Stufe

L'importanza di difendersi dall'inverno

Un dibattito acceso, forse eterno, che non smette mai di dividere uomini, donne, bambini, anziani e seppure in maniera diversa e incognita, anche gli animali. E’ l’approssimarsi delle stagioni, con il loro carico di intemperie, di colonnine di mercurio, di previsioni meteorologiche, di grandi sudate o di denti che battono in bocca dal freddo. Di giornate trascorse al mare a prendere la tintarella, oppure in montagna a riscaldarsi di fronte al camino, magari mangiando polenta e bevendo un buon bicchiere di vino rosso. Detto che le mezze stagioni praticamente non esistono più, la domanda sempre attuale, il sondaggio che non smette mai di dividere e di aggiornarsi diventa relativo a due stagioni: estate e inverno. Quale preferisci? In quale rivedi maggiormente te stesso? Durante quale periodo dell’anno ti senti più a tuo agio e soffri di meno? Ogni stagione ha i suoi pregi e suoi difetti, chiaramente, ogni stagione ha le sue peculiarità da difendere o aborrire. Per ragioni ovvie, dettate dalla nostra linea editoriale e dalle esigenze che in questo preciso momento ci spingono a battere i polpastrelli sulla tastiera di un pc, tralasceremo le dinamiche estive (che pure abbiamo affrontato e continueremo a farlo in altre sezioni di questo portale), per concentrarsi su quella che nell’immaginario collettivo (o quasi) è considerata come la stagione inospitale per eccellenza. Quella legata a condizioni di vista complicate, alla necessità di difendersi dal freddo che è per tutti un pericolo da scampare, un ostacolo da cui difendersi con tutti i mezzi possibili. C’è chi prova a difendersi e tenere lontani i morsi delle temperature basse vestendosi in maniera pesante: giubbotti, maglioni, sciarpe, cappelli e guanti non bastano mai, quindi vi si uniscono pantaloni e camicie di flanella, scarpe pesanti e chi più ne ha più ne metta. Anche perché, si può parlare della protezione che assicura l’abbigliamento solamente fino a un certo punto, e precisamente fino a quando c’è bisogno di uscire di casa. Perché poi entra in gioco un altro fattore: l’importanza di proteggersi dal freddo anche tra le mura domestiche, luogo che per antonomasia rappresenta il calore, la comodità, il confort, e una qualità della vita che non ha eguali. Anzi, che non avrebbe eguali: il condizionale è d’obbligo, dato che non sempre si riesce a ottenere dal proprio ambiente domestico quello che si vuole, in termini di calore e di accoglienza. E allora, di cosa ci occuperemo noi in questa sede? Semplice! Di uno degli articoli più comuni in commercio, soprattutto nei mesi invernali, e più importanti per capacità di fornire calore: le stufe.
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Il variegato mondo delle stufe

stufa old style C’è chi le sceglie di acciaio, spinto da questioni estetiche oppure convinto di puntare su un materiale inossidabile. C’è chi le sceglie di alluminio, convinto di fare una scelta innovativa e sicura, e poi c’è chi opta per la ghisa, che rappresenta senza ombra di dubbio quanto di meglio ci possa essere in termini di distribuzione omogenea del calore. Non v’è alcun dubbio che il mercato mondiale delle stufe è estremamente variegato e pronto a soddisfare le esigenze di ogni tipo. Chi decide di comprare una stufa per la propria casa, ha infatti l’imbarazzo della scelta, non solo relativamente al materiale di composizione, ma anche e soprattutto in relazione all’alimentazione delle stufe, che rappresenta un capitolo delicato e in piena evoluzione. E’ impossibile, ai giorni nostri, parlare delle stufe come di articoli immutabili e universali: ce ne sono di diversi tipi e tutti pronti a soddisfare le esigenze finanche più particolari. In commercio sono disponibili moltissimi modelli, in quanto la fetta di mercato conquistata da questo settore è estremamente ampia e sensibile alle richieste della gente. Abbiamo già visto come siano diversi i materiali in cui è possibile rintracciare le stufe, ma ce n’è uno in particolare che rappresenta il punto di riferimento essenziale per coloro che vogliono assolutamente mettere d’accordo estetica ed efficacia. Di quale materiale stiamo parlando? Semplicissimo: della ceramica. A chi non è mai capitato di imbattersi in una stufa in ceramica, specie varcando la soglia di un’abitazione non esattamente di ultima generazione? Possiamo affermare senza tema di essere smentiti che la sceglie ancora oggi come soluzione per la propria abitazione non è spinto solamente da questioni estetiche o dalla voglia di rinfocolare un ricordo sopito, ma anche dalla qualità eccezionale di questo materiale. In termini di sicurezza e soprattutto in quanto a diffusione del calore, le stufe in ceramica non temono confronti e rappresentano un prodotto molto affidabile. Abbiamo visto all’inizio della nostra analisi quanto frequente sia imbattersi in un dibattito tra chi preferisce l’estate e chi predilige l’inverno. Sottolineata l’importanza di soffermarci, in questa sede, solamente sull’inverno, introduciamo adesso un'altra dicotomia tutta da scoprire, quella tra la stufa e il camino. Che differenze corrono tra questi due apparecchi?

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Stufa o camino?

comignoloSenza ombra di dubbio, le stufe e i camini sono separati da tantissimi fattori, ciascuno contraddistinto da pro e contro, da pregi e difetti. Il primo aspetto che terremo sotto la lente d’ingrandimento è l’estetica: sono più belle le stufe o i camini? Ebbene, ci fossimo posti questa domanda 15-20 anni fa, la risposta ci avrebbe sicuramente fatto propendere per i camini, ma adesso – soprattutto in virtù dei passi avanti compiuti nel design delle stufe – le cose stanno diversamente. Alcuni modelli di stufe sono veramente delle opere d’arte, per qualità ma soprattutto per rifinitura e cura dei dettagli. Certo, chi sceglie il camino si assicura indiscutibilmente un colpo d’occhio notevole entro i confini della propria dimora, puntando tutto sul fascino di un prodotto senza tempo e sempre efficace. Ci serviamo di questo termine per introdurre il secondo aspetto che teniamo ad approfondire. Tra stufe e camini, quale apparecchio distribuisce meglio il calore e assicura prestazioni migliori? Gli esperti non hanno dubbi, e sono suffragati dai fatti. Possiamo affermare al giorno d’oggi e senza il minimo timore di venire smentiti, che in generale le stufe sono contraddistinte da un potere calorifero maggiore e più efficiente rispetto a quello (pure importante) che contraddistingue invece i camini. Rispetto al camino standard, infatti, le stufe garantiscono un potere di riscaldamento superiore, in quanto la superficie esposta al contatto con l’ambiente da riscaldare è più vasta rispetto al camino. In pratica, è il rivestimento, più che il focolare, a fare la differenza. Se ci fate caso, quando guardate un camino vi rendete conto che ciò che importa è la fiamma, tutto il calore irradia da lì, non vi è quasi altra superficie che assorbe il calore per diffonderlo. Nel caso ci mettessimo a parlare delle stufe, in questo senso il discorso cambierebbe in maniera radicale. Dal punto di vista estetico, è vero, la fiammella di una stufa è meno grande, meno vistosa e anche meno affascinante rispetto a quella che contraddistingue il camino, ma nella stragrande maggioranza dei casi, le stufe sono rivestite in maniera importante. Ebbene, è proprio questo rivestimento a fare la differenza: l’esterno assorbe il calore che emana dalla fiamma e lo diffonde nell’ambiente che lo circonda. Più chiaro di così…Si tratta di un’osservazione semplice da fare e provvidenziale per capacità di chiarire le idee su uno dei fattori più interessanti quando si parla di riscaldamento.


Stufe: Passato, presente e futuro: le stufe a legna

Stufa a legnaAbbiamo di proposito lasciato l’ultimo paragrafo del nostro approfondimento relativo al variegato e interessante mondo delle stufe, all’aspetto forse più importante anche in termini economici: l’alimentazione. Cosa cambia tra un combustibile e un altro? Quali differenze corrono tra la legna e il gasolio? Fino a che punto conviene innovarsi piuttosto che rimanere ancora al retaggio antico? Tutte domande a cui cercheremo di dare una risposta chiara ed esauriente. Partiamo concentrandoci su quello che fino a qualche anno fa era un vero e proprio punto di riferimento per il riscaldamento domestico, e che ancora oggi rappresenta uno scoglio sicuro su cui appoggiarsi per star caldi (e parecchio) in casa: la stufa a legna. Tale apparecchio utilizza la legna come combustibile, dunque un materiale naturale non rinnovabile, la si usa principalmente per garantirsi un caldo conciliante entro i confini delle mura di casa, ma in molti casi anche per la cottura dei cibi. La stufa a legna non è l’ultima frontiera del riscaldamento, ma è sicuramente una certezza cui ancora oggi in molti fanno affidamento. Dando una rapida occhiata alla storia, ci rendiamo conto subito che il predecessore della stufa a legna è stato sicuramente il camino. Quello aperto, però, utilizzato puntualmente in ambito industriale per confinare meglio il calore di lavorazione ed evitare gli incendi. Da allora, questo sistema ha fatto il giro del mondo ed è divenuto di uso frequente in casa, per garantirsi un calore completo e tutto da godere. Per quanto riguarda le esigenze di questo apparecchio, diciamo semplicemente che può funzionare solamente previa costruzione di una canna fumaria a regola d’arte (e in regola con le norme di sicurezza) e un condotto per i fumi di scarico. In pratica, gli spessissimi accorgimenti necessari per chi intende costruire un camino entro le mura di casa. Per il resto, la stufa a legna è ancora oggi quanto di meglio si possa scegliere, anche in termini di sicurezza, rispetto alle stufe a gas, a petrolio, a carbone e anche a metano. Stiamo parlando tenendo conto, in ultima analisi, di combustibili a basso costo e alte prestazioni, ma se parliamo solamente di sicurezza, le stufe a legno sono quanto di meglio possiamo consigliare. Se proprio vogliamo tirare in ballo un altro combustibile naturale, per giunta ancora più economico del legno e capace di ottime prestazioni, possiamo soffermarci sul pellet, un materiale naturale e ormai comunissimo anche nei negozi non direttamente legati al commercio delle stufe.



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