bonsai glicine

Bonsai

Bonsai glicine

Il bonsai glicine, presenta un tronco inclinato, fiori a cascata di colore violaceo, foglioline allungate. E’ una pianta che necessita di molta acqua e potature.

di Redazione

27 febbraio 2014

Bonsai glicine

Il bonsai, è una pianta in miniatura, che presenta delle particolari caratteristiche estetiche e che riproduce fedelmente la particolarità di una normale tipologia di specie. Il bonsai glicine, è una pianta rampicante, con foglie lunghe e ricche di venature e fiori cadenti e pendenti dal particolare colore blu-violaceo; la pianta è originaria dell’Asia orientale e dell’America del Nord, si è poi diffusa ampiamente in diverse zone, specificatamente per le sue caratteristiche estetiche, che la rendono appariscente, delicata, elegante. Questa pianta miniaturizzata, si adatta perfettamente ai diversi sbalzi di temperatura, per cui può essere collocata in diversi ambienti, ma va comunque tutelata dalla condizioni climatiche estreme. Moltissime specie di bonsai, necessitano di poca acqua, sia per la tipologia di terreno in cui affondano le radici, sia per la specifica caratteristica del ristagno acquoso che può determinare il marcire della pianta; il bonsai glicine necessita di abbondanti innaffiature, di un terreno specificatamente drenante e di un sottovaso che favorisca il ristagno acquoso. L’innaffiatura va eseguita a intervalli regolari, più volte al giorno durante i mesi estivi, evitando di effettuare l’operazione nelle ore maggiormente calde, mentre è sufficiente una sola innaffiatura a settimana, assolutamente abbondante nelle ore più calde dei periodi freddi, per evitare gelate. L’operazione stessa di innaffiatura va eseguita con estrema lentezza, affinchè il terreno assorba tutta l’acqua a disposizione, per poi riceverne dell’altra. Il rinvaso è un’operazione abbastanza frequente per quanto riguarda le piante in miniatura, ma il glicine tende a fare eccezione: trattandosi di una pianta dalla fioritura copiosa e dalle radici resistenti, il rinvaso non risulta essere necessario, se non ogni quattro cinque anni; se il glicine è giovane, il rinvaso può essere effettuato ogni due anni al massimo, fino a quando la pianta avrà raggiunto la sua specifica stabilità. Anche la potatura è un’operazione estremamente delicata, ma necessaria in relazione al bonsai glicine, sia per migliorare l’aspetto estetico, che per favorire la fioritura abbondante della pianta. Solitamente questa operazione viene eseguita nel periodo primaverile o estivo, quindi a partire da aprile: vengono potati con molta delicatezza i rami maggiormente lunghi, e i fiori teneri, che possono lasciare spazio a nuovi boccioli. Essendo una pianta con fiori a cascata, la fioritura viene effettuata per non appesantire la struttura del tronco che potrebbe tendere a curvarsi. Anche la concimazione va eseguita durante l’anno, per fare in modo che la pianta fiorisca abbondantemente: questa operazione va eseguita sempre nel periodo freddo.

Domande frequenti

  • Quanto spesso devo annaffiare il bonsai glicine?
    A differenza della maggior parte dei bonsai che temono il ristagno idrico, il glicine richiede annaffiature abbondanti e frequenti. In estate, è necessario irrigare più volte al giorno, preferibilmente al mattino presto o alla sera per evitare lo shock termico delle ore più calde. Durante l'inverno, la frequenza diminuisce a circa una volta a settimana, mantenendo però il terreno umido per prevenire il congelamento delle radici. È fondamentale utilizzare un sottovaso che permetta un leggero ristagno d'acqua, poiché questa pianta ama l'umidità costante. Assicurati sempre che il substrato sia ben drenante per evitare marciumi radicali pur soddisfacendo l'elevato fabbisogno idrico.
  • Quando e come si effettua la potatura del bonsai glicine?
    La potatura è essenziale per mantenere la forma e stimolare la fioritura, specialmente considerando i pesanti fiori a cascata che potrebbero incurvare il tronco. Si consiglia di intervenire tra aprile e giugno, tagliando con precisione i rami troppo lunghi e rimuovendo i fiori appassiti per favorire la nascita di nuovi boccioli. Questa operazione non deve essere eccessivamente drastica per non stressare la pianta. La potatura di formazione va fatta con cautela per modellare la chioma, mentre quella di mantenimento serve a contenere le dimensioni. Rimuovere regolarmente i polloni alla base aiuta a dirigere l'energia verso la struttura principale e la produzione floreale.
  • Con quale frequenza va fatto il rinvaso del glicine?
    Il glicine è una pianta piuttosto resistente alle manipolazioni radicali rispetto ad altri bonsai, quindi il rinvaso non è un'operazione annuale. Generalmente, si procede ogni quattro-cinque anni per gli esemplari adulti. Per i giovani glicini, che devono ancora stabilizzare la loro struttura radicale, il rinvaso può avvenire ogni due anni per favorire lo sviluppo. L'operazione va eseguita preferibilmente in tarda primavera o inizio estate, quando la pianta è in piena attività vegetativa. È importante ridurre leggermente il volume delle radici e rinnovare il terriccio drenante per garantire una sana respirazione radicale e supportare la futura fioritura.
  • Come e quando concimare il bonsai glicine?
    Per ottenere una fioritura abbondante ed elegante, la concimazione gioca un ruolo cruciale. Si consiglia di somministrare fertilizzante durante il periodo freddo, ovvero in autunno-inverno, per preparare la pianta alla ripresa vegetativa primaverile. Utilizza un concime bilanciato, eventualmente arricchito di fosforo e potassio per incentivare la produzione di fiori. Evita di concimare durante i mesi estivi molto caldi o nei primi giorni dopo il rinvaso. L'applicazione regolare di nutrienti supporta la crescita vigorosa delle foglie e la salute generale della pianta, compensando l'enorme dispendio energetico richiesto dai grandi grappoli floreali.
  • Qual è l'esposizione ideale per il bonsai glicine?
    Il bonsai glicine è adattabile a diverse temperature, ma predilige posizioni soleggiate o parzialmente ombreggiate. Può essere coltivato all'esterno nella maggior parte delle stagioni, proteggendolo solo dagli sbalzi termici estremi e dai venti forti che potrebbero danneggiare i fiori penduli. In inverno, se le temperature scendono sotto zero per periodi prolungati, è consigliabile spostarlo in una serra fredda o in un luogo protetto, garantendo comunque la massima luminosità possibile. L'importante è evitare il caldo torrido diretto senza adeguata umidità ambientale, poiché la pianta necessita di aria fresca e umida per prosperare e sviluppare la sua tipica bellezza estetica.