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affresco

Aggiornato il 09 luglio 20133 capitoli5 domande frequenti
affresco

Introduzione

L'affresco, detto anche 'a fresco' è una tecnica pittorica che utilizza pigmenti minerali stemperati in acqua e stesi sull'intonaco ancora fresco. In tal modo, per una reazione chimica definita carbonatazione della calce, il colore viene assorbito dall'intonaco, fissandosi sulla superficie e diventando nel tempo resistente all'acqua. La tecnica dell'affresco è un pregio proprio dell'arte italiana e di tutto il bacino mediterraneo, impiegato in ogni epoca storica, dagli antichi greci e romani fino ad oggi. Tra i primi esempi troviamo infatti La Tomba del Tuffatore a Paestum, ma anche le opere murarie ritrovate negli Scavi di Pompei. Dell'epoca medievale ci restano molti cicli sacri, presenti soprattutto all'interno di chiese o strutture architettoniche sacre. Il Rinascimento, poi, momento di maggiore diffusione di tale tecnica, ci ha lasciato dipinti a fresco disseminati per tutta Italia, realizzati dai maggiori artisti, che variarono lievemente la tecnica stendendo a secco tempere di varia natura. L'affresco è una delle tecniche pittoriche più complicate. Michelangelo la definì 'la pittura degli uomini' per sottolinearne l'impegno, l'estro e le risorse impiegate dall'esecutore. La prima difficoltà consiste nel fatto che esso non permette errori o ripensamenti: il segno del colore, una volta lasciato sulla superficie, viene immediatamente inglobato dall'intonaco ed eventuali correzioni saranno possibili solo a secco, mediante applicazioni di tempere su intonaco asciutto che avranno una resistenza molto meno durevole. Altro problema dell'affresco è rendersi conto del risultato finale del colore: l'intonaco bagnato, infatti, falsa i colori rendendoli più scuri, mentre la calce tende a schiarirla. Solo la pratica e la maestria dell'esecutore danno i risultati desiderati. Qualcuno però, utilizza una piccola strategia: provare il colore su pietra pomice o su foglio di carta lasciato asciugare all'aria calda offre un esito abbastanza simile a quello sull'intonaco.

Procedimento

Ma vediamo ora le varie fasi per eseguire un affresco murario. - LE BASI DEL LAVORO: Innanzitutto va valutata la qualità del muro. Esso deve infatti essere totalmente sano, senza macchie di unto o umidità, chiodi, staccature di gesso o altre imperfezioni di vario genere. In caso di muffe o salnistro, sarà necessario dare una mano di acido cloridrico e successivamente risciacquare abbondantemente, ma è bene sapere che tali imperfezioni non garantiscono una lunga durata dell'opera. Si procede con il RINZAFFO, una prima stesura di malta per livellare le sporgenze, e con l'ARRICCIATO, una malta di calce e sabbia che va stesa lasciando una superficie grezza di circa un centimetro di spessore. Si terminerà con il TONACHINO, una malta più sottile della precedente, che deve essere ben levigata. - LA SINOPIA: Questa fase avviene subito dopo l'arricciato. Il bozzetto del disegno, precedentemente realizzato, viene infatti riportato sull'arricciato, quasi scomparendo sotto il successivo tonachino. - IL CARTONE: dalla sinopia si ricava il cartone, ovvero il disegno della grandezza definitiva, che poi sarà dipinto nei dettagli. - IL TONACHINO: andrà steso solo sulla porzione di superficie su cui l'esecutore andrà a lavorare, in modo da poter operare sull'intonaco umido. Terminata una porzione si procederà allo stesso modo con la porzione seguente fino a terminare l'intera superficie. Questo tipo di lavorazione si definisce 'a giornate'. - LO SPOLVERO: è il passaggio dal cartone all'intonaco che consiste nel procurare dei buchini sui contorni del disegno che verranno riempiti con del colore in polvere, fissando così le sagome delle figure. - LA PITTURA: prima di procedere con questa fase bisogna assicurarsi che la superficie sia di un umido quasi oleoso, in grado quindi di trattenere i colori, consentendone il controllo e la lavorazione. Sarà la pratica a dare la giusta sensibilità all'affreschista per operare al meglio. La prima stesura di colore deve essere più carica, in quanto l'umidità la schiarirà. Le successive stesure vanno eseguite dopo brevi intervalli che permettono al colore di fissarsi. - LA VERNICIATURA: non è un passaggio obbligato, ma spesso viene utilizzata per recuperare tinte troppo sbiadite o per apportare volute variazioni di tono. La verniciatura può avvenire tramite cera d'api diluita in acquaragia o benzina.

Suggerimenti

In caso di sospensione del lavoro per poche ore, si può proteggere la parte fresca del muro con un panno umido ed un telo di plastica per trattenere l'umidità. Alla ripresa del lavoro la superficie va inumidita di nuovo e i colori stemperati in acqua e calce.

Domande frequenti

  • È possibile correggere gli errori durante la realizzazione di un affresco?
    No, la tecnica dell'affresco non ammette errori né ripensamenti una volta che il colore è stato applicato. Poiché i pigmenti vengono assorbiti dall'intonaco ancora fresco attraverso la carbonatazione della calce, il segno diventa permanente e indissolubile. Eventuali correzioni sono possibili esclusivamente a secco, utilizzando tempere o altri materiali che vengono stesi sopra l'intonaco già asciutto. Tuttavia, queste aggiunte successive hanno una resistenza e una durata molto inferiori rispetto alla pittura originale, risultando visibilmente diverse e meno durevoli nel tempo.
  • Come si prepara correttamente la parete prima di iniziare a dipingere?
    La preparazione della parete è fondamentale e richiede tre strati distinti di malta. Si inizia con il rinzaffo, una prima stesura per livellare le irregolarità del muro, seguita dall'arriccato, uno strato di calce e sabbia spesso circa un centimetro che lascia una superficie grezza. Infine, si applica il tonachino, uno strato più sottile e fine che deve essere perfettamente levigato. Prima di qualsiasi intervento, è cruciale verificare che il muro sia sano, privo di umidità, muffe o distacchi; in presenza di problemi strutturali, è necessario intervenire con acido cloridrico e risciacqui accurati per garantire la longevità dell'opera.
  • Perché i colori sembrano diversi quando l'intonaco è bagnato rispetto all'asciutto?
    L'intonaco bagnato altera la percezione cromatica perché l'acqua rende i colori inizialmente più scuri e intensi. Man mano che l'intonaco si asciuga, la calce presente nella malta tende a schiarire progressivamente le tinte. Questa differenza può creare confusione nell'artista, che fatica a prevedere il risultato finale. Per ovviare a questo problema, molti pittori testano i colori su supporti come pietra pomice o carta lasciata asciugare all'aria calda, ottenendo una stima abbastanza fedele del tono definitivo che apparirà sulla parete una volta completata la carbonatazione.
  • Cosa significa lavorare "a giornate" nell'affresco?
    Lavorare "a giornate" indica la suddivisione dell'intera superficie muraria in sezioni limitate, corrispondenti approssimativamente al lavoro che un artista può completare in una singola giornata lavorativa. Il tonachino, lo strato finale di intonaco su cui si dipinge, viene steso solo sulle porzioni immediate su cui si intende operare, garantendo che la superficie rimanga umida e pronta ad assorbire i pigmenti. Una volta completata una sezione, si passa alla successiva, creando una continuità visiva ma mantenendo separati i tempi di essiccazione e fissaggio del colore per ogni zona.
  • Quali precauzioni prendere se si deve interrompere il lavoro per qualche ora?
    Se il lavoro deve essere sospeso temporaneamente, ad esempio per la pausa pranzo o per la notte, è essenziale proteggere la parte fresca del muro per impedire un'essiccazione troppo rapida che comprometterebbe la fissazione del colore. La procedura corretta prevede di coprire la superficie con un panno umido e sovrastante un telo di plastica. Questo sistema trattiene l'umidità naturale dell'intonaco. Al ritorno, prima di riprendere la pittura, la superficie va nuovamente inumidita e i colori devono essere stemperati in acqua e calce per garantire la corretta adesione chimica.

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