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Fotovoltaico a costo zero

Aggiornato il 12 marzo 20144 capitoli5 domande frequenti

Cosa sono le ESCO

Per capire meglio perché è possibile ottenere un impianto fotovoltaico a costo zero, occorre innanzitutto parlare delle ESCO. ossia le Energy Service Company. Si tratta di società di servizi che operano sia nell'ambito pubblico che quello privato, potendo offrire degli impianti che risultino più accessibil per l'utente finale. I servizi che propongono le società in questione, vanno dalla definizione del progetto iniziale sino alla realizzazione effettiva dell'impianto e relativa manutenzione. Grazie a tutto ciò, è infatti possibile arrivare ad un risultato molto ambito, quello di ottenere un impianto fotovoltaico a costo zero. L'utente infatti avrà la possibilità di prendere accordi preliminari con le ESCO, facendo in modo di trovare valide soluzioni economiche alternative. Prima di poter effettuare l'intervento, si va a fissare quello che è il profitto per l'ESCO stabilito in base alla bolletta elettrica. Considerando che le spese per l'energia, prima che avvenisse l'installazione dell'impianto fotovoltaico risultavano piuttosto elevate, grazie all'avvento dell'energia di tipo solare, sarà possibile prendere la decisione di dare all'ESCO la differenza tra le spese energetiche precedenti l'installazione dell'impianto e quelle future, ossia dopo averlo installato.

Come operano le ESCO

Per spiegare il modus operandi delle ESCO, va evidenziato che la prima cosa da fare è quella della valutazione energetica dell'edificio per cui è stato richiesto l'intervento. Fatta quindi la diagnosi preliminare, si redige una lista di tutte quelle che sono le migliori soluzioni in merito, tenendo conto del fabbisogno energetico, dell'esposizione solare e diversi altri elementi. La fase successiva riguarda invece la progettazione ed il reperimento di tutti i capitali necessari per effettuare l'intervento definitivo. In ogni caso, concluso il tutto, sarà assolutamente indispensabile provvedere al monitoraggio che consentirà di tenere sotto controllo i consumi, le prestazioni ed infine i costi. Le ESCO avranno la competenza per ciò che riguarda la manutenzione e la gestione dell'impianto di riferimento.

Alcune proposte per il fotovoltaico a costo zero

Nel corso del 2013, Anie Gifi, che non è altro che l'associazione di rappresentanza delle imprese fotovoltaiche in Italia, ha chiesto alla politica interventi mirati per fare in modo di rendere concrete le possibilità di avere un impianto fotovoltaico a costo zero. In particolare sono state fatte ben quattro proposte per rendere il tutto molto più semplice e vantaggioso. La prima proposta fatta consiste nel rimuovere tutti gli aspetti burocratici inerenti al fotovoltaico, semplificando di conseguenza le varie procedure. Tanto per citare un esempio, è stato chiesto di poter introdurre un modello unico e semplificato per le autorizzazioni e connessioni in rete. La seconda proposta avanzata ha invece riguardato un'eventuale revisione ed al tempo stesso una nuova definizione della detrazione IRPEF pari al 50 per cento e da poter estendere anche alle imprese, oltre che alle persone fisiche. La terza proposta era incentrata su una facilitazione all'accesso al credito, mediante l'istituzione di un fondo rotativo. Per finire, la quarta proposta fatta era attinente ad una regolamentazione con apposite norme dei sistemi di accumulo, nonché le smart grid. Tutte queste proposte sono state fatte con l'obiettivo di essere compatibili con un ulteriore ribasso dei prezzi di mercato del fotovoltaico per il resto del 2013.

Vantaggi del fotovoltaico a costo zero

Se già ci sono i vantaggi per un normale impianto fotovoltaico, è chiaro ed evidente che a costo zero non possono che aumentare in maniera esponenziale. Infatti è un'opportunità unica che consente di tagliare in maniera netta i costi della bolletta elettrica ed inoltre di poter guadagnare anche dei soldi. Si potrà infatti produrre da soli l'energia e guadagnare in base agli effettivi consumi. In poche parole, più si consuma più si guadagna. Qualora ci fosse energia prodotta in esubero, quest'ultima verrà ceduta alla rete e pagata con un incentivo speciale. Per finire, a pagare un impianto fotovoltaico a costo zero provvederà direttamente l'istituto di credito senza gravare sull'utente.

Domande frequenti

  • Come funziona esattamente il meccanismo del fotovoltaico a costo zero gestito dalle ESCO?
    Il modello si basa sulle Energy Service Company (ESCO), che finanziano, progettano e mantengono l’impianto fotovoltaico a proprie spese. Il cliente non anticipa alcun capitale: invece, paga all’ESCO la differenza tra la vecchia bolletta elettrica e quella ridotta grazie al solare. In pratica, l’investitore recupera i costi attraverso il risparmio generato dall’utente. Questo accordo permette di installare pannelli senza oneri iniziali, trasformando il costo fisso dell’energia in un canone variabile legato ai consumi effettivi, garantendo spesso un netto beneficio economico immediato.
  • Quali sono i passaggi principali richiesti per accedere a questa soluzione tramite un’ESCO?
    La procedura inizia con una diagnosi energetica approfondita dell’edificio per valutarne il fabbisogno e l’esposizione solare. Successivamente, l’ESCO elabora un progetto tecnico e garantisce il finanziamento necessario per l’acquisto e l’installazione dei componenti. Una volta completato l’intervento, subentra la fase di monitoraggio continuo delle prestazioni e della produzione energetica. Infine, l’ESCO assume la responsabilità della manutenzione ordinaria e straordinaria, assicurando che l’impianto funzioni ottimamente nel tempo mentre l’utente paga solo il risparmio realizzato rispetto alla situazione pre-installazione.
  • È vero che più consumo elettricità e più guadagno con questo sistema?
    Sì, il principio fondamentale è proprio questo: poiché il pagamento all’ESCO corrisponde alla differenza tra la bolletta precedente e quella attuale, un maggiore autoconsumo dell’energia prodotta aumenta il risparmio mensile. Inoltre, l’energia in eccesso non utilizzata può essere ceduta alla rete elettrica nazionale. Questa cessione avviene tramite meccanismi di scambio sul posto o vendita diretta, generando ulteriori entrate. Quindi, ottimizzare i propri consumi durante le ore diurne massimizza il ritorno economico dell’accordo stipulato con la società di servizi energetici.
  • Quali agevolazioni fiscali o normative potrebbero rendere il fotovoltaico gratuito ancora più accessibile?
    Storicamente, associazioni di categoria hanno proposto misure per snellire l’accesso, come la semplificazione burocratica con modelli unici per le autorizzazioni. Un punto cruciale è l’estensione della detrazione fiscale IRPEF al 50% anche alle imprese, oltre che ai privati. Inoltre, si suggerisce la creazione di fondi rotativi per facilitare l’accesso al credito e una normativa chiara sui sistemi di accumulo e le smart grid. Queste misure ridurrebbero i costi indiretti e amministrativi, rendendo il modello 'costo zero' più competitivo rispetto al ribasso naturale dei prezzi dei pannelli.
  • Chi sostiene i costi di installazione e chi ne diventa proprietario?
    Nella formula del fotovoltaico a costo zero tramite ESCO, sono le società di servizi energetico a sostenere integralmente i costi di acquisto, installazione e messa in opera dell’impianto. Di conseguenza, la proprietà tecnica e operativa rimane generalmente legata all’ESCO o a un soggetto terzo finanziatore fino alla scadenza del contratto di servizio. L’utente finale non figura come acquirente diretto dell’attrezzatura, ma come fruitore del servizio di efficienza energetica. Al termine del periodo contrattuale, le condizioni di passaggio di proprietà variano in base al singolo accordo negoziato.

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