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Bugnati sulle facciata

Aggiornato il 16 giugno 20154 capitoli5 domande frequenti
bugnato

Caratteristiche del bugnato

I tipi di bugnato si distinguono dalle diverse forme in rilievo delle bugne e dal materiale con cui sono state realizzate, che determinano lo stile liscio, oppure squadrato o a punta. Le facciate che vantano questa particolare lavorazione sono costituite da blocchi in pietra sovrapposti a file un pò sfalsate, uniti insieme in modo che rimangono delle scanalature sui quattro lati opportunamente posizionate per lasciare scivolare l'acqua piovana. Risalgono ai tempi del Medioevo le costruzioni formate da massicci blocchi in pietra nella parte bassa, per costituire una massiccia base , e da muri più ordinari sulla parte più alta. Oltre ai motivi tecnici delle costruzioni a bugne, ci sono anche dei motivi estetici, che fanno risaltare il gioco di luce-ombra e di chiaro-scuro che danno all'edificio una bellezza particolarmente suggestiva.

Palazzi monumentali italiani, con i bugnati sulle facciate

Nei centri storici delle località italiane ci sono diversi palazzi che devono la loro maestosa bellezza ai bugnati sulle facciate. Ricordiamo a Firenze il Palazzo Medici Riccardi, con delle lavorazioni diverse su ogni piano e palazzo Rucellai, progettato da Leon Battista Alberti; a Ferrara il palazzo dei Diamanti, così chiamato per le tipiche forme dei bugni a punta di diamante; il Palazzo Te e il Palazzo Canossa a Mantova, dell'architetto Giulio Romano, la Porta Maggiore a Roma, il palazzo Carciotti a Trieste il Palazzo della Giudecca nello stile plateresco e tantissimi altri. Questo stile infatti conferma che la costruzione di questi bellissimi palazzi risale al Rinascimento, periodo della storia durante il quale è stato dato molto risalto alla cultura e l'arte, iniziato verso la metà del XIV secolo, quindi verso la fine del Medioevo.

i diversi tipi di bugne che fanno le differenze delle facciate

Normalmente le bugne sono di forme quadrate o rettangolari, solo raramente sono stondate, che è la forma che dona un effetto più raffinato al palazzo arricchito con questi decori. Inoltre i bugnati sulle facciate possono essere formati da bugne delle stesse forme oppure di due forme diverse predisposte in maniera precisa ed alternata fra loro. Anche nelle porzioni angolari, delle bugne di due diverse lunghezze possono essere alternate fra loro. Ma a determinare le tipologie di bugne sono i diversi modi in cui si collegano all'attaccatura della parete. Si suddividono in: scannellato, il cui lato si appoggia perpendicolarmente al filo del muro, smussato, che disegna con l'attaccatura della facciata un angolo obliquo di quarantacinque gradi; il bugnato sbaulato, in cui profilo è modellato in modo stondato e quello diamantato, con bugne a forma di piramide a punta o tronca. Anche le rifiniture fanno la differenza, a seconda se si vuole ottenere un effetto pietra oppure un effetto tipo lapidario.

Le diverse rifiniture dei bugnati sulle facciate

Le differenze delle rifiniture sono determinate dall'effetto gradina, che si ottiene grattando con un'apposita spazzolina in metallo creando delle graffiature verticali, l'effetto a bocciarda, che disegna tante piccole incisioni cilindriche, mentre si possono rifinire ad incisione, tecnica tipica degli architetti del Manierismo; anche qui le bugne viengono lavorate con una subbia od uno scalpello, per realizzare un effetto erosione sulla pietra. I bugnati sulle facciate possono essere lavorati in tre modi diversi: rivestendoli con lastre in pietra, ne sono l'esempio i palazzi aristocratici di grande valore, come il Palazzo Pitti a Firenze; oppure con un modine, realizzato allo stesso modo delle modanature di intonaco intagliato; Altrimenti i bugni si possono dipingere come se fossero degli affreschi grandi realizzati con la tecnica trombe d'oeil con disegni rappresentanti soggetti vari. In Liguria le facciate con le bugne arricchite da pittoreschi dipinti sono diffusissime, basta citare come esempio il palazzo Ducale di Genova, che è uno dei più famosi edifici storici della capitale ed attualmente anche museo, che come tutti gli altri citati è un fiore all'occhiello del patrimonio artistico dell'Italia.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali tipi di bugnato utilizzati nelle facciate storiche?
    Esistono diverse classificazioni dei bugnati, distinte principalmente per la forma delle pietre e il modo in cui si raccordano con il muro. Le forme più comuni includono quelle squadrate, a punta di diamante (come nel Palazzo dei Diamanti di Ferrara) o arrotondate. Per quanto riguarda l'inserimento nella parete, si distinguono il bugnato scannellato (con lati perpendicolari al muro), quello smussato (angolo di 45 gradi), il bugnato sbaulato (profilo stondato) e quello diamantato (a piramide). Queste varianti creano giochi di luce e ombra unici, definendo lo stile architettonico dell'edificio.
  • Come si realizzano le diverse finiture superficiali dei bugnati?
    La finitura superficiale cambia radicalmente l'estetica del bugnato attraverso tecniche specifiche. L'effetto 'gradina' si ottiene grattando la pietra con spazzole metalliche per creare striature verticali. L'effetto 'bocciardatura' genera piccole incisioni cilindriche grazie all'uso di martelli speciali. Inoltre, si può lavorare la pietra con subbie o scalpelli per simulare l'erosione naturale, tipico del Manierismo. A seconda della rifinitura scelta, il risultato potrà sembrare più rustico, levigato o artisticamente scolpito, influenzando la percezione visiva della facciata.
  • In che modo i bugnati vengono applicati sulle facciate moderne o restaurate?
    Oltre alla costruzione originale in pietra, i bugnati possono essere riprodotti o applicati tramite tre metodi principali. Il primo prevede l'uso di vere lastre di pietra, come nei prestigiosi palazzi rinascimentali. Il secondo utilizza modini, elementi preformati simili alle modanature di intonaco ma intagliati per simulare la pietra. Infine, esiste la tecnica pittorica 'trompe-l'œil', molto diffusa in Liguria (ad esempio a Genova), dove si dipingono le bugne su intonaco liscio per ingannare l'occhio e ricreare l'effetto tridimensionale della muratura in pietra senza costi elevati.
  • Qual è la funzione pratica delle scanalature tra le pietre del bugnato?
    Le scanalature non hanno solo scopo estetico, ma svolgono una funzione tecnica importante legata alla gestione dell'acqua. I blocchi sono posati in file leggermente sfalsate e uniti in modo che tra essi rimangano delle fessure sui quattro lati. Queste aperture sono studiate specificamente per permettere all'acqua piovana di scorrere via rapidamente dalla superficie della facciata, evitando ristagni che potrebbero danneggiare la struttura o l'intonaco sottostante. Questa soluzione deriva dalle esigenze difensive medievali, dove le mura dovevano resistere agli agenti atmosferici e agli attacchi.
  • Perché il bugnato era utilizzato nelle parti basse degli edifici medievali?
    Nelle costruzioni medievali, il bugnato massiccio veniva impiegato prevalentemente nei piani terra o nei basamenti degli edifici per ragioni strutturali e difensive. L'uso di blocchi di pietra enormi e pesanti conferiva alla base dell'edificio una solidità eccezionale, capace di sostenere il peso dei piani superiori e di resistere a eventuali assalti nemici. Con l'avvento del Rinascimento, questa tecnica ha mantenuto il suo prestigio simbolico di potenza e stabilità, venendo estesa anche ai piani superiori con lavorazioni più raffinate, come si vede nel Palazzo Medici Riccardi a Firenze.

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