illuminazione di emergenza

Tanti modi per illuminare

Esistono tre tipi fondamentali di illuminazione di emergenza:

- Illuminazione di sicurezza per l'esodo

Sono le luci che vengono utilizzate per indicare le vie d'uscita di un edificio in caso di blackout, incendio o altri tipi di incidenti.

Ne sono un esempio le luci nei cinema, centri commerciali e altri luoghi di ritrovo pubblici.

Sono i classici riquadri illuminati di verde, che mostrano il simbolo di un omino che corre verso una porta. La freccia sul riquadro indica sempre dove si trova l'uscita di sicurezza più vicina.

- Illuminazione antipanico

Serve ad evitare il panico e a rassicurare le persone, aiutandole a raggiungere le vie d'esodo. Anche questa è presente nei luoghi pubblici, ed è coordinata alle luci di sicurezza per l'esodo.

Per esempio, in un hotel potrebbero esserci luci antipanico nella sala da pranzo e nelle camere. Grazie ad esse si possono raggiungere i corridoi, dove le luci di sicurezza per l'esodo indicano l'uscita più vicina.

- Illuminazione di sicurezza

Presente solo in aree ad alto rischio, come fabbriche e impianti industriali, serve a illuminare zone pericolose per evitare che le persone ci finiscano dentro accidentalmente.

- Illuminazione di riserva

Sostituisce completamente l'illuminazione ordinaria, permettendo così di continuare le proprie attività anche in caso di interruzione della corrente elettrica. Presente solo in luoghi in cui non è possibile interrompere le operazioni in corso, come le sale operatorie.

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Sicurezza nelle nostre case

Sicurezza Nelle nostre abitazioni, gli impiati di sicurezza non sono obbligatori. Basta un'interruzione di corrente e la nostra casa, che crediamo di conoscere tanto bene, diviene improvvisamente un luogo pieno di insidie.

Ogni anno, migliaia di italiani finiscono in pronto soccorso per via di incidenti domestici. Muoversi al buio, a tentoni, è il modo migliore di finire al pronto soccorso.

Fortunatamente, con pochi spiccioli possiamo crearci il nostro personale "kit anti-buio".

In commercio esistono vari tipi di torce di lampade di emergenza. Sono delle torce che vanno tenute attaccate alla corrente elettrica, e che producono una debole luce che permette di individuarle in caso di blackout. Una volta staccate dall'alimentazione, divengono torce con una normale luminosità. È buona cosa comprare almeno un paio di questi utili strumenti e tenerle in spazi facilmente raggiungibili (sulla cima di un mobile in salotto, ad esempio).

Anche le lucine da notte che si tengono nelle camere per bambini possono darvi utili punti di riferimento in caso di blackout.

L'importante, in ogni caso, è non farsi prendere dal panico. Se la corrente cade state fermi per qualche secondo, cercando di abituare agli occhi all'oscurità, e muovetevi tenendo sempre le braccia di fronte a voi. In mancanza d'altro, potete usare come fonte di luce un cellulare, o un accendino.

Se avete una cantina, è bene munirsi di una luce di emergenza da parete, da apporre sopra la porta di ingresso. È utile anche porre strisce riflettenti sui gradini, per evitare di cadere dalle scale.


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    illuminazione di emergenza: Lavorare sicuri

    Abbiamo visto quanto sia facile attrezzare la propria casa con un sistema di illuminazione di emergenza, ma cosa fare quando si è fuori dalla propria abitazione?

    Secondo le normative europee, in ogni luogo di lavoro dev'esserci un adeguato impianto di illuminazione di emergenza.

    Controllate sempre che nel vostro luogo di lavoro ci siano luci di sicurezza lungo il percorso che porti alle uscite di emergenza, e sopra alle uscite stesse. I punti più pericolosi dell'edificio, come le rampe delle scale, devono essere adeguatamente illuminati. E soprattutto, assicuratevi che l'impianto di illuminazione di emergenza sia sottoposto a manutenzioni periodiche.

    Se pensate che il vostro ambiente di lavoro non sia in regola, è vostro diritto chiedere che il tutto venga messo in regola. Secondo le norme italiane ed europee, ogni lavoratore ha diritto a svolgere la propria mansione in un ambiente sicuro.

    Se il vostro datore di lavoro ignora la cosa, potete benissimo procedere per vie legali. Appellatevi alle norme europee CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) e a quelle UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione).

    La vostra sicurezza viene prima di tutto.



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