Coltivazione radicchio trevigiano

La coltivazione del radicchio trevigiano

Si chiamano comunemente radicchio alcune varietà di cicoria, tra le quali quella coltivata a Treviso è la più nota e amata in tutto il mondo, conosciuta come radicchio trevigiano. La coltivazione del radicchio trevigiano è abbastanza complessa, in quanto avviene in pieno inverno e in modo protetto. Le foglie sono rosse e molto carnose, croccanti se masticate, questo grazie ad un metodo colturale che si tramanda da generazioni nelle campagne vicine alla città di Treviso. Questo radicchio è conosciuto anche con il termine tardivo, in quanto viene seminato in estate o in autunno ed è pronto per il consumo in pieno inverno, dopo le prime gelate. Nell'orto molto spesso la coltivazione del radicchio trevigiano avviene in modo meno complesso, ottenendo però dei cespi tondeggianti e di colore più o meno verde, con solo delle striature rosse. Il radicchio trevigiano precoce ha una foglia più arrotondata e ampia e la coltivazione è adatta anche al principiante, non necessitando obbligatoriamente di imbianchimento.
Radicchio trevigiano precoce

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La semina del radicchio trevigiano

Cespi di radicchio precoce La coltivazione del radicchio trevigiano comincia con la semina. Per ottenere dei cespi del tipo precoce si effettua a fine estate, quando buona parte dell'orto è già stata totalmente ripulita dalla presenza di altre piante. Il radicchio trevigiano tardivo invece si semina in pieno autunno, o anche all'inizio dell'inverno, in modo che le piante siano esposte alle gelate invernali. Secondo il disciplinare di produzione del radicchio trevigiano tardivo prima di poterli forzare i cespi devono essere esposti ad almeno due brinate. La coltivazione in un clima fresco consente di ottenere foglie più carnose e compatte, con cespi molto fitti. La semina si effettua generalmente in semenzai posti in luogo riparato, per poi trapiantare le piantine in pieno campo una volta ben sviluppate. Nel corso delle settimane le piante vanno poi irrigate con regolarità, per conferire loro la carnosità tipica di questo tipo di cicoria.

  • Il radicchio è un alimento facilmente coltivabile nell’ orticello di casa propria, così come le altre insalate. Ne esistono tante varietà, tra cui le più famose sono sicuramente il radicchio di Trevis...

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L'imbianchimento e la forzatura

Radicchio in insalata La forzatura e l'imbianchimento sono delle pratiche molto diffuse nella coltivazione del radicchio trevigiano. Consentono di rendere le foglie più croccanti e meno amarognole, limitando la produzione di clorofilla. La presenza di tale sostanza infatti porterebbe le foglie di radicchio ad assumere striature verdi e ad avere una consistenza più fibrosa e un sapore molto più amaro. Per quanto riguarda la forzatura del radicchio trevigiano precoce si procede tagliando i giovani cespi di foglie, tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno, lasciando solo 2-3 cm di foglie. Si rincalzano poi con terriccio molto sabbioso e umido, per poi lasciare che le piante ricominciano a sviluppare le foglie, quasi completamente sotto terra. Oppure si possono legare tra loro, per fare in modo che le foglie si sviluppino lontano dalla luce solare. Per quanto riguarda il radicchio tardivo invece i cespi sono estirpati dopo la seconda brinata, legati in mazzi e quindi posti con le radici in acqua sorgiva. I cespi continueranno il loro sviluppo producendo foglie con uno stelo candido e allungato.


Coltivazione radicchio trevigiano: La coltivazione del radicchio nell'orto familiare

Cespi di radicchio non forzato Non tutti coloro che hanno un orto amano svolgere i complessi compiti che riguardano la forzatura del radicchio trevigiano. Volendo quindi si può coltivare il radicchio trevigiano come una comune insalata, con il vantaggio di poterlo seminare anche in autunno. Si procede dalla primavera fino ad autunno inoltrato, seminando il radicchio trevigiano direttamente a spaglio nell'orto: quando le piantine saranno abbastanza alte si possono tranquillamente diradare, scegliendo le più grandi e forti, spaziandole opportunamente. Si annaffia quando il terreno è asciutto e si lascia che i capolini di radicchio si sviluppino naturalmente. Seguendo il corso naturale della loro crescita tenderanno a formare foglie esterne più coriacee e rugose, con qualche striatura verde, causata dallo sviluppo della clorofilla al loro interno. Nel cuore del capolino rimangono le foglioline tenere, più rosse. Anche questo metodo di coltivazione permette di ottenere del buon radicchio, che sarà però più amaro rispetto a quello sottoposto a forzatura.


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