Intonaco a cappotto: la preparazione dei muri
In presenza di un intonaco particolarmente umido, fatiscente o da rimuovere per fare spazio ad un cappotto termico, è necessario asportare il più possibile quello preesistente, fino a raggiungere le pietre vive o il calcestruzzo che compongono la parete. L'operazione avviene con uno scalpello che consente di asportarlo agevolmente, quando è umido e tende a sgretolarsi facilmente. In genere questo lavoro di messa a nudo dei muri, evidenzia superfici eccessivamente deteriorate, per cui è necessario prima di procedere alla posa di un nuovo intonaco ripristinarle, bagnandole accuratamente per poi utilizzare un impasto di malta e cemento come riempimento. Dopo la posa dell'intonaco di copertura, la superficie va ritoccata e spianata con il frattazzo di legno e con l'aiuto di un panno bagnato, prima di essere rifinita con ulteriori strati. I muri particolarmente danneggiati dall'umidità, tendono inoltre a presentarsi con rigonfiamenti non solo di intonaci ma anche della parete sottostante, per cui asportando quella danneggiata, va poi livellata perfettamente per ottenere la base ideale per la posa dell'intonaco di copertura a completamento del cappotto termico.
Intonaco a cappotto: la posa diretta
Per combattere l'umidità e nel contempo ottenere un isolamento termico soddisfacente in grado di tenere caldo l'ambiente di casa, è fondamentale la scelta dei materiali. Per realizzare l'intonaco e specifiche coperture delle pareti, si possono utilizzare guaine isolanti o telai di sostegno, per pannelli di diverso tipo. Dopo aver posato un primo strato di intonaco sulla parete in precedenza messa a nudo, va fissata una guaina bituminosa che spinge verso l'esterno l'umidità, lasciando poi la possibilità di ricoprirla con altri strati di intonaco dello spessore di almeno 1,5 centimetri, che vanno applicati con almeno tre passate. Per ottenere un intonaco di copertura efficiente ai fini del cappotto termico, bisogna farlo aderire bene ad ogni applicazione, cercando di tenere la parete il più possibile liscia e dritta, per tutte le varie fasi di copertura in modo da ritrovarsi alla fine con una superficie da rifinire soltanto con la tinteggiatura. La formazione di questa barriera è in genere chiamata "cappotto termico", che è ideale posarlo nei punti più critici della casa, come ad esempio in prossimità di porte, finestre, soffitti e vani delle tapparelle. Con questa tipologia di rivestimento termico, la casa è perfettamente isolata e consente risparmi energetici soddisfacenti, con il vantaggio di tenere l'ambiente caldo d'inverno e fresco d'estate. Lo stesso tipo di posa diretta di materiali isolanti, può avvenire utilizzando tutti gli altri pannelli, disponibili in commercio che si prestano per essere rivestiti d'intonaco.
Intonaco a cappotto: altri tipi di posa
Per isolare dal punto di vista termico una parete, esistono anche altre strutture che vanno applicate all'esterno di muri particolarmente umidi e danneggiati. Infatti, si possono scegliere altri pannelli simili alla guaina bituminosa che vanno applicati direttamente sulla parete, dopo averla restaurata, per poi rivestire il tutto con l'intonaco. Tuttavia, per gli amanti del fai da te, una soluzione rapida e di facile applicazione è quella di realizzare un intonaco a cappotto, utilizzando ad esempio pannelli in cartongesso di 1,5 centimetri di spessore, che vanno fissati ad una parete ricoperta con guaina o altri tipi di pannelli e materiali isolanti come polistirene, sughero o lana di roccia. Il vantaggio è quello di trovarsi già un intonaco perfettamente levigato, per cui è sufficiente una sola applicazione di malta e cemento, per ottenere una coimbendatura efficiente e garantire un perfetto cappotto termico, anche dopo la posa dell'intonaco di finitura. In commercio ci sono delle malte specifiche per la realizzazione di intonaci, adatti a realizzare cappotti termici, per cui troviamo quelli contenenti granuli di resina ridotti in polvere che legano perfettamente con le malte, creando un impasto compatto, atermico e quindi ideale per le finiture. Inoltre, la posa di un cappotto termico, offre il vantaggio di tenere la superficie esterna perfettamente in sintonia con il calore o il fresco impostato nella casa in inverno o in estate.
Domande frequenti
-
Qual è il primo passo fondamentale nella preparazione dei muri prima di applicare il cappotto termico?La fase preparatoria è cruciale per la durata dell'intervento. È necessario asportare completamente l'intonaco preesistente, specialmente se umido, fatiscente o deteriorato, fino a raggiungere le pietre vive o il calcestruzzo della struttura portante. Si utilizza generalmente uno scalpello per rimuovere il materiale sgretolato. Una volta messa a nudo la parete, bisogna verificare lo stato di salute della muratura: eventuali rigonfiamenti o danni devono essere livellati e riparati con un impasto di malta e cemento. Solo dopo aver bagnato accuratamente la superficie per migliorare l'aderenza, si procede con la stesura dell'intonaco di base, spianandolo con il frattazzo per creare una base perfetta.
-
Come funziona la posa diretta con guaina bituminosa per combattere l'umidità?La posa diretta prevede l'applicazione di una guaina bituminosa sopra il primo strato di intonaco applicato sulla parete nuda. Questa guaina agisce come barriera idrofuga, spingendo l'umidità residua verso l'esterno e impedendone il rientro nell'abitazione. Successivamente, si applicano almeno tre passaggi di intonaco di copertura, ciascuno spesso circa 1,5 centimetri. È essenziale far aderire bene ogni strato e mantenere la parete il più possibile liscia e dritta durante le varie fasi. Questo metodo crea un efficace cappotto termico che migliora il comfort abitativo, mantenendo l'ambiente caldo in inverno e fresco in estate, riducendo così i consumi energetici.
-
Quali sono i vantaggi dell'utilizzo di pannelli in cartongesso per il cappotto interno?L'uso di pannelli in cartongesso, spessi solitamente 1,5 cm, rappresenta una soluzione rapida e adatta anche al fai-da-te. Questi pannelli vengono fissati sulla parete precedentemente trattata con guaine o materiali isolanti come polistirene, sughero o lana di roccia. Il grande vantaggio è che il cartongesso offre già una superficie perfettamente levigata, eliminando la necessità di complesse operazioni di rasatura. Basterà applicare un singolo strato di malta specifica per ottenere un risultato estetico pulito. Questa tecnica garantisce un'efficiente coibentazione termica e acustica, integrandosi bene con le finiture finali senza richiedere interventi manuali pesanti rispetto agli intonaci tradizionali.
-
Che tipo di malta o materiale è consigliato per le finiture del cappotto termico?Per le finiture del cappotto termico è fondamentale utilizzare malte specifiche progettate per questi sistemi. In commercio si trovano prodotti contenenti granuli di resina ridotti in polvere, che garantiscono una legatura ottimale con gli strati sottostanti. Queste malte creano un impasto compatto e attermico, ovvero non trasmettono freddo o caldo in modo localizzato, evitando ponti termici. L'uso di questi materiali specifici assicura che la superficie finale sia resistente, durevole e pronta per la tinteggiatura. Rispetto alle malte generiche, queste offrono prestazioni superiori nell'isolamento e nella protezione della parete dagli agenti atmosferici e dall'umidità interna.
-
Dove è consigliabile posizionare il cappotto termico all'interno degli ambienti?Il cappotto termico interno è ideale da installare nelle zone più critiche della casa, dove si verificano maggiori dispersioni di calore o problemi di condensa. Punti strategici includono le aree in prossimità di porte ed finestre, i soffitti e i vani delle tapparelle. In queste zone, la differenza di temperatura tra interno ed esterno è più marcata, favorendo la formazione di muffe e il disagio termico. Applicando l'isolamento in questi punti specifici, si massimizza l'efficienza energetica dell'edificio. L'obiettivo è creare una barriera continua che mantenga la superficie interna in sintonia con la temperatura impostata, garantendo benessere sia d'inverno che d'estate.







