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Manutenzione orchidee

Aggiornato il 30 novembre 20135 domande frequenti
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Manutenzione orchidee

I fiori, come le piante, necessitano di cure e attenzioni continue, affinchè conservino la loro fioritura, la loro bellezza, la loro essenza. Le orchidee, sono estremamente delicate: la loro manutenzione prevede una serie di passaggi che partono dalla scelta della location nella quale verrà collocata la pianta stessa. Le orchidee, necessitano di un terreno umido e soleggiato, per la maggior parte delle specie appartenenti a questa pianta. Le orchidee del sottobosco invece, necessitano comunque di un ambiente umido, ma allo stesso tempo poco illuminato, infatti, naturalmente esse crescono in penombra, e non vengono direttamente illuminate dal sole. Come tutti i fiori e le piante, oltre alla scelta della location, le orchidee, necessitano di potature, annaffiature, concimazione, rinvasi. Le orchidee, sono piante che sopravvivono e crescono ad una temperatura mite, per cui, è preferibile non tenerle all’aperto, ma proteggerle in un interno, o sotto serra, in particolare nel periodo delle gelate. E’ generalmente una pianta che non necessita di abbondanti innaffiature: questa operazione, va infatti effettuata, soltanto quando gli effetti di quella precedente, risultano essere del tutto superati. L’innaffiatura, va dunque eseguita quando il terreno risulta essere completamente asciutto, e non parzialmente bagnato, questo per ovviare danni al fiore stesso, che potrebbe marcire. Il rinvaso è un’operazione che va effettuata solo nel caso in cui questo diventa sterile: solitamente il terreno delle orchidee risulta essere abbastanza resistente. La potatura deve avvenire per intero solo per quegli steli che non producono fiori, in caso contrario, questa operazione, può anche non essere eseguita. Come tutte le piante, anche le orchidee, necessitano di alcune forme di tutela, come l’utilizzo di sostanze antiparassitarie: soprattutto se la pianta viene tenuta all’esterno, è preferibile che essa venga protetta da sostanze che ne favoriscano la crescita impedendo l’attacco di agenti patogeni che potrebbero determinarne la sfioritura. Le orchidee, non vanno esposte direttamente ai raggi del sole, anche se necessitano di luce, e non vanno tenute all’aperto nei periodi freddi perchè potrebbero gelare, trattandosi di una pianta estremamente delicata. Nel terreno, possono essere presenti: sfagno, torba, scorza di pino, corteccia di sughero e foglie di faggio. Questo fiore, è particolarmente bello, sia per la forma che per i suoi colori delicati: le piante di orchidea, vengono coltivate in casa per abbellire lo spazio, per impreziosirlo, e renderlo sobrio ed elegante allo stesso tempo.

Domande frequenti

  • Quanto spesso devo innaffiare un'orchidea?
    L'annaffiatura delle orchidee richiede cautela per evitare il marciume radicale. Non seguire un calendario fisso, ma verifica sempre lo stato del substrato: innaffia esclusivamente quando la corteccia o il terriccio sono completamente asciutti al tatto. È fondamentale lasciare drenare bene l'acqua in eccesso e mai lasciare la pianta in acqua stagnante, specialmente nel piattino. Un'umidità costante ma non zuppa è la chiave; un terreno parzialmente bagnato aumenta il rischio di funghi e decomposizione delle radici. In inverno, riduci ulteriormente le irrigazioni poiché la pianta entra in una fase di crescita più lenta.
  • Dove posizionare l'orchidea in casa per la massima luminosità senza bruciarla?
    La posizione ideale dipende dalla specie, ma in generale le orchidee amano la luce brillante e indiretta. Evita assolutamente l'esposizione diretta ai raggi del sole, che potrebbero scottare le foglie, creando macchie marroni. Una finestra esposta a est o a ovest, filtrata da una tenda leggera, è perfetta. Se hai finestre a sud, tienile lontane dal vetro diretto. Le orchidee da sottobosco preferiscono ambienti luminosi ma ombreggiati. Osserva le foglie: se sono verde chiaro e lucide, la luce è giusta; se sono gialle, c'è troppa luce; se scure e allungate, la pianta cerca più sole.
  • Quando e come si pota la spiga floreale dell'orchidea?
    Non tagliare immediatamente la spiga dopo la fioritura, poiché molte orchidee (come le Phalaenopsis) possono rifiorire dallo stesso stelo. Taglia la spiga completamente solo se è secca, marrone o malata. Se la spiga è ancora verde e sana, puoi potarla sopra un nodo (l'incavo sulla canna) che guarda verso l'esterno della pianta: questo stimolerà la nascita di nuovi rametti laterali. Se la spiga ingiallisce completamente, rimuovila alla base per permettere alla pianta di concentrare energie sulle foglie e sulle nuove radici. Una potatura corretta evita infezioni e mantiene la pianta vigorosa per la prossima stagione.
  • Come capire quando è necessario rinvasare la mia orchidea?
    Il rinvaso non va fatto ogni anno, ma solo quando il substrato si degrada. A differenza dei fiori comuni, le orchidee usano corteccia e sfagno che, col tempo, si trasformano in polvere trattenendo troppa acqua e soffocando le radici. Rinvasa quando noti che il materiale vegetale è diventato marrone scuro, polveroso o maleodorante, oppure se le radici sono cresciute così tanto da fuoriuscire dai fori di drenaggio rendendo instabile la pianta. Il momento migliore è subito dopo la fine della fioritura, quando la pianta riprende attivamente la sua crescita. Usa sempre un substrato specifico per orchidee, mai terra universale.
  • Qual è la temperatura ideale e posso tenere l'orchidea all'aperto?
    Le orchidee sono piante tropicali o subtropicali e prosperano in temperature miti, generalmente tra i 18°C e i 25°C durante il giorno. Sono molto sensibili al freddo: non tollerano gelate né sbalzi termici bruschi. Per questo motivo, è sconsigliato tenerle all'aperto, specialmente nelle stagioni fredde o notturne. Tienile sempre in interni, lontano da correnti d'aria fredda (finestre aperte) e fonti di calore diretto (termosifoni). Un ambiente con buona circolazione d'aria ma senza venti forti è l'ideale. Se vivi in zone con inverni rigidi, la coltivazione in appartamento è quasi obbligatoria per garantire la sopravvivenza della pianta.

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