a questo sistema di ovviare a ogni sorta di esigenza energetica, comprese dunque le singole utenze. Per quest'ultimo caso però è evidente come si necessiti di un sistema più potente. Inizialmente sarà necessario sostenere una spesa utile all'installazione, la quale però potrà facilmente essere ammortizzata grazie al contributo di tutti i condomini. Anche questi però potranno ammortizzare la loro quota personale, sfruttando a pieno le detrazioni previste dalla legge in tal merito che, unicamente per i condomini, sono bloccate al 50%, almeno fino al 30 giungo del 2014. In seguito a questa data la percentuale tornerà a essere, come sempre, del 35%. Occorre precisare però che anche in questo caso la percentuale dovrà essere divisa equamente tra gli abitanti del condominio. Così come per gli impianti ad utilizzo privato, anche quelli condominiali fruttano i maggiori guadagni se sfruttati con una modalità d'autoconsumo in loco. In questo modo sarà possibile ottenere uno sconto immediato, percepibile direttamente dalla bolletta. Va detto però che un impianto fotovoltaico che occupi l'intera superficie del tetto di un condominio non potrà comunque garantire un'autonomia energetica totale. I condomini dunque non potranno rinunciare ai propri contratti con compagnie quali l'Enel, ma avranno dei vantaggi sostanziosi.
Fotovoltaico condominiale

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Scambio sul posto

Fotovoltaico condominialeL'autoconsumo non è di certo l'unica soluzione attuabile. E' possibile infatti sfruttare il proprio impianto fotovoltaico in un'altra maniera, altrettanto proficua. Questo secondo sistema è denominato scambio sul posto, e consente in pratica di indirizzare l'energia prodotta in rete, invece che nel proprio condominio. In questo modo si diffonde energia, quasi come se la si vendesse ma, invece di ottenere un assegno in cambio, la compagnia elettrica calcola uno sconto annuale sui conteggi.

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Fotovoltaico condominiale: Normativa

La riforma del condominio risalente al 18 giugno 2013 ha fatto un po' di chiarezza in merito alla questione dei sistemi fotovoltaici condominiali in Italia. Nel testo legislativo viene specificato che qualsiasi condomino, interessato all'installazione di questo tipo di sistema, può presentare una regolare richiesta al proprio amministratore. Quest'ultimo avrà poi a propria disposizione un tempo complessivo di 30 giorni per far pervenire la propria risposta. Il mese di tempo concesso servirà all'amministratore per sviluppare tutti i punti di un'assemblea condominiale, portando dunque la questione in plenaria. La proposta avanzata ha un unico modo per poter passare, ovvero quello d'essere approvata dalla maggioranza dei condomini presenti, ovvero da almeno metà della totalità. Questa normativa presenta inoltre una particolarità molto interessante, che consentirebbe a un condomino propenso all'installazione di questo tipo d'impianto di ovviare alla richiesta di un'assemblea. Il modo per farlo è in realtà molto semplice, ovvero iniziare i lavori. In questo è possibile anche sfruttare parte del suolo comune, che di norma dovrebbe essere gestito in base alle decisioni prese dalla totalità dei condomini. La legge però dà il diritto a qualsiasi inquilino di far partire l'installazione, ma lo costringe a fermarsi qualora anche un solo condomino avente diritto a decidere cosa fare di quella parte di tetto occupata, manifesti delle obiezioni in merito. Soltanto in seguito a un reclamo all'amministratore però si tornerà a sottostare alla classica procedura, ovvero attraverso l'assemblea condominiale. Tale soluzione però è oggettivamente la più rischiosa, dal momento che presuppone una speda iniziale da parte di un condomino, il quale non potrà sapere se l'installazione andrà a buon fine oppure no. Per evitare dunque una spesa che potrebbe rivelarsi inutile e impossibile da far fruttare, sarebbe meglio interpellare in anticipo l'amministratore e passare attraverso il giudizio comune.



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