Alcune note

Costruire una casa

abitazione di tipo economico

Che cosa è un'abitazione di tipo economico: le informazioni di base, le caratteristiche principali e il profilo legale della definizione a fini catastali

di Redazione

29 novembre 2013

Le informazioni di base sull'abitazione di tipo economico

Spesso sentiamo parlare o parliamo noi stessi direttamente di un’abitazione di tipo economico. Ma, nella larga maggioranza dei casi, a meno che non facciamo parte della ristretta cerchia degli addetti ai lavori o non ne fa parte il nostro interlocutore di turno, la definizione di abitazione di tipo economico poggia su criteri non propriamente corretti né tanto meno oggettivi. Quello che occorre sottolineare è che spesso già la giustapposizione dell’aggettivo “economico” a quasi tutti i tipi di sostantivo porta con sé una valutazione abbastanza negativa: non negativa nel senso di rifiuto nei confronti di un qualsivoglia possibilità di risparmio quanto piuttosto negativa perché ci fa presupporre che abbiamo a che fare con un oggetto di scarsa qualità. O comunque con un oggetto assai migliorabile il cui costo più basso della media dipende da un qualche difetto o comunque da una qualche tipo di disagio che ne deriverebbero a chi ne fa uso.

Le caratteristiche principali di un'abitazione economica

E, lo stesso, dal punto di vista meramente concettuale, vale per la definizione di abitazione di tipo economico perché chiunque sarebbe portato ad individuare delle imperfezioni e delle anomalie più facilmente, anche semmai solo sulla base di determinati preconcetti, in un’ abitazione di tipo economico piuttosto che in un’altra. Ma, come è nostra buona abitudine consolidata ormai da lungo tempo, procediamo con ordine e iniziamo a comprendere tutti gli elementi di base, o almeno i più importanti tra essi, che possono esserci più utili nell’ambito della nostra analisi in merito ad un’abitazione di tipo economico. E quindi, per forza di cose, il primo elemento da analizzare è quello della fonte vale a dire del fatto che la definizione di abitazione di tipo economico poggia sui canoni ufficiali derivanti dal nuovo catasto edilizio urbano, discendente dal regio decreto legge n. 625 convertito in legge già nel 1939.

Definizione legale di abitazione di tipo economico

Nell’ambito del nuovo catasto edilizio urbano vi è la suddivisione di tutti i tipi di abitazioni in vari gruppi. Quello che ci interessa è il cosiddetto gruppo che ha per oggetto la disciplina e la definizione delle caratteristiche principali di tutti gli immobili a destinazione ordinaria. Tra questi, c’è la classe catastale A/3 che disciplina l’abitazione di tipo economico. La definizione che è presente è molto dettagliata ed esauriente infatti possiamo leggere a proposito di un’abitazione di tipo economico: “unità immobiliari appartenenti a fabbricati con caratteristiche di economia sia per i materiali impiegati che per la rifinitura e con gli impianti tecnologici limitati ai soli indispensabili; compatibili con la categoria anche le unità immobiliari di consistenza inferiore a quella propria delle abitazioni di tipo economico (mini-alloggi), con caratteristiche costruttive, tecnologiche, di rifinitura e dotazioni proprie della categoria”.

Domande frequenti

  • Cosa si intende esattamente per 'abitazione di tipo economico' in ambito catastale?
    L'abitazione di tipo economico corrisponde alla Categoria Catastale A/3. Questa classificazione identifica unità immobiliari situate in fabbricati caratterizzati da una spiccata economia nelle scelte costruttive. Nello specifico, tale aggettivo si riferisce sia ai materiali impiegati per la struttura e le finiture, che sono di qualità essenziale, sia agli impianti tecnologici, che devono essere ridotti al minimo indispensabile per garantire la funzionalità base dell'alloggio. Non si tratta quindi di una definizione soggettiva legata alla percezione di scarsa qualità, ma di un criterio tecnico-legale preciso.
  • Quali sono le differenze principali tra un'A/3 e altre categorie catastali come l'A/1 o l'A/2?
    La differenza risiede principalmente nei livelli di comfort, finitura e dotazione impiantistica. Mentre le categorie A/1 (abitazioni di tipo signorile) e A/2 (abitazioni di tipo comodo) prevedono standard elevati di rifinitura, spazi ampi e impianti completi e sofisticati, l'A/3 impone limiti stringenti. L'economia deve manifestarsi nella semplicità dei materiali e nella riduzione degli impianti ai soli elementi indispensabili. Inoltre, l'A/3 può includere mini-alloggi di consistenza inferiore rispetto alle normali abitazioni, mantenendo però le caratteristiche essenziali della categoria.
  • È possibile classificare un mini-alloggio come abitazione di tipo economico?
    Sì, la normativa catastale prevede espressamente questa possibilità. All'interno della categoria A/3 rientrano anche le unità immobiliari di consistenza inferiore rispetto alla norma, definite comunemente mini-alloggi. Affinché possano essere inquadrati correttamente come abitazioni di tipo economico, queste unità devono possedere caratteristiche costruttive, tecnologiche, di rifinitura e dotazioni coerenti con la categoria principale. Quindi, non basta avere pochi metri quadri; l'aspetto qualitativo ed economico delle finiture e degli impianti deve rimanere conforme ai canoni dell'A/3.
  • Da quale normativa deriva la definizione ufficiale di abitazione economica?
    La definizione si basa sui canoni ufficiali del nuovo catasto edilizio urbano, che affonda le sue radici nel Regio Decreto Legge n. 625, convertito in legge nel 1939. Questo quadro normativo disciplina la suddivisione degli immobili a destinazione ordinaria in varie classi catastali. La categoria A/3 è stata istituita per codificare oggettivamente quelle unità abitative che presentano specifiche caratteristiche di economia, separandole dalle altre tipologie residenziali attraverso parametri tecnici precisi riguardanti materiali, finiture e impianti.
  • Come influisce la dicitura 'economica' sulla valutazione immobiliare o percepita della casa?
    Spesso la parola 'economico' evoca negativamente l'idea di scarsa qualità o difetti strutturali, portando a una svalutazione psicologica dell'immobile. Tuttavia, dal punto di vista tecnico-catastale, il termine indica semplicemente l'applicazione di criteri di contenimento dei costi nelle finiture e negli impianti, senza necessariamente implicare vizi o disagi per l'utente. È fondamentale distinguere tra la percezione comune, che associa il basso costo a problemi qualitativi, e la realtà giuridica, che definisce uno standard minimo funzionale ed essenziale, garantendo comunque un alloggio sicuro e abitabile.