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Calce

Aggiornato il 31 ottobre 20133 capitoli4 domande frequenti
Calce

Tipologie di malta di calce

La malta di calce viene fatta miscelando diversi tipi di leganti come calce, gesso o cemento assieme a sabbia o ghiaia ed impastando il tutto con acqua. Esistono due tipologie di calce ben diverse e sono la calce idraulica e quella idrata. Tutte e due vengono ottenute mediante cottura di pietre ad alto contenuto calcareo e per creare la calce idraulica, le pietre devono contenere anche buoni dosi di argille. Vengono adoperate tutte e due per realizzare intonaci oppure per legare fra di loro i mattoni. Quella idraulica ha il vantaggio di poter essere adoperata anche per gli ambienti esterni mentre l’altra deve necessariamente essere utilizzata in luoghi non sottoposti all’inclemenza degli agenti atmosferici. Gli impasti per esser duraturi e funzionali seguono precise proporzioni. Infatti la malta di calce si ottiene impastando una parte di acqua una di calce e ben tre di sabbia o altro materiale inerte. È possibile classificare la malta di calce a seconda della sua consistenza in specifiche categorie di appartenenza. Ad esempio si definisce malta magra o povera quella che adopera una percentuale di materiale inerte superiore se paragonato alla malta classica con una riduzione di legante. Invece il magrone è la calce che viene adoperata per fare da sottofondo a solide strutture in calcestruzzo ed è fatto da cemento e materiale inerte avente una grana piuttosto consistente. Il magrone non ha alcuna resistenza statica ma viene adoperato semplicemente come riempimento. La malta grassa ha percentuali elevate di legante e all’atto pratico è l’esatto contrario della malta magra.

Malta di calce idrata

La malta di calce idrata conosciuta più notoriamente come calce spenta può essere lavorata con estrema semplicità per eseguire intonaci. A volte viene adoperata anche per legare i mattoni ma solamente in ambienti interni. Sebbene la proporzione dei vari elementi solitamente è di una parte di calce, una di acqua e tre di aggregato, può essere necessario alterare queste dosi nel caso in cui si desideri fare un intonaco. Infatti per gli intonaci molto rustici si usa una parte d’acqua, una e mezzo di aggregati e una di legante mentre per intonaci alti solo pochi millimetri e molto raffinati il rapporto arriva ad essere paritario cioè si miscelano assieme uguali porzioni dei tre elementi. Quando si va a fare materialmente la mescola è sempre meglio aggiungere prima la sabbia e la calce poi solo in una fase successiva si potrà aggiungere poco a poco l’acqua mescolando in continuazione fino a che non si ottiene un impasto morbido ma non eccessivamente fluido. Fino a non molti anni fa la calce veniva spenta in cantiere all’interno di una buca scavata nel terreno mentre attualmente si preferisce acquistarla già pronta all’utilizzo in sacchi di materiale plastico sottoforma di impasto semiliquido. Se la calce viene fatta invecchiare migliora le sue caratteristiche relative alla plasticità, offre una migliore presa e resiste molto meglio all’attacco degli agenti atmosferici. Se alla calce si aggiunge un quantitativo superiore di acqua si ottiene il latte di calce da adoperare per dipingere le pareti proprio come fosse un colore a tempera.

Altre tipologie di malta di calce

In base alle proporzioni adoperate dei vari elementi che compongono la malta di calce si possono ottenere diverse caratteristiche da adoperare per scopi differenti. Ad esempio la malta bastarda viene ottenuta aggiungendo all’impasto base non uno ma bensì due leganti di differente natura. La calce abbinata al cemento riesce a far esaltare al meglio i pregi di entrambi i materiali e viene utilizzata per edificare pareti di mattoni sia all’aperto che in ambienti posizionati al riparo dagli agenti atmosferici e per potare a termine intonaci eseguiti a regola d’arte. La malta di calce bastarda può essere fatta sia adoperando calce idraulica che idrata. La malta di calce idraulica in linea di massima si adopera per costruire muri rigorosamente non portanti collocati in ambienti interni oppure può essere utilizzata per intonaci interni. Rispetto alla malta cosiddetta bastarda è molto più malleabile e si lavora meglio. Con l’asciugatura ritira molto meno ma ha una minore resistenza e consente di eseguire scanalature nelle pareti già asciutte.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra calce idraulica e calce idrata?
    La distinzione fondamentale risiede nella composizione e nell'utilizzo. La calce idraulica contiene argilla e, grazie alla cottura delle pietre calcaree, indurisce anche a contatto con l'acqua; è quindi ideale per esterni e murature esposte agli agenti atmosferici. La calce idrata, nota anche come calce spenta, manca di questa proprietà idraulica e deve essere impiegata esclusivamente in ambienti interni, protetti dall'umidità e dalle intemperie. Entrambe derivano dalla cottura di pietra calcarea, ma la presenza di argille nella prima ne garantisce la resistenza esterna.
  • Come si preparano correttamente le proporzioni per la malta di calce?
    La ricetta standard prevede un impasto composto da una parte di legante (calce), una parte di acqua e tre parti di materiale inerte (sabbia). Tuttavia, le proporzioni variano in base allo scopo: per intonaci rustici si usano 1,5 parti di aggregato e 1 di legante, mentre per finiture raffinate sottili si adottano rapporti paritari (1:1:1). Per la preparazione pratica, è consigliabile mescolare prima sabbia e calce secche, aggiungendo poi l'acqua gradualmente e mescolando fino a ottenere una consistenza morbida ma non fluida, evitando grumi per garantire una presa uniforme.
  • Cos'è la malta bastarda e quando conviene usarla?
    La malta bastarda è una miscela che utilizza due leganti distinti, tipicamente calce e cemento, combinati insieme. Questa combinazione sfrutta i vantaggi di entrambi i materiali: la duttilità della calce e la resistenza meccanica del cemento. Si consiglia per la costruzione di muri in mattoni, sia interni che esterni, e per intonaci di alta qualità. Può essere realizzata sia con calce idraulica che idrata, offrendo un ottimo compromesso tra lavorabilità e solidità strutturale, superiore alla sola calce ma meno rigida del cemento puro.
  • A cosa servono la malta magra, il magrone e la malta grassa?
    Queste varianti si distinguono per il rapporto tra legante e inerte. La malta magra (o povera) ha poca calce e molta sabbia, utile per rivestimenti superficiali. Il magrone è un impasto ricco di aggregati grossolani e cemento, privo di resistenza statica propria, usato principalmente come sottofondo o riempimento per strutture in calcestruzzo. Al contrario, la malta grassa contiene alte percentuali di legante rispetto all'inerte, rendendola estremamente plastica e adatta per applicazioni dove è necessaria elevata lavorabilità e adesione, come in alcune tecniche decorative o di restauro.

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