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la velatura

Aggiornato il 05 luglio 20133 capitoli5 domande frequenti
velatura

Di cosa si tratta

Come facilmente intuibile dal nome, l’idea di base della tecnica è quella di applicare, sopra un colore precedentemente già steso in maniera uniforme e ormai asciutto, un ulteriore strato di colore che, però, faccia comunque trasparire e intravedere il livello sottostante. In sostanza si tratta di un gioco di trasparenze, simile a quello che in pittura è alla base della tecnica dell’acquarello, in cui la diversa quantità di acqua può rendere il colore più o meno coprente rispetto agli strati già applicati. Questa modalità di colorare le pareti ha origini molto antiche, basti pensare che un effetto del genere è stato rinvenuto sulle decorazioni di alcune antiche tombe egizie o, ancora, in opere dei tempi dei Romani. L’apoteosi della velatura, però, arriva nell’epoca rinascimentale, allorché fu utilizzata da artisti come Michelangelo e Raffaello. Lo stesso Leonardo da Vinci ha lasciato uno scritto in cui esponeva la maniera corretta e i vantaggi dell’utilizzo di questa tecnica. Oggi, certamente, quando si parla di velatura, non si pensa al soffitto della Cappella Sistina, ma, molto più prosaicamente, alle pareti di casa propria. Anche qui, però, il risultato garantito è di sicuro effetto, non solo perché la velatura permette di giocare con le diverse tonalità e gli eventuali disegni lasciati intravedere, ma anche perché consente di conferire al colore una particolare brillantezza, garantita proprio dagli effetti ottici derivanti dalla sovrapposizione dei colori.

Attrezzi

Il punto chiave della riuscita della velatura sono le irregolarità che, nel creare la trasparenza, possono essere inserite ad arte. Per questo vengono utilizzati spesso strumenti che assicurino un tratto irregolare nella stesura del colore, sia utilizzandoli da soli, sia combinandone l’azione. Stracci, spugne sintetiche e naturali, pennelli e spatole sono gli esempi principali dell’attrezzatura che si può adoperare. Lo straccio, in particolare, è probabilmente il metodo più conosciuto: utilizzando un panno di cotone, lo si appallottola e lo si intinge nel barattolo della pittura, quindi lo si applica sul muro. Siccome il disegno dipende dalle pieghe dello straccio stesso, è consigliato fare una prova su un cartone o un foglio per vedere se le linee sono di proprio gradimento. Una volta deciso, fate attenzione a non modificare la presa sullo straccio per non alterare le pieghe e, di conseguenza, il motivo della decorazione. Sicuramente è più facile mantenere l’uniformità se si utilizza una spugna (la velatura, in questo caso, prende il nome di spugnatura), che può essere sia naturale (dura più a lungo ed è riutilizzabile per più di una volta) sia sintetica (si deteriora molto più rapidamente). Nel caso dell'utilizzo della spugna, si può procedere come con lo straccio, oppure si può applicare il colore sulla parete e picchettarlo successivamente con la spugna pulita. Questa seconda modalità garantisce una decorazione dai motivi molto più fitti e ravvicinati.

Procedura

In sé, il processo della velatura non è particolarmente difficile. Il primo step è la preparazione della parete eliminando, utilizzando la carta vetrata, eventuali irregolarità. Una volta pronta, prima di procedere su tutta la superficie, la cosa migliore è testare i colori e gli attrezzi scelti su una piccola porzione. Questo passaggio può essere utile anche per testare la giusta pressione da imprimere al materiale: l’effetto finale, infatti, dipendendo dalle irregolarità dell’attrezzo che si utilizza, è diretta conseguenza della forza che si esercita, che non solo deve essere della pressione giusta per garantire il risultato desiderato, ma deve anche risultare la più uniforme possibile per dare omogeneità al proprio lavoro. Se durante la prova l’effetto è quello di un muro a chiazze abbastanza nette, probabilmente state dando troppa pressione. Se, viceversa, la sovrapposizione si fatica a vedere, la pressione è troppo poca. Non mancate, ogni tanto di staccarvi dalla parete e provare a guardare il risultato del lavoro da lontano: questo vi permetterà di avere una visione più completa e un immediato riscontro dell’effetto finale.

Domande frequenti

  • Quali sono gli attrezzi migliori per realizzare una velatura?
    Per ottenere una velatura efficace, la scelta degli strumenti è cruciale poiché determinano le irregolarità decorative. Gli strumenti più comuni includono stracci di cotone, spugne (sia naturali che sintetiche), pennelli e spatole. Lo straccio, appallottolato e immerso nel colore, crea pattern unici basati sulle sue pieghe; è fondamentale fare una prova preliminare per fissare la presa. Le spugne offrono due opzioni: l'applicazione diretta del colore o il picchiettaggio con una spugna pulita, quest'ultima ideale per motivi più fitti e ravvicinati. La combinazione di questi strumenti permette di personalizzare l'effetto visivo, sfruttando la trasparenza del colore superiore rispetto allo strato base.
  • Come si regola la pressione durante l'applicazione della velatura?
    La pressione esercitata sull'attrezzo è il fattore determinante per la qualità della finitura. Durante la fase di prova su una piccola area, bisogna monitorare attentamente l'effetto: se si osservano chiazze nette e distinte, significa che si sta premendo troppo forte, creando una copertura eccessiva. Al contrario, se la sovrapposizione del colore trasparente è quasi invisibile, la pressione è insufficiente. L'obiettivo è trovare un equilibrio che garantisca un'omogeneità nel tempo, mantenendo una costanza nella forza applicata per evitare discontinuità visive. Staccarsi periodicamente dalla parete per valutare il risultato da lontano aiuta a correggere subito eventuali imperfezioni.
  • È necessario preparare la parete prima di eseguire la velatura?
    Sì, la preparazione della superficie è un passo indispensabile per il successo della tecnica. Prima di iniziare, è necessario levigare la parete con carta vetrata per eliminare qualsiasi irregolarità, buco o difetto strutturale. Una superficie liscia e uniforme permette al colore traslucido della velatura di comportarsi in modo prevedibile, evidenziando le texture create dall'attrezzo senza nascondere difetti preesistenti. Solo dopo aver garantito una base perfetta si può procedere con l'applicazione del colore di fondo, lasciando che si asciughi completamente prima di aggiungere il secondo strato trasparente.
  • Che differenza c'è tra velatura e spugnatura?
    Tecnicamente, la spugnatura è una variante specifica della velatura. Entrambe le tecniche si basano sull'applicazione di un colore traslucido sopra un fondo asciutto per creare giochi di luce e profondità. Tuttavia, il termine 'spugnatura' viene utilizzato esclusivamente quando l'attrezzo impiegato è una spugna, mentre 'velatura' è il termine generico che include l'uso di stracci, pennelli o spatole. Inoltre, l'uso della spugna offre due modalità operative: l'impronta diretta del colore o il picchiettaggio con spugna pulita, che tende a creare motivi più densi e compatti rispetto alle striature più ampie ottenibili con uno straccio.
  • Quale tipo di pittura è adatta per la velatura?
    Per la velatura si consiglia l'uso di pitture acriliche o a base d'acqua, preferibilmente diluite con acqua o specifici medium trasparenti per aumentarne la fluidità e la trasparenza. La pittura deve essere abbastanza liquida da permettere il passaggio della luce attraverso gli strati, rivelando il colore sottostante. Evitare vernici troppo dense o opache che coprirebbero il fondo, annullando l'effetto ottico desiderato. È importante verificare che il colore di base sia completamente asciutto prima di applicare la velatura, per evitare che i colori si mescolino in modo incontrollato creando macchie indesiderate invece di stratificazioni luminose.

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