Bonsai serissa

Bonsai serissa

Tra le piante bonsai più apprezzate dagli appassionati c'è da sempre la Serissa. A causa dei tipici solchi che presenta sul tronco, dà l'idea di essere più vecchia e quindi propone un'immagine diversa rispetto agli altri bonsai.

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Caratteristiche generali dell'arbusto sempreverde denominato Serissa

Il genere Serissa viene classificato nella famiglia delle Rubiaceae, ordine Gentianales, classe Magnoliopsida, specie Serissa foetida. E' di provenienza cinese.

In natura ne esistono circa 5mila varianti, a seconda del colore delle foglie (lucide, hanno varie tonalità di verde) ma in Italia essa ha cominciato a diffondersi inmisura significativa solo in tempi molto recenti.

Genera fiori bianchi in abbondanza, di sicuro effetto decorativo, che a volte la fanno sembrare coperta di piccoli fiocchi di neve.

Avendo dei rami naturalmente rubusti, la Serissa è molto adatta per le classiche operazioni di modellatura, che caratterizzano la cura paziente e meticolosa che viene posta alla base di ogni coltivazione di piantine denominate bonsai, cioè risultato di quella che si può considerare arte bonsaistica.

E' però una pianta che mostra di non gradire frequenti spostamenti o cambi di posizione.

Secondo gli esperti del settore va sistemata in un luogo molto luminoso, ma sempre evitando un'esposizione diretta o prolungata ai raggi del sole, che possono provocare seri danni all'equilibrio biologico di questo organismo vivente che ama i climi umidi e va comunque tenuta a temperature sempre superiori ai 10 gradi.

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L'importanza di una corretta innaffiatura per ottenere i migliori risultati da questa pianta

bonsai serissa Per crescere sana e forte, la Serissa ha bisogno di ricevere molta acqua. Chi desidera coltivarla deve quindi partire dal presupposto che dovrà innaffiarla spesso, con costanza, per non indebolirla, in particolar modo quando è esposta a forti venti.

Questa pianta orientale, infatti, mostra scarsa resistenza alla forza del vento, che può danneggiare i suoi rami con una certa facilità.

Ovviamente le stagioni nelle quali deve essere annaffiata maggiormente sono l'estate e la primavera inoltrata.

Poiché è di origine cinese, non dimostra buone capacità di sopportare un freddo intenso.

In inverno va quindi posta in un luogo riparato, mentre nelle altre stagioni può essere tenuta all'esterno, avendo cura di non lasciarla a lungo esposta ai raggi solari diretti.

Il terriccio dove coltivare questo particolare tipo di pianta deve essere formato da sabbia (circa il 15%), terra (circa il 35%) e la fondamentale akadama (per il restante 50%). L'akadama è un preparato argilloso di origine vulcanica, molto usato nelle coltivazioni bonsaistiche, che viene raccolto nelle foreste giapponesi; viene prima riscaldata e poi polverizzata.

Le operazioni di rinvaso devono effettuarsi ogni due anni, ma nel caso di Serisse più vecchie si possono fare ogni 4 anni circa.

La stagione migliore per il rinvaso è l'estate. I ristagni idrici devono essere evitati con attenzione, perché nocivi.


Quando e come effettuare la potatura. Caratteristiche della fioritura

bonsai serissa Uno dei segreti che rendono possibili i mirabili risultati della cosiddetta arte bonsaistica (o tecnica bonsai) sta nella potatura, dato che una piantina, che deve svilupparsi all'interno di un ambiente particolarmente angusto, deve necessariamente raggiungere un notevole equilibrio biologico, che deriva dalle speciali cure ricevute dal suo coltivatore-artista.

Ma entriamo nei dettagli. I rami più importanti vanno potati utilizzando attrezzi che devono essere disinfettati a fondo, per non trasmettere infezioni, che sono sempre possibili.

I tagli sulla Serissa vanno poi chiusi con l'apposito mastice.

Il periodo più indicato per la potatura è quello primaverile.

Durante il resto dell'anno si devono invece cimare i suoi germogli (eccezion fatta, ovviamente, per il periodo nel quale genera fiori).

Se appassiscono, i fiori devono essere eliminati prontamente.

I suoi principali nemici sono gli afidi e i micidiali ragni rossi di piccole dimensioni.

In generale è però una pianta poco soggetta ad ammalarsi.

Le sue foglie sono particolarmente sottili, quindi la potatura risulta facilissima.

Dovrebbero essere vaporizzate con acqua distillata quasi ogni giorno al fine di mantenere un certo livello di umidità ambientale.

Il concime va invece somministrato ogni 30-40 giorni, senza però eccedere nella quantità.

Una curiosità: se le foglie della Serissa vengono spezzate, liberano un cattivo odore nell'aria.

Per quanto riguarda la fioritura, questa avviene dal mese di marzo e si protrae fino al termine della stagione estiva. I fiori hanno cinque petali. Generalmente sono di colore bianco, ma possono essere anche rosati.

La corteccia è rugosa, marrone chiaro.

Questa pianta si riproduce facilmente, per taleazione e cioè con una procedura economica e davvero alla portata di tutti.

Ricordiamo che la parola bonsai si compone di due parti.

Bon vuol dire contenitore, mentre sai significa coltivare. E' un termine di origine giapponese, anche se pochi sanno che in realtà questa tecnica ha natali cinesi.



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