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stile bonsai

Aggiornato il 31 gennaio 20143 capitoli5 domande frequenti
Alcune note

Le informazioni di base sullo stile bonsai

Lo stile bonsai rappresenta in un tutti i casi, da qualsiasi prospettiva ci proponiamo di affrontare l’argomento, un argomento abbastanza interessante e anche, a dire il vero, di non facilissima classificazione. E, con un preambolo del genere in merito alla nostra discussione sullo stile bonsai, occorre in primo luogo dare una spiegazione su cosa intendiamo per difficile classificazione. Già di per sé, in senso generale potremmo dire, quando si parla di piante e di specie vegetali in senso lato, procedere a classificazione molto schematiche potrebbe rivelarsi sempre un problema. Ma, bene o male, si tratta di un problema che si risolve rapidamente e facilmente se la classificazione di turno poggia su differenze scientifiche o di natura morfologica particolarmente evidenti e lampanti allo sguardo.

Le caratteristiche principali dello stile bosai

Ma, nel caso delle differenze inerenti allo stile bonsai, una classificazione su proprietà scientifiche e morfologiche non è la scelta giusta. Perché, ogni qual volta si procede all’analisi dello stile bonsai si capisce facilmente che molte delle classificazione su cui potremmo fare affidamento per sgombrare il campo da fraintendimenti di sorta, non poggiano su dati oggettivi, quindi incontrovertibili e facilmente riconoscibili, quanto piuttosto poggiano su questioni più legate alla scelta, e anche all’estro quindi, di chi compone lo stile bonsai di volta in volta. Ma, come è nostra buona abitudine consolidata ormai da lungo tempo, procediamo con ordine e iniziamo a comprendere gli elementi di base che ci saranno più funzionali nel corso della nostra disanima, abbastanza sintetica per le ben note ragioni di spazio, in tema di stile bonsai.

Consigli pratici sullo stile bonsai

A supporto di quanto abbiamo spiegato fino a qui vi è la definizione stessa di “stile bonsai”. Perché, se ci riflettiamo un attimo, capiamo che stiamo parlando si stili e non di specie e quindi di qualcosa che è legato sempre e comunque alla scelta di chi compone i bonsai di volta in volta e non tanto alla presenza o meno di determinate caratteristiche fisiche all’interno del nostro bonsai di riferimento. EN consegue, in altre parole, uno spostamento: non si muoviamo infatti nel campo della classificazione scientifica quanto piuttosto nell’ambito del libero arbitrio del singolo compositore di bonsai. Di qui una classificazione abbastanza grossolana ma pur sempre utili e a comprendere le principali differenze che intercorrono tra i più noti, affermati e diffusi, differenti stili di bonsai. E, quindi, abbiamo in effetti: lo stile bonsai eretto formale, lo stile bonsai eretto informale, lo stile bonsai inclinato, lo stile bonsai a cascata e lo stile bonsai a semi-cascata.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali stili di bonsai riconosciuti?
    Gli stili di bonsai non seguono una classificazione botanica rigida, ma derivano dalla libera interpretazione del giardiniere. I modelli più comuni e affermati includono: lo stile eretto formale, caratterizzato da un tronco dritto e simmetrico; lo stile eretto informale, con un tronco leggermente curvo ma verticale; lo stile inclinato, dove il tronco si piega significativamente da una parte; lo stile a cascata, che imita alberi cresciuti su scogliere verticali con la chioma verso il basso; e lo stile a semi-cascata, simile al precedente ma con la punta dei rami che non supera il livello del vaso. Questi stili definiscono principalmente la struttura estetica e la disposizione del fogliame.
  • Perché la classificazione degli stili bonsai non è scientifica?
    La classificazione degli stili bonsai non si basa su dati morfologici o genetici oggettivi, poiché diverse specie vegetali possono essere modellate nello stesso stile estetico. Al contrario, questa categorizzazione deriva dal libero arbitrio e dall'estro del compositore. Si tratta quindi di una distinzione artistica e stilistica piuttosto che biologica. Il giardiniere sceglie come rappresentare la natura attraverso la forma del tronco e la disposizione dei rami, creando un'opera d'arte vivente. Questo approccio permette grande flessibilità creativa, permettendo ad esempio di applicare lo stesso stile formale a specie completamente diverse, purché ne rispetti l'armonia visiva complessiva.
  • Come distinguere tra stile eretto formale e informale?
    La differenza principale risiede nella linearità e nella simmetria del tronco. Nello stile eretto formale, il tronco cresce perfettamente dritto, spesso con una leggera tapering (assottigliamento) verso l'alto, e la chioma è distribuita in modo equilibrato e armonioso attorno all'asse centrale. È lo stile più tradizionale e solenne. Nello stile eretto informale, invece, il tronco presenta curve naturali e sinuose, mai rettilinee, simulando la crescita influenzata dal vento o dallo spazio. Nonostante le curve, il punto finale della pianta rimane sopra la base, mantenendo una direzione prevalentemente verticale ma con molta più dinamicità e movimento rispetto alla versione formale.
  • Cosa caratterizza lo stile a cascata e semi-cascata?
    Questi due stili replicano l'aspetto degli alberi che crescono sui bordi di dirupi o rocce, dove la gravità influenza la loro crescita. Nello stile a cascata (Kengai), il tronco principale esce lateralmente dal vaso e scende verticalmente sotto il bordo, con la chioma che si sviluppa verso il basso, talvolta superando il livello del piatto. Nello stile a semi-cascata (Han-kengai), il tronco scende oltre il bordo del vaso, ma la punta dei rami non raggiunge il livello inferiore del contenitore, restando sospesa a metà strada. Entrambi richiedono vasi profondi per stabilizzare il peso e bilanciare visivamente la forte componente verticale discendente.
  • È possibile cambiare lo stile di un bonsai esistente?
    Sì, è possibile modificare lo stile di un bonsai, ma richiede pazienza, tecniche avanzate di potatura e wireaggio, e spesso anni di lavoro. Non tutte le specie rispondono bene ai cambiamenti drastici di forma. Ad esempio, trasformare un'eretta in una cascata implica piegare il tronco principale, operazione rischiosa che può danneggiare la pianta se fatta bruscamente. Inoltre, la specie stessa deve avere la flessibilità necessaria. Spesso, i principianti dovrebbero concentrarsi sull'apprendimento dello stile naturale della pianta piuttosto che forzare una trasformazione radicale. Consultare un esperto prima di tentare modifiche strutturali importanti è sempre consigliato per evitare danni irreversibili alla salute dell'albero.

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