Rifaidate.it · guide e consigli pratici
Piante e Fiori · Piante Grasse

Piante grasse appartamento

Aggiornato il 12 agosto 20133 capitoli5 domande frequenti
pianta grassa

Origine, composizione e struttura delle piante grasse

Qualunque sia la loro specie o dimensione, le piante grasse hanno tutte in comune la caratteristica di riuscire a trattenere in sé un grosso quantitativo d'acqua, il che le rende molto adattabili anche ad ambienti aridi e desertici. In gergo scientifico, esse vengono definite come Piante succulente, poiché contengono i cosiddetti parenchimi acquiferi, meglio noti come tessuti succulenti. Si tratta di particolari tessuti che possono immagazzinare l'acqua. La presenza dell'acqua che la pianta assorbe è decisiva per la sua sopravvivenza e fa di essa un organismo perfettamente auto-gestibile, in quanto il quantitativo di liquido resta all'interno della pianta e viene progressivamente distribuito nelle zone che necessitano di un suo maggiore apporto. Inoltre, durante i periodi di caldo eccessivo o di eventuale siccità, la pianta grassa conserva comunque una buona dose d'acqua che provvede ad amministrare da sé. Il processo di assorbimento dell'acqua dalla natura modifica anche la struttura e la forma della pianta stessa. La pianta grassa infatti possiede foglie, fusti e radici composte di tessuto succulento. Quando il tessuto ha immagazzinato l'acqua, queste parti della pianta si ingrossano assumendo un aspetto carnoso. Ciò fa assumere a tali piante forme differenti, potendo in effetti divenire colonnari, sferiche, appiattite oppure a rosetta. Alcune piante grasse sviluppano un fogliame particolare, che si caratterizza per le spine alle estremità. Basti pensare in effetti che tra di esse si annoverano i Cactus, piante tipiche proprio per le loro foglie appuntite. La struttura delle piante grasse, sia di quelle da appartamento che di quelle selvatiche, non è mai uguale, poiché esse sono molto differenti le une dalle altre sia per conformazione che per dimensioni. In comune hanno la presenza di foglie quasi inesistenti o comunque dotate di punte acuminate, l'efficiente sistema metabolico che permette di amministrare l'acqua, un tronco grande o schiacciato che si occupa autonomamente del processo di fotosintesi e la presenza di determinate cere e peli su alcune parti della pianta, al fine di ridurre l'eventuale perdita d'acqua. Le piante grasse sono originarie del continente americano, ma esse crescono anche nelle zone più impervie ed aride. Se ne trovano in gran quantità finanche nei deserti e nelle dune, in molte zone di Africa, Asia e America centro-meridionale. In Europa sono state perlopiù importate, soprattutto i cactus, ma vi si possono trovare molti esemplari di Sempervivum e Agave.

Tipologie di piante grasse da appartamento

Le piante grasse sono una categoria molto vasta di piante, racchiudendo in sé innumerevoli sottospecie diverse per aspetto, forma e funzioni. Anche le dimensioni variano tanto, passando dai cosiddetti Cactus giganti alle piccole piantine grasse. Tra gli esemplari più piccoli molte sono le specie divenute Piante da appartamento. Ne esistono di svariati tipi e sono tutte adatte a crescere e vivere in ambiente domestico. Si ricordano, tra le più note, i cosiddetti Lithops. Definiti anche Sassi viventi, sono piante molto particolari perché hanno la forma e l'aspetto di veri e propri sassi. Deliziosi per decorare un appartamento, essi fioriscono mostrando dei fiorellini colorati davvero belli. Altrettanto originale è la Mammillaria, una pianta grassa perfetta per chi possiede un appartamento in stile classico. Appartenente alla specie delle Cactaceae, questa pianta si contraddistingue per il suo fusto tubolare e per la presenza di tubercoli ricoperti quasi uniformemente da una peluria lanosa, senza spine. Dall'aspetto grazioso è anche il Notocactus, una pianta grassa di piccole dimensioni ma con dei fiori davvero carini di colore giallo. Questo tipo di pianta grassa è tipico dell'America Latina ma, essendo facilmente coltivabile, si è tradotto in pianta da appartamento anche in Europa.

Cura delle piante grasse

Si tende a minimizzare l'importanza della cura delle piante grasse. Il fatto che siano capaci di autogestirsi e richiedano un minor numero di innaffiate, fa considerare tali piante come semplici da curare. In realtà esse hanno bisogno di un'ampia manutenzione, tranne per il fatto che le dosi d'acqua sono minori. Prendersi cura di una pianta grassa non è difficile, ma è necessario fare comunque attenzione a svariati fattori. In primis bisogna badare al giusto posizionamento delle piante in casa. Nella maggior parte dei casi si consiglia di mettere le piantine grasse in una posizione piuttosto assolata, senza però esporle al sole diretto, che potrebbe danneggiarle. La cosa migliore sarebbe tenerle all'esterno, coprendole eventualmente con un telo leggero per evitare la luce diretta dei raggi solari. La temperatura ideale per le piante grasse non deve essere mai al di sotto dei quindici gradi centigradi. Per quanto riguarda la questione dell'innaffiatura, esse hanno bisogno di maggiore apporto d'acqua durante il periodo della crescita, dopodiché il quantitativo fornito alla pianta va ridotto gradualmente. Inoltre è consigliato procurarsi un misuratore di umidità, che permetterà di verificare quando la pianta va innaffiata con più frequenza, cioè nelle stagioni secche, e quando invece bastano solo una o due innaffiate mensili, nei periodi più umidi. Si ricorda infine che per le piante grasse è necessario procurarsi un terriccio apposito, più friabile, morbido e drenato, che permette un migliore fluire dell'acqua.

Domande frequenti

  • Quante volte devo innaffiare le piante grasse?
    La frequenza di irrigazione varia drasticamente in base alla stagione e all'umidità ambientale. Durante il periodo vegetativo primaverile ed estivo, le piante richiedono più acqua, ma sempre facendo asciugare completamente il substrato tra un'annaffiatura e l'altra. In inverno, con le temperature più basse e la crescita rallentata, le innaffiature devono essere ridotte drasticamente, limitandosi a una o due volte al mese o addirittura azzerandole se le piante sono in riposo completo. È fondamentale utilizzare un misuratore di umidità per verificare lo stato del terreno ed evitare il ristagno idrico, che è la causa principale di marciume radicale e morte della pianta.
  • Posso tenere le piante grasse in bagno o in stanze buie?
    No, la maggior parte delle piante grasse richiede molta luce per sopravvivere e mantenere la propria compattezza. Posizionarle in stanze buie o in bagni privi di finestre porta inevitabilmente allo spigolamento (allungamento dei fusti) e al deperimento. L'ideale è esporle vicino a finestre soleggianti, preferibilmente a sud o est. Tuttavia, bisogna fare attenzione ai raggi diretti del sole estivo, che potrebbero causare scottature sulle foglie carnose; in questi casi, è consigliabile filtrare la luce con una tenda leggera o spostare la pianta leggermente più indietro rispetto al vetro. Una buona illuminazione indiretta e brillante è spesso la soluzione migliore per gli appartamenti.
  • Che tipo di terriccio è necessario per le piante grasse?
    Il substrato per le piante grasse deve essere altamente drenante per impedire all'acqua di ristagnare intorno alle radici, prevenendo così pericolosi marciumi. Non usare il classico terriccio universale, che trattiene troppa umidità. È preferibile acquistare un mix specifico per cactus e succlente, composto da sabbia grossolana, perlite, pomice o lapillo vulcanico e una piccola percentuale di terra. Questa miscela garantisce un'ottima aerazione e un rapido deflusso dell'acqua. Se vuoi preparare il tuo substrato, puoi mescolare terra di campo, sabbia di fiume e pietrisco fine in proporzioni uguali, assicurandoti che il vaso abbia fori di drenaggio sufficienti sul fondo.
  • Quali sono le piante grasse più facili da coltivare in appartamento?
    Per i principianti, le opzioni più resilienti includono l'Aloe Vera, che tollera bene la trascuratezza e purifica l'aria, e le Sansevieria (piante di serpente), sebbene tecnicamente non siano succulente classiche, condividono esigenze simili di poca acqua. Tra le vere succulente, la Kalanchoe è eccellente perché produce fiori colorati e resiste bene alle condizioni domestiche. I Lithops (sassi viventi) e le Mammillaria sono altre ottime scelte decorative: i primi imitano perfettamente le pietre e fioriscono raramente ma magnificamente, mentre le seconde sono cactus piccoli e pelosi, privi di spine pungenti, ideali per chi vuole aggiungere texture senza rischi di punture. Queste specie sono robuste e perdonano eventuali errori di gestione occasionale.
  • A che temperatura minima posso lasciare le mie piante grasse?
    La stragrande maggioranza delle piante grasse da appartamento teme il freddo e non dovrebbe mai essere esposta a temperature inferiori ai 10-15°C. Sotto questa soglia, il metabolismo della pianta si blocca e l'acqua assorbita può ghiacciare all'interno dei tessuti, causando danni irreversibili e marcescenza. In inverno, è cruciale mantenerle in ambienti interni caldi, lontano da correnti d'aria fredda provenienti da finestre mal isolate o termosifoni che seccano troppo l'aria. Alcune specie rustiche, come certi Sempervivum, possono tollerare brevi gelate se tenute in esterno, ma per le varietà da appartamento è sicuro mantenerle stabili sopra i 15°C durante i mesi freddi.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche