bonsai mirto

Bonsai

Bonsai mirto

Il bonsai mirto, può essere paragonato ad una pianta selvatica: richiede poche annaffiature, una sola potatura l’anno ed un solo rinvaso.

di Redazione

27 febbraio 2014

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Bonsai mirto

Il mirto è tra i più belli e armoniosi alberi in miniatura: i bonsai appartenenti a questa categoria, hanno caratteristiche estetiche precise, curve dolci, tronchi spessi e robusti e un fogliame parecchio folto, che tende a variare nella forma a seconda della specie di mirto cui appartiene. La bellezza di questa pianta miniaturizzata, è data dalla sua similarità rispetto alla pianta da cui prende origine. Il mirto, cresce all’aperto, è una pianta quasi “selvatica”, che necessita di un clima soleggiato e molto asciutto; va tenuta in ambienti aperti, su terrazze o giardini, anche nei periodi freddi, ad eccezione di condizioni climatiche estreme come il freddo o il caldo eccessivi, che potrebbero comprometterne lo stato. Come tutte le specie di bonsai, anche il mirto, necessita di un’annaffiatura costante: la media è di una volta a settimana durante la stagione invernale, e quattro volte a settimana durante la stagione estiva; nei periodi di maggiore calura, il bonsai mirto va innaffiato con maggiore frequenza. E’ molto importante fare attenzione al terreno: esso deve essere particolarmente drenante, poiché questa pianta teme il ristagno con consequenziale appassimento. Il terreno che va utilizzato per questa pianta è quello composto di sabbia, mentre è da evitare la torba, questo per favorire il passaggio dell’acqua, senza alcun rischio di ristagno. Il bonsai mirto, va fertilizzato durante la stagione vegetativa: per questa pianta in miniatura, verranno utilizzate delle soluzioni liquide, come l’azoto nella prima fase, e il potassio in una seconda fase. Questi due elementi, tenderanno a rafforzare il ciclo di produttività, migliorando anche l’aspetto estetico e la salute della pianta stessa. Il bonsai mirto, necessita di una potatura di semplice mantenimento, che va effettuata oltre la stagione vegetativa. Il rinvaso, va eseguito per cambiare il terriccio, ed eliminare le radici ormai non funzionanti, vecchie e legnose. Trattandosi di un bonsai molto raffinato, anche sotto il profilo estetico, il mirto, è molto quotato, anche per una ragione prettamente estetica. Arreda lo spazio in modo singolare, con un tocco di verde e uno stile che è tipico del bonsai e di questa particolare specie; inoltre, il mirto, non richiede cure eccessive, rispetto a tutte le altre tipologie di bonsai, e la sua durevolezza è garantita, per cui, risulta essere un investimento per il fai da te. Una pianta che cambia uno spazio, e che può diventare complemento d’arredo in pochi semplici mosse.

Domande frequenti

  • Qual è il periodo migliore per rinvasare il bonsai mirto?
    Il rinvaso del bonsai mirto si esegue generalmente nel tardo inverno o all'inizio della primavera, prima dell'inizio della nuova crescita vegetativa. Questo momento permette alla pianta di recuperare rapidamente dopo l'intervento. L'obiettivo principale è sostituire il substrold vecchio con uno fresco e altamente drenante, spesso a base di sabbia, eliminando le radici legnose e non funzionali. Evitare di rinvasare durante i periodi di forte calore o gelo, poiché lo stress termico combinato con il disturbo radicale potrebbe indebolire significativamente la pianta.
  • Quanto spesso devo innaffiare il mio bonsai mirto?
    Le esigenze idriche variano drasticamente in base alla stagione. In estate, quando le temperature sono elevate e l'evaporazione è rapida, è necessario innaffiare il bonsai mirto fino a quattro volte a settimana, aumentando la frequenza nei giorni di calura intensa. Durante l'inverno, con la dormienza della pianta, le annaffiature possono essere ridotte a circa una volta ogni sette giorni. È fondamentale verificare sempre l'umidità del terreno prima di irrigare: il substrato deve asciugarsi leggermente in superficie ma mantenere un'umidità moderata nelle profondità, evitando assolutamente il ristagno idrico che causa il marciume radicale.
  • Che tipo di terreno è ideale per il bonsai mirto?
    Il bonsai mirto richiede un substrato estremamente drenante per prevenire il ristagno dell'acqua, nemico numero uno di questa specie. Si consiglia l'uso di terra composta prevalentemente da sabbia grossolana, che garantisce un ottimo flusso idrico e aerazione radicale. È tassativamente da evitare l'uso di torba pura o terreni argillosi pesanti, poiché trattengono troppa umidità e soffocano le radici. Un mix bilanciato che favorisca il drenaggio immediato aiuterà la pianta a prosperare, mantenendo le radici sane e prevenendo malattie fungine legate all'eccesso di acqua.
  • Come e quando bisogna concimare il bonsai mirto?
    La concimazione del bonsai mirto va effettuata esclusivamente durante la stagione vegetativa attiva, tipicamente dalla primavera all'autunno. Si consiglia l'utilizzo di soluzioni liquide specifiche per bonsai. Nella fase iniziale della crescita, privilegiare fertilizzanti ricchi di azoto per stimolare lo sviluppo del fogliame. Successivamente, passare a formulazioni contenenti potassio per rafforzare la struttura della pianta e migliorare la resistenza alle malattie. Non concimare mai durante l'inverno o se la pianta è malata o recentemente rinvasata, poiché le radici potrebbero non assorbire correttamente i nutrienti, causando bruciature.
  • Posso tenere il bonsai mirto in casa tutto l'anno?
    No, il bonsai mirto è una pianta che predilige l'esposizione esterna e non tollera bene gli ambienti chiusi e secchi tipici degli interni domestici. Deve essere tenuto all'aperto, su terrazze o giardini, preferibilmente in posizioni soleggiate e asciutte. Sebbene possa resistere ai periodi freddi invernali all'aperto, va protetto da gelate estreme e venti forti. Tenere il mirto costantemente in casa ne comprometterebbe la salute a lungo termine a causa della mancanza di luce diretta sufficiente e dei sbalzi termici naturali necessari per il suo ciclo vitale.