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Calce viva

Aggiornato il 13 marzo 20143 capitoli5 domande frequenti
Calce viva

Caratteristiche principali

Per produrre calce viva è indispensabile utilizzare il calcare. Il calcare si trova naturalmente all'interno di rocce sedimentarie ricche di carbonato di calcio. Viene estratto in cave apposite, come ad esempio quelle che si trovano sulle Dolomiti. Il materiale, dopo l’estrazione, viene frantumato in maniera grossolana e introdotto in fornaci costruite allo scopo. Il calcare viene portato ad una temperatura che oscilla dagli 800°C fino ad un massimo di 1000°C e, in una decina di ore, avviene la trasformazione del calcare in calce viva. Dopo questa cottura eseguita a temperature assai elevate, il peso del materiale in uscita, è ridotto del 40% rispetto a quello introdotto. La causa di questa importante perdita di peso è da ricercare negli atomi di ossigeno e carbonio che si liberano dal calcare in qualità di anidride carbonica. La calce viva difficilmente viene commercializzata sotto forma di sassi, ma viene preventivamente macinata e insaccata in balle completamente impermeabili per evitare qualsiasi contatto con l’acqua o l’umidità. La calce, per poter essere adoperata in edilizia, deve essere preventivamente spenta. Questo processo consiste nell’idratare con acqua la calce viva. La reazione che avviene è istantanea e molto violenta. Infatti si verifica un elevato sviluppo di calore e la trasformazione chimica dell’ossido in idrossido. Lo spegnimento della calce può essere eseguito per immersione o per aspersione: due maniere completamente diverse. Lo spegnimento per aspersione, viene effettuato solo a livello industriale perché è richiesta una serie di attrezzature dotate di nastri trasportatori mentre lo spegnimento per immersione è più semplice e si effettua gettando la calce viva in una vasca di spegnimento.

Come veniva prodotta in passato la calce viva

La calce viva attualmente in commercio, viene fatta unicamente a livello industriale ma in passato la sua produzione era relegata a piccole realtà rurali. Ad esempio nei Pirenei e nelle zone attigue alle Alpi Apuane la materia prima, ovvero il calcare, era facilmente reperibile e per questa ragione la popolazione della zona produceva quantità di calce viva atte a soddisfare a pieno le esigenze del luogo. I forni della calce venivano scavati in terreni caratterizzati da una buona pendenza in modo tale che non servissero i muri di protezione. Questi forni venivano suddivisi in due parti distinte che consistevano in una parte alta delimitata da una sporgenza e da un focolare collocato in fondo al forno. La finitura del forno era fatta con argilla resistente alle elevate temperature. Il forno veniva caricato con un buon quantitativo di pietre calcaree e, successivamente, ricoperto da persone esperte del mestiere. La parte bassa veniva successivamente riempita di fascine di legni ben essiccati dall’elevato potere calorifico. Durante tre giorni e tre notti il focolaio veniva alimentato in continuazione affinché la temperatura si mantenesse costante attorno ai 1000 gradi centigradi. Il processo della calcinazione fa trasformare il calcare avente formula chimica CaCO3 in calce viva o ossido di calcio che dir si voglia: CaO.

Dove si adopera la calce viva

La calce viva non si adopera in edilizia se prima non viene idrata ma tuttavia trova una vasta gamma di applicazioni in ambiti diversi. Ad esempio, può essere adoperata per ridurre il tasso di acidità delle acque o per la depurazione delle stesse. Infatti la calce viva riesce a trasformare i fosfati e le altre impurità presenti in sostanze non dannose né per l'uomo né per l'ambiente. Si possono utilizzare percentuali di calce viva come candeggiante o sbiancante e per disinfettare gli ambienti di ogni tipo. Se la calce viva viene sparsa su un terreno infestato da malattie fungine o da parassiti di vario tipo, lo purifica alla perfezione rendendolo di nuovo coltivabile. Alcuni agricoltori adoperano la calce viva su larga scala per rendere meno acidi i loro appezzamenti e poter così piantare ortaggi che desiderano un ph tendenzialmente basico. La calce viva può essere acquistata in negozi che vendono articoli per agraria oppure in quelli che propongono alla loro clientela materiali edili.

Domande frequenti

  • Cos'è esattamente la calce viva e qual è la sua composizione chimica?
    La calce viva, nota anche come ossido di calcio (CaO), è un solido bianco, privo di odore, ottenuto dalla cottura del calcare (carbonato di calcio, CaCO3) a temperature comprese tra 800°C e 1000°C. Questo processo, chiamato calcinazione, provoca la liberazione di anidride carbonica, riducendo il peso finale del materiale del 40%. A differenza della calce spenta, quella viva è altamente reattiva e non può essere utilizzata direttamente in edilizia senza un precedente trattamento di idratazione.
  • Come si effettua correttamente lo 'spegnimento' della calce viva?
    Lo spegnimento è il processo di idratazione della calce viva per trasformarla in idrossido di calcio (calce spenta). È una reazione violenta ed esotermica che rilascia molto calore. Esistono due metodi principali: l'immersione, più semplice e manuale, consistente nel versare la calce in una vasca d'acqua; e l'aspersione, tecnica industriale che utilizza nastri trasportatori e nebulizzatori per controllare meglio la reazione. Per uso hobbistico o piccolo cantiere, l'immersione è la via più comune.
  • Quali sono le principali applicazioni della calce viva oltre l'edilizia?
    Oltre all'uso indiretto in edilizia (dopo lo spegnimento), la calce viva ha numerose applicazioni industriali e agricole. Viene impiegata nella depurazione delle acque per neutralizzare l'acidità e rimuovere fosfati e impurità. In agricoltura, serve a correggere il pH dei terreni troppo acidi, rendendoli adatti alla coltivazione di ortaggi che preferiscono un ambiente basico. Inoltre, funge da potente agente sbiancante, disinfettante e per la sanificazione di terreni infestati da funghi o parassiti.
  • È sicuro maneggiare la calce viva e quali precauzioni adottare?
    Il maneggio della calce viva richiede estrema cautela poiché è corrosiva e reagisce violentemente con l'acqua. Durante lo spegnimento, il rilascio di calore può causare ustioni termiche, mentre il contatto diretto con la pelle o gli occhi può provocare gravi irritazioni chimiche. È fondamentale utilizzare dispositivi di protezione individuale (DPI) come guanti resistenti, occhiali protettivi e mascherine per evitare l'inalazione della polvere fine. Va conservata in contenitori impermeabili per impedire il contatto accidentale con l'umidità ambientale.
  • In che cosa differisce la produzione moderna da quella tradizionale della calce viva?
    Storicamente, la calce viva era prodotta in piccoli forni rurali scavati nel terreno, alimentati a legna per giorni consecutivi mantenendo i 1000°C. Oggi la produzione è quasi esclusivamente industriale, effettuata in fornaci specializzate che garantiscono un controllo preciso della temperatura e dei tempi di cottura. Il prodotto finito viene macinato e confezionato in balle impermeabili per preservarne le proprietà chimiche fino all'uso, eliminando la necessità di lavorazioni artigianali diffuse nel passato.

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