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Ponte termico

Aggiornato il 13 marzo 20143 capitoli5 domande frequenti
Ponte termico

Caratteristiche principali del ponte termico

I ponti termici sono delle vere e proprie interruzioni nell’isolamento di un edificio e costituiscono dei punti deboli nella coibentazione dello stabile. Possono essere creati sia da discontinuità di tipo geometrico oppure di tipo costruttivo. I ponti termici costruttivi, sono quelli che si verificano quando una struttura viene realizzata con materiali edili non omogenei e di varia natura. Ad esempio l’abbinamento acciaio vetro oppure cemento armato e mattoni crea delle discontinuità importanti che possono creare dispersioni più o meno grandi. Invece, le discontinuità geometriche, sono create ad esempio dagli spigoli delle pareti oppure tra infisso e parete. I ponti termici, in genere, si verificano in prossimità dei balconi, vicino alle finestre o in corrispondenza delle giunture fra i laterizi che senza dubbio rappresentano delle discontinuità nella struttura. Fra gli effetti più importanti del ponte termico, ci sono le dispersioni di calore verso l’esterno di un edificio che, in casi particolari, possono addirittura arrivare a sfiorare il 35% sul totale. Di conseguenza si dovrà consumare un maggior quantitativo di energia per riscaldare gli ambienti o per condizionarli durante la stagione più calda.

Gli effetti del ponte termico

Per ridurre in maniera efficace il ponte termico è indispensabile mettere in atto alcuni accorgimenti fondamentali già nella fase progettuale di un edificio. Infatti il confort termo igrometrico viene stimato mettendo a fuoco il corretto esercizio delle strutture che devono consentire un giusto scambio di calore fra interno ed esterno garantendo all’interno dello stabile una temperatura e un’umidità pressoché costante. Se la casa non viene progettata con un sufficiente grado di isolamento, durante la sua realizzazione si vengono a creare degli importanti ponti termici che vanno a incidere pesantemente sui consumi relativi al riscaldamento e all’eventuale condizionamento. È uno dei problemi più importanti che contribuisce a dar vita ad una scarsa efficienza energetica e a una coibentazione poco accurata. Inoltre, nelle zone di ponte termico, la temperatura della superficie è inferiore a quella degli altri elementi costruttivi e di conseguenza lì si crea la condensa e, a lungo andare, anche antiestetiche macchie di muffa. Inoltre, sui rivestimenti, si verificano fenomeni dovuti alle escursioni termiche come lo sfarinamenti degli intonaci e il loro distacco.

Come attenuare i ponti termici

I ponti termici presenti in un edificio già costruito, non si possono eliminare del tutto. Tuttavia è possibile provvedere ad attenuarli e ridurre di conseguenza il loro effetto deleterio. Per prima cosa è opportuno scegliere un materiale isolante adeguato. Applicando un buon isolamento nei punti strategici, il fenomeno si ridurrà in maniera apprezzabile senza ulteriori interventi. Un’altra soluzione applicabile in edifici già costruiti è quella di dotarli di un isolamento cosiddetto a cappotto. In pratica vengono fissati alle pareti esterne dei pannelli coibentanti per mezzo di appositi tasselli e specifici collanti. Successivamente lo strato di pannelli viene ricoperto con la finitura che si desidera scomparendo di fatto alla vista. In questo modo, le dispersioni provocate dal ponte termico, subiscono una forte attenuazione dall’esterno dell’edificio. È possibile mettere in pratica anche un altro tipo di intervento molto più drastico soprattutto sui caseggiati da ristrutturare. Questo intervento consiste nel demolire la parte che genera il ponte termico e ricostruirla successivamente con criteri diversi e più moderni. Se il ponte termico è causato principalmente dagli infissi, basterà sostituire questi ultimi con serramenti a bassa conducibilità termica e doppi vetri isolanti. La dispersione del calore causata dai ponti termici riduce il confort all’interno di un edificio e causa un dispendio di energia piuttosto importante. Per una buona efficienza energetica è indispensabile correre ai ripari e provvedere tempestivamente a mettere in atto tutti quegli accorgimenti atti a garantire un miglior isolamento.

Domande frequenti

  • Cos'è esattamente un ponte termico e quali sono le cause principali?
    Un ponte termico è una zona specifica dell'involucro edilizio dove il flusso di calore è più intenso rispetto alle aree circostanti, agendo come un punto debole nell'isolamento. Le cause possono essere di due tipi: geometriche, come gli angoli delle pareti o il contatto tra infissi e muri, o costruttive, derivanti dall'uso di materiali eterogenei (es. cemento armato accanto a mattoni). Queste discontinuità permettono al calore di disperdersi rapidamente verso l'esterno, compromettendo l'efficienza energetica dell'edificio.
  • Quali sono i sintomi visibili e i danni causati dai ponti termici?
    I segnali più evidenti sono la formazione di condensa sulle superfici interne, che col tempo evolve in macchie nere di muffa, spesso antipatiche e difficili da rimuovere. Inoltre, le continue escursioni termiche in queste zone indeboliscono i rivestimenti, causando lo sfarinamento degli intonaci e il loro progressivo distacco dalla parete. Oltre ai danni estetici e strutturali, i ponti termici aumentano significativamente i consumi energetici per il riscaldamento e il condizionamento, riducendo il comfort abitativo.
  • È possibile risolvere i ponti termici negli edifici già esistenti?
    Nei vecchi edifici non è possibile eliminare completamente il fenomeno, ma si può attenuare drasticamente attraverso interventi mirati. La soluzione più efficace è l'applicazione dell'isolamento a cappotto, ovvero il fissaggio di pannelli coibentanti sulle facciate esterne, ricoperti poi da una finitura che li nasconde. Altri accorgimenti includono l'installazione di materiali isolanti specifici nei punti critici o, nei casi più gravi, la sostituzione degli infissi con serramenti a bassa conducibilità termica e doppi vetri.
  • Quanto incide un ponte termico sui costi energetici?
    L'impatto sui consumi è notevole: le dispersioni di calore attraverso i ponti termici possono raggiungere fino al 35% del totale energetico disperso dall'edificio. Questo significa che per mantenere una temperatura confortevole interna è necessario bruciare molta più energia, aumentando direttamente le bollette di gas o elettricità. Correggere questi punti deboli è quindi fondamentale non solo per il benessere abitativo, ma anche per migliorare la classe energetica della casa e risparmiare a lungo termine.
  • Come prevenire i ponti termici durante la progettazione di una nuova costruzione?
    La prevenzione inizia in fase progettuale, puntando su un design che minimizzi le discontinuitità geometriche e costruttive. È essenziale utilizzare materiali da costruzione omogenei e ben integrati per evitare salti termici. L'obiettivo è garantire uno scambio di calore controllato tra interno ed esterno, mantenendo costanti temperatura e umidità. Una corretta coibentazione sin dalla costruzione evita la creazione di quei punti freddi che generano condensa e muffa, assicurando fin dall'inizio un alto livello di efficienza energetica e comfort termo-igrometrico.

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