vetro di murano

Vetro

Il vetro di murano

Vasi dalle sfumature incredibili, calici che rivelano nella forma e nella sinuosità una grande maestria, lampadari che sono vere e proprie opere d’arte, monili che da secoli adornano la figura femminile: questi e molto altro sono l’ineguagliabile risultato dell’arte della lavorazione del vetro da parte dei mastri vetrai di Murano, l’isola a nord est di Venezia sulla quale fin dal 1292 mettono a buon frutto i segreti che si tramandano orgogliosamente di generazione in generazione.

di Redazione

10 ottobre 2013

Da Venezia a Murano

Fu infatti in questo periodo che un decreto della Serenissima Repubblica di Venezia stabilì che, a causa dei numerosi incendi che si verificavano durante la lavorazione (favoriti dal fatto che a quel tempo i forni erano in legno), tutte le fabbriche del vetro si trasferissero da Venezia a Murano. Qui, dunque, si concentrarono gli abilissimi artigiani dell’epoca, ai quali fu posto il divieto assoluto di espatriare - pena severissime multe e non solo - onde evitare il sorgere di centri concorrenti con la produzione di Murano. E su quest’isola suggestiva, a otto secoli di distanza, i mastri vetrai continuano a sfornare capolavori di grandissimo valore, secondo i dettami delle antiche tecniche.

Il vetro soffiato

Le tecniche adottate sono diverse secondo le tipologie di vetro differenti: il vetro soffiato, il vetro Murrina, il vetro in piastra, il vetro a lume. Non v’è dubbio che la soffiatura sia la tecnica che ha reso Murano celebre in tutto il mondo. Il vetro, in questo caso, è modellato tramite il calore e, grazie all’utilizzo di filigrane, si ottengono quegli inimitabili merletti fatti per l’appunto in vetro. E’ un’esperienza affascinante rimirare un mastro vetraio all’opera mentre "inforna" una canna estraendo dopo poco una massa incandescente, che imprigiona lo sguardo. L’esperto artigiano sembra a quel punto un infallibile giocoliere: con agilità ruota la levata, ossia la massa di vetro fuso, sopra ad un tavolo dove assume l’aspetto di un cilindro. Ed è ora che emana quel soffio attraverso una bacchetta cava che fa "lievitare la massa". Quindi, con rapide mosse e con l’ausilio di pinze, forbici ed altri attrezzi, nonché dopo aver" infornato" più e più volte il vetro in modo da non perderne la malleabilità, il mastro vetraio di volta in volta dona alla massa senza forma la possibilità di assumere, come in una magia, le sembianze di splendidi animali, di ammiccanti pagliacci, di eterei fiori e di quanto la più fervida fantasia possa immaginare...

Le altre tecniche

Nonostante il grande lavoro che comporta la soffiatura del vetro, tra tutte le tecniche, ancor più laboriosa, invece, è quella del vetro Murrina. Canne di vetro colorato vengono tagliate a pezzetti i quali, in seguito, vengono disposti manualmente uno per volta all'interno di forme, in maniera tale da ottenere effetti visivi disparati. Di notte, queste composizioni riposano nella fornace, affinchè il vetro solidificandosi in un unico pezzo possa diventare pronto per la successiva lavorazione. Se invece vogliamo parlare delle tecnica più antica, l’onore spetta alla secolare lavorazione del vetro a lume. Avvalendosi di una fiamma a gas atta a toccare temperature molto elevate, il mastro vetraio fonde ed unisce tipi di vetro differenti con foglie d’oro e d’argento, ottenendo in tal modo forme e colori semplicemente meravigliosi. Al contrario la tecnica più recente risulta essere la lavorazione del vetro in piastra. Ecco in sintesi come si procede: foglie argento e oro, pezzi di Murrina ed altri oggetti sono collocati sopra ad una lastra di vetro, seguendo andamenti sempre diversi al fine di creare effetti altrettanto diversi. Una volta completato il disegno, su di esso viene appoggiata un'altra lastra di vetro, ed il tutto va in forno per una notte. Il pezzo che ne esce all’indomani può quindi essere tagliato per fare da ornamento ad altri oggetti.

Tutti i pregi di una creazione in vetro di Murano

Un manufatto in vetro di Murano racchiude un pezzetto di storia e custodisce segreti, quelli tramandati di padre in figlio. Oggi persino i più acclamati designer si pregiano di firmare le creazioni nate sull’isola veneziana, probabilmente anche perché Murano essa stessa rappresenta una scuola di design sempre all’avanguardia. Le creazioni fatte ad opera dei mastri vetrai di Murano hanno pure il pregio di rivalutarsi nel tempo, perché sono l’espressione di un’arte senza tempo. Non a caso sono custodite non soltanto in prestigiose collezioni private, ma anche nei più celebri musei del mondo.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra il vetro soffiato e il vetro Murrina?
    La tecnica del vetro soffiato consiste nel modellare una massa di vetro incandescente estratta dalla fornace utilizzando una canna cava; l'artigiano ruota la leva e insuffla aria per dare volume alla forma, creando spesso decorazioni a filigrana. Il vetro Murrina, invece, è una tecnica più complessa e laboriosa: si preparano canne di vetro colorato che vengono tagliate a piccoli pezzi (biscotti), disposti manualmente all'interno di stampi per formare motivi geometrici o figurativi, e poi cotte insieme fino a solidificare in un unico blocco prima di essere lavorate ulteriormente.
  • Cosa distingue il vetro a lume dalle altre tecniche di lavorazione?
    Il vetro a lume è considerata la tecnica più antica e si differenzia dalle altre per l'assenza di grandi fornaci industriali. Il maestro vetraio utilizza una singola fiamma a gas ad alta temperatura per fondere direttamente sottili baguette di vetro, aggiungendo occasionalmente foglia d'oro o argento. Questa tecnica permette di realizzare oggetti piccoli, dettagliati e delicati, come perline, piccole sculture o componenti per gioielli, sfruttando la precisione manuale piuttosto che la manipolazione di grandi masse di vetro fuso.
  • Come funziona la lavorazione del vetro in piastra?
    Questa tecnica moderna prevede la creazione di lastre decorative stratificate. Si inizia posizionando elementi decorativi, come foglie d'argento, d'oro, frammenti di Murrina o altri inserti, su una lastra base di vetro. Una volta completato il disegno desiderato, si copre il tutto con una seconda lastra di vetro. L'intero assemblaggio viene poi inserito in forno per una notte intera: il calore fusionerà gli strati in un unico pezzo solido e resistente, che potrà successivamente essere tagliato e utilizzato come rivestimento ornamentale per mobili, pareti o altri oggetti d'arredo.
  • Perché le fabbriche di vetro furono spostate da Venezia a Murano nel 1292?
    Lo spostamento fu imposto dalla Serenissima Repubblica di Venezia principalmente per motivi di sicurezza pubblica. A quei tempi, i forni per la fusione del vetro erano costruiti in legno e generavano numerosi incendi pericolosi nelle densely popolate zone urbane di Venezia. Per proteggere la città dai rischi di incendio, un decreto obbligò il trasferimento di tutte le vetrerie sull'isola di Murano. Inoltre, questa misura serviva a proteggere il segreto industriale: agli artigiani fu vietato lasciare l'isola sotto pena di severe sanzioni, evitando così che la concorrenza potesse nascere altrove.
  • I manufatti in vetro di Murano mantengono o aumentano il loro valore nel tempo?
    Sì, i manufatti autentici in vetro di Murano tendono a rivalutarsi notevolmente nel tempo. Essendo considerati opere d'arte e non semplici oggetti di consumo, custodiscono un patrimonio storico e tecnico tramandato di generazione in generazione. La loro unicità, legata alle tecniche artigianali antiche e alla firma di noti designer contemporanei, li rende beni di lusso ricercati da collezionisti privati e istituzioni museali. Questo status di 'arte senza tempo' garantisce loro una stabilità e una crescita del valore economico ben superiore a quella degli oggetti prodotti industrialmente.