Saldatore a stagno

Gli utensili per la saldatura a stagno

Il saldatore elettrico a stilo, o a penna, è un utensile, alimentato elettricamente, costituito da un manico isolante, una resistenza elettrica, un gambo metallico e una punta in rame, o in lega di altri metalli, che trasmette il calore; nei modelli più sofisticati, un termostato consente di regolare e mantenere costante la temperatura ottimale (circa 400° C).

Nel saldatore elettrico istantaneo,o a trasformatore, che per la sua forma caratteristica è detto anche saldatore a pistola, invece, un filo di nichelcromo piegato a V è collegato all'estremità di un trasformatore, contenuto nell'impugnatura e azionato da un interruttore, che consente all'utensile di raggiungere in pochi secondi la temperatura di fusione.

I saldatori elettrici sono utensili piccoli, pratici ed economici, che si trovano facilmente, insieme al loro corredo di accessori, nei negozi di ferramenta o nei centri commerciali, tra gli articoli per il bricolage.

Un saldatore a stilo, ora disponibile anche in una versione a batterie ricaricabili, ha un costo che va dai 5 ai 15 euro circa per i modelli più semplici e da 70 a 100 euro e oltre per quelli dotati di stazione di alimentazione con termostato.

Il prezzo di un saldatore a pistola, con punte di ricambio e sistema di avanzamento automatico del filo di stagno, è compreso tra i 20 e i 40 euro.

Scegliere un utensile di buona qualità, oltre a garantire la nostra sicurezza e la riuscita del nostro lavoro, ci renderà più facile l'acquisto di ricambi ed eventuali accessori.

Saldatore a stagno

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I materiali necessari per la saldatura

saldaturaPrima di iniziare ad operare la saldatura, prepariamo il banco di lavoro e assicuriamoci di avere a portata di mano tutto l'occorrente:

- il saldatore e l'apposito sostegno;

- il materiale d'apporto, cioè le barrette o il filo di stagno;

- una pasta antiossidante;

- una bobina di filo dissaldante;

- una sostanza disossidante e della carta abrasiva;

- una spugnetta o un panno di cotone;

- acqua distillata;

- una lima e una spazzola d'acciaio;

- pinze, guanti e occhiali protettivi.

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    Saldatore a stagno: Le fasi della saldatura

    La saldatura a stagno è un'operazione tanto semplice quanto delicata, soprattutto se stiamo operando su apparecchiature elettroniche, che si svolge in poche fasi ma richiede accuratezza, precisione e una buona manualità. Vediamo cosa c'è da fare e come si fa:

    la pulizia e la stagnatura della punta in rame: ogni volta che ci apprestiamo ad usare il saldatore a stagno, dobbiamo eseguire un'accurata pulizia della punta in rame, limandola e spazzolandola delicatamente, per liberarla dai residui di metalli ossidati e polveri e, se occorre, piegandola per riportarla al giusto profilo facendo attenzione a non romperla.

    A questo punto, accendiamo il saldatore e, quando è giunto a temperatura, passiamo la punta su una spugnetta umida, la bagniamo fondendo una piccola quantità di stagno e la strofiniamo di nuovo sulla superficie umida;

    - la stagnatura della punta in lega metallica: in questo caso la pulizia si effettua a saldatore caldo, semplicemente passando sulla punta una spugna imbevuta di acqua distillata;

    - la preparazione delle parti metalliche da saldare: prima di procedere alla saldatura, è necessario eliminare ogni traccia di ossidazione e le eventuali asperità delle superfici da unire, trattandole con un prodotto disossidante e la carta abrasiva.

    Quando la base è pulita, stendiamo un poco di pasta antiossidante e procediamo con la saldatura;

    - la saldatura a stagno: quando il saldatore a stagno è ben caldo, con una mano lo appoggiamo leggermente sulla superficie da saldare e con l'altra mano accostiamo il filo o la barretta di stagno alla punta del saldatore, aspettiamo che il metallo inizi a fondere e lo facciamo aderire alle parti da saldare.

    Se si tratta di piccoli punti di saldatura, facciamo cadere poche gocce di stagno, altrimenti, se dobbiamo tracciare una linea, facciamo scorrere appaiati il saldatore e lo stagno;

    - le correzioni e le dissaldature: in caso di errori o di saldature mal fatte, è bene procedere subito alla correzione della giuntura sbagliata, accostando la punta del saldatore allo stagno appena solidificato in modo da fonderlo nuovamente e apportare le necessarie modifiche alla saldatura, aggiungendo, se necessario, altro metallo d'apporto.

    In qualche circostanza è più utile operare una dissaldatura, scaldando contemporaneamente lo stagno applicato e la trecciola dissaldante, che attira lo stagno permettendone la rimozione, e poi ripetere daccapo il processo di saldatura.



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