coltivazioni arachidi

Orto

Coltivazione arachidi

La coltivazione delle arachidi può essere effettuata in vasi molto capienti.

di Redazione

07 dicembre 2012

Coltivazione delle arachidi: temperatura, acqua e terreni

La coltivazione delle arachidi può essere effettuata in vasi molto capienti. La pianta ha bisogno, durante la germinazione, di una temperatura superiore ai sedici gradi, durante la fioritura di almeno venti gradi e durante la maturazione di circa diciotto gradi. Per quel che riguarda la quantità di acqua, essa deve risultare disponibile in dosi elevate nel corso della germinazione e della fioritura (oltre che durante l’accrescimento dei frutti e l’interramento), mentre non bisogna esagerare nel momento della maturazione. L’arachide preferisce terreni sabbiosi e sciolti che siano in grado di trattenere in maniera discreta la dotazione idrica: il terreno deve presentare un pH subacido, con un valore compreso tra il 5 e il 6, e non deve essere calcareo. Per quel che concerne la tecnica colturale, se nella rotazione si occupa lo spazio di una coltura da rinnovo c’è bisogno di una aratura piuttosto profondo: è opportuno, inoltre, che il terreno venga lavorato anche in momenti successivi. In Italia la semina viene effettuata tra aprile e maggio, e ricorre al seme privo di guscio (ma ancora dotato del tegumento arancione), a una distanza di quindici centimetri tra un seme e l’altro, con file distanti almeno mezzo metro. Durante l’interramento dei ginofori risulta consigliabile effettuare una rincalzatura.

Come irrigare: infiltrazione e aspersione

A proposito dell’acqua, l’irrigazione può essere compiuta per infiltrazione o per aspersione, mentre bisogna evitare, per quanto possibile, gli apporti tardivi. L’arachide si rivela alquanto sensibile alle infestanti, che quindi vanno controllate e tenute lontane con sarchiature e diserbo chimico. I parassiti più pericolosi si riconducono alla specie del Bacterium solanacearum, mentre altrettanto pericolosi possono essere funghi come l’aspergillus, la cercospora e il rhizopus. Attenzione, inoltre, agli insetti come la Tinea granella, cioè la falsa tignola del grano, lo struggigrano, noto anche come Tenebriodes mauritanicus, e l’Aphis craccivora. La raccolta delle arachidi viene eseguita con strumenti che estirpano la pianta e richiede una essiccazione successiva. Il seme contiene proteine al quaranta per cento e olio fino al cinquanta per cento: si tratta di un olio di qualità elevata, che contiene acido arachidonico. L’arachide, inoltre, teme le crittogame che rischiano di proliferare in presenza di un terreno poco drenato, che quindi è ricco di ristagni di acqua: esse, comunque, possono essere contrastate impiegando prodotti antifungini che si trovano nei negozi specializzati. Questa pianta, come detto, può anche essere coltivata in vaso, ricorrendo a un terreno a medio impasto o sciolto, ed evitando di esagerare con le irrigazioni. Il vaso usato deve essere piuttosto profondo e capiente, in maniera tale da consentire ai baccelli di maturare senza problemi sottoterra. Dovrebbero essere privilegiati i vasi in terracotta, che, pur essendo pesanti, consentono a radici e terreno di respirare. Nel corso dello stadio di maturazione dei baccelli, le piante non devono essere innaffiate in maniera eccessiva, o si corre il rischio di provocare la comparsa di funghi o muffe. Le irrigazioni, invece, possono aumentare nel corso della fioritura, naturalmente stando attenti a non inzuppare il terreno. Periodicamente, bisogna compiere lavori di sarchiatura: in pratica, occorre smuovere il terreno che circonda la pianta con un rastrello, così da far arieggiare il substrato e da eliminare le infestanti. Nel corso della germinazione, inoltre, è preferibile ricorrere a interventi di rincalzatura: si tratta, in sostanza, di ricoprire la base della pianta con del terreno, ricorrendo a una zappa di piccole dimensioni, per favorire la maturazione e l’interramento dei baccelli. Il momento di raccolta delle arachidi inizia quando le foglie cominciano a diventare gialle. La pianta viene estratta con una forca, lasciando attorno alle radici del terreno. Dopo l’estrazione, si attende che attorno alle radici il terreno si asciughi, si staccano i baccelli dalla pianta dopo averli puliti e li si conserva in un luogo asciutto e fresco, dove possono essiccare.

La semina: consigli e suggerimenti

Un ultimo consiglio a proposito della semina: i semi di arachide che vengono impiegati devono ancora avere intatta la pellicina rossa che li avvolge, e non devono essere tostati. Essi vanno sotterrati in primavera, o comunque con temperatura non inferiori ai dieci gradi, scavando buche di modesta entità, non più profonde di tre o quattro centimetri. I semi vanno ricoperti con il terreno e quindi irrigarli con frequenza. Nel caso in cui il terreno risultasse eccessivamente povero, nulla vieta di concimarlo, ovviamente prima della semina, impiegando concimi minerali con potassio e fosforo che si trovano senza problemi in qualunque negozio specializzato.

Apporto calorico notevole

L’arachide, il cui nome scientifico è Arachis hypogaea, è calorica e nutriente (basti pensare che un etto di semi di arachidi contiene oltre cinquecento calorie). Per questo motivo è preferibile consumarne in quantità ridotte. I semi possono essere usati tostati o crudi, per preparare l’olio di arachidi e il burro di arachidi, ma anche merendine o snack.

Domande frequenti

  • È possibile coltivare le arachidi in vaso in Italia?
    Sì, la coltivazione delle arachidi in vaso è assolutamente fattibile e rappresenta una soluzione ideale per chi vive in zone non adatte alla coltivazione in piena terra. È fondamentale scegliere contenitori molto profondi e capienti, preferibilmente in terracotta, poiché questa materiale permette alle radici e al suolo di respirare meglio rispetto alla plastica. La profondità del vaso è cruciale perché i frutti dell'arachide si sviluppano sottoterra: un contenitore troppo basso impedirebbe ai baccelli di maturare correttamente. Assicurati che il vaso abbia un buon drenaggio per evitare ristagni idrici, che sono letali per questa pianta.
  • Quali sono i requisiti fondamentali del terreno per le arachidi?
    Le arachidi richiedono un terreno sciolto, sabbioso e ben drenato, capace di trattenere discretamente l'umidità senza creare asfissia radicale. Il pH ideale è subacido, compreso tra 5 e 6; pertanto, terreni calcarei o alcalini sono da evitare assolutamente. Se si coltiva in vaso, utilizza un substrato a medio impasto o sciolto, arricchito eventualmente con sabbia per migliorare il drenaggio. Un terreno compatto o pesante ostacolerebbe l'interramento dei ginofori (i fusti che portano i frutti sotto terra) e favorirebbe la proliferazione di funghi e muffe, compromettendo il raccolto.
  • Come e quando si seminano le arachidi?
    La semina avviene in primavera, tra aprile e maggio, solo quando le temperature notturne non scendono sotto i 10°C e quelle diurne superano i 16°C. Si utilizzano semi privati del guscio duro ma ancora rivestiti dalla pellicina rossa (tegumento); evitate assolutamente semi tostati o salati. Scavate buche profonde 3-4 cm e posizionate i semi a 15 cm di distanza tra loro, con file distanti almeno 50 cm. Ricoprite leggermente con terra e mantenete il substrato umido ma non zuppo. Una volta che la pianta fiorisce, sarà necessario effettuare rincalzature, ovvero ricoprire la base con altro terreno, per facilitare l'inserimento dei frutti nel suolo.
  • Quanto e come irrigare le arachidi durante il ciclo colturale?
    L'irrigazione deve essere gestita con attenzione in base allo stadio di crescita. Durante la germinazione, la fioritura e l'accrescimento dei frutti, la pianta necessita di abbondante acqua, somministrata preferibilmente per infiltrazione o aspersione. Tuttavia, durante la fase di maturazione dei baccelli, è necessario ridurre drasticamente le irrigazioni per evitare marciumi e attacchi fungini. Evita assolutamente gli apporti d'acqua tardivi o eccessivi in questa fase finale. In vaso, monitora attentamente l'umore del substrato: il terreno deve essere umido ma mai fradicio, specialmente nelle fasi finali.
  • Quando e come si raccolgono le arachidi?
    Il momento ottimale per la raccolta si riconosce quando le foglie iniziano a ingiallirsi e appassire, segno che la pianta ha completato il suo ciclo. Estrai l'intera pianta dal terreno utilizzando una forca, facendo attenzione a non danneggiare i baccelli radicati. Lascia la pianta interra all'aperto per qualche giorno affinché il terreno intorno alle radici si secchi. Successivamente, stacca delicatamente i baccelli dalla pianta, lavali se necessario e mettili a essiccare in un luogo asciutto, ventilato e fresco. Solo dopo un'accurata essiccazione puoi conservarle o consumarle.