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Impastare il calcestruzzo

Aggiornato il 05 giugno 20154 capitoli5 domande frequenti
impastare il calcestruzzo

A cosa serve il calcestruzzo

Il calcestruzzo viene utilizzato in muratura per la costruzione in particolar modo di strutture di sostegno come fondazioni di case pilastri e solai. In modo particolare per queste strutture si fa ricorso al cosiddetto calcestruzzo armato, ovvero il calcestruzzo rinforzato con l'utilizzo di tondini in ferro o in acciaio disposti all'interno di casseforme in legno secondo rigidi calcoli ingegneristici, e nelle quali viene versato poi il conglomerato di calcestruzzo. L'origine del calcestruzzo è molto antica poiché si possono riscontrare tracce di costruzioni con materiali e tecniche simili già presso gli Assiri e gli Egizi, ed inoltre anche i Greci conoscevano ed utilizzavano questa tecnica di costruzione, ma l'impulso decisivo per la diffusione e l'utilizzo massivo del calcestruzzo venne dagli antichi Romani che lo utilizzavano per costruzioni di strade, nelle fondazioni e nelle opere murarie. I componenti per un impasto di calcestruzzo sono diversi: prima di tutto c'è il legante che ad oggi è costituito dal cemento che deriva dalla polverizzazione di pietre calcaree cotte ad altissime temperature. Nel passato come legante veniva utilizzata la calce aerea o idraulica e raramente è stato anche utilizzato il gesso, usato per la realizzazione di calcestruzzi cosiddetti poveri. Oltre al legante vengono utilizzati materiali aggreganti di varia finezza come ad esempio sabbia e ghiaia ed infine ovviamente c'è l'acqua senza la quale sarebbe impossibile impastare i materiali. Le proporzioni da rispettare per la preparazione del calcestruzzo sono normalmente le seguenti: una parte di cemento, due parti di sabbia, quattro parti di ghiaia e una parte di acqua.

Come impastare il calcestruzzo

Prima di tutto si inizia mescolando sabbia e ghiaia ovvero i materiali inerti prestando attenzione al fatto che siano ben asciutti in modo che non si possano formare dei grumi nel calcestruzzo. Si aggiunge quindi alla mescola di sabbia e ghiaia il cemento in modo da mescolare prima di tutto i materiali asciutti ed ottenere un impasto omogeneo; solo a questo punto si può aggiungere alla parte asciutta dell'impasto l'acqua, che va aggiunta a piccolissime dosi in modo da fermarsi quando si sia ottenuto un impasto di consistenza lavorabile. In genere l'impasto di calcestruzzo viene utilizzato in quantità considerevoli perché va gettato in casseforme in legno per la costruzione di pilastri o solai, sarebbe quindi opportuno procurarsi una betoniera apposita per l'impasto del calcestruzzo. In alternativa se non si ha a disposizione una betoniera si può impastare il calcestruzzo a terra formando con i materiali asciutti, ovvero, cemento, sabbia e ghiaia una specie di cratere paragonabile a quello che si fa quando si vuole impastare la farina. Su questo cratere va quindi versata in maniera graduale l'acqua per poi impastare il calcestruzzo con l'aiuto di un badile.

Altro tipo di calcestruzzo

Il calcestruzzo può anche essere usato per funzioni non strettamente strutturali, ed in questo caso si utilizza il cosiddetto magrone, per la preparazione del quale si utilizza un rapporto diverso da quello usato per la preparazione del calcestruzzo strutturale o armato. Il rapporto da utilizzare per il magrone è il seguente: una parte di cemento, tre parti di sabbia, cinque parti di ghiaia, circa una parte di acqua. Tra gli utilizzi più comuni per il calcestruzzo non strutturale, c'è quello di costituire un piano orizzontale e pulito allo scopo per potervi posizionare i ferri d'armatura e delle fondazioni. Il calcestruzzo non strutturale si presta ad innumerevoli usi ed è la base di molteplici lavorazioni.

Additivo per calcestruzzo

Al calcestruzzo possono anche essere aggiunti degli additivi atti ad evitare alcuni inconvenienti e a favorire la lavorazione. Tra gli additivi che vengono normalmente utilizzati nella preparazione e nella lavorazione del calcestruzzo c'è l'additivo ritardante, che fa si che il calcestruzzo utilizzi un tempo maggiore per indurirsi in modo da rendere possibile una lavorazione più lunga nei casi in cui questa sia necessaria ai fini del lavoro da svolgere. Un altro additivo spesso utilizzato è l'additivo antigelo che impedisce il congelamento della parte di acqua presente all'interno del calcestruzzo. Questo tipo di additivo viene aggiunto in modo particolare in inverno e soprattutto nelle zone dove il clima è molto rigido e freddo, e quindi è possibile che la temperatura ambientale scenda al di sotto degli zero gradi centigradi; questo tipo di temperature fa si che l'acqua contenuta all'interno dell'impasto di calcestruzzo si congeli.

Domande frequenti

  • Qual è la proporzione corretta tra cemento, sabbia e ghiaia per preparare il calcestruzzo standard?
    Per ottenere un calcestruzzo strutturale standard, la ricetta base prevede il rispetto rigoroso di questi rapporti volumetrici: una parte di cemento, due parti di sabbia e quattro parti di ghiaia. A questo mix secco si aggiunge successivamente una parte di acqua. È fondamentale misurare con precisione questi ingredienti per garantire la resistenza meccanica desiderata. Qualsiasi deviazione significativa da questo schema può compromettere la qualità finale del materiale, rendendolo troppo fragile o eccessivamente poroso. Questa proporzione è ideale per la maggior parte delle opere murature portanti, come fondazioni e pilastri.
  • Come si prepara il 'magrone' e in quali casi va utilizzato?
    Il magrone è un tipo di calcestruzzo non strutturale, caratterizzato da una minore presenza di cemento e una maggiore quantità di inerti. La sua composizione tipica prevede una parte di cemento, tre parti di sabbia e cinque parti di ghiaia, con l'aggiunta di circa una parte di acqua. Viene impiegato principalmente per creare piani di posa orizzontali e puliti, detti anche 'letti di magrone', sui quali posare successivamente le armature metalliche e versare il calcestruzzo armato vero e proprio. Non ha funzione portante diretta ma serve a livellare il terreno e proteggere l'acciaio dall'umidità del suolo.
  • Qual è la procedura corretta per impastare il calcestruzzo manualmente senza betoniera?
    L'impasto manuale richiede metodo per evitare grumi. Innanzitutto, mescola bene sabbia e ghiaia asciutte. Aggiungi poi il cemento e continua a girare il miscuglio finché non ottieni un colore uniforme. Crea quindi una buca centrale a forma di cratere nel mucchio secco. Versa l'acqua gradualmente al centro e inizia a incorporare i materiali secchi dai bordi verso l'interno usando una pala. Continua a lavorare l'impasto fino a raggiungere una consistenza lavorabile ma non collosa. Assicurati che tutti gli inerti siano perfettamente asciulli prima di iniziare per controllare meglio l'idratazione.
  • Quando e perché si devono usare gli additivi antigelo nel calcestruzzo?
    Gli additivi antigelo sono essenziali durante i lavori eseguiti in inverno o in climi rigidi, specialmente quando le temperature ambientali scendono sotto lo zero. L'acqua presente nell'impasto, se congela, aumenta di volume e crea microfratture interne che indeboliscono drasticamente la struttura una volta che il ghiaccio si scioglierà. L'additivo abbassa il punto di congelamento dell'acqua, permettendo al cemento di idratarsi correttamente e indurirsi nonostante il freddo. Senza di esso, il calcestruzzo potrebbe subire danni irreversibili già nelle prime ore dopo il getto, compromettendone la resistenza futura.
  • A cosa servono gli additivi ritardanti e quando conviene usarli?
    Gli additivi ritardanti prolungano il tempo di presa del calcestruzzo, mantenendolo lavorabile per un periodo più lungo rispetto alla normale asciugatura. Sono utili in grandi versamenti continui o in condizioni climatiche molto calde, dove il materiale tenderebbe ad indurirsi troppo rapidamente prima di essere completamente colato e compattato nelle casseforme. Questo permette agli operai di avere il tempo necessario per completare la stesura, livellare la superficie e rimuovere eventuali bolle d'aria, garantendo una migliore compattezza e finitura superficiale dell'opera finita.

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