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Riscaldamento a parete

Aggiornato il 28 febbraio 20143 capitoli5 domande frequenti
Riscaldamento a parete

Riscaldamento a parete: il sistema

Questo sistema di propagazione del calore in un ambiente domestico o in un ufficio, è una valida alternativa ai radiatori o alla posa di tubature sotto le pavimentazioni. La tipologia d'impianto consiste nella posa di tubazioni di rame, in cui far circolare l'acqua alimentata da una normale caldaia a gas. Oggi, tuttavia ci sono dei pannelli con delle strutture incorporate che irradiano il calore su tutto il perimetro della parete, aumentandone la capacità di riscaldamento. In quest'ultimo caso, la posa avviene all'esterno della muratura, per poi essere ricoperta con intonaci o pannelli in cartongesso. L'impianto, in genere va fatto sotto traccia per cui schema alla mano, è sufficiente utilizzare un martello pneumatico con punta specifica, ed installare comodamente i tubi a forma tipica di serpentina. Il vantaggio di questo tipo di impianto è quello di non dover necessariamente rimuovere la pavimentazione e quindi, si presta in modo particolare per interni senza grossi interventi sulle opere murarie. L'applicazione inoltre, può essere anche eseguita all'esterno della parete, creando un'intelaiatura di sostegno per i pannelli ricoprenti, della misura sufficiente per occultare le tubazioni.

Riscaldamento a parete: la posa

Quando si decide di installare questo tipo di riscaldamento a parete, è importante assicurarsi che lo spessore delle mura, sia abbastanza ampio in quanto il calore, potrebbe disperdersi verso l'esterno. Ove ciò non fosse possibile, è fondamentale apporre sulla parete dei pannelli isolanti, in modo da realizzare il cosiddetto "cappotto termico". Con quest'accorgimento, le tubazioni possono essere posate al di sopra della coinbendatura, e occultate con i vari sistemi di copertura disponibili (legno, cartongesso o intonaci). Il tipo di impianto per poter irradiare il calore in tutta la stanza, va fatto subito dopo i battiscopa, e sono sufficienti serpentine a due o tre diramazioni per sviluppare in altezza il calore, consentendogli di raggiungere e superare i due metri. Un risparmio di materiali di copertura, può essere quello di non intaccare in alcun modo le pareti della stanza, bensì di rimuovere soltanto i battiscopa e incanalarvi la serpentina fatta con tubi di rame, per poi rivestirla nuovamente con i medesimi. Per ambienti particolarmente alti o stanze che hanno dei soppalchi (quasi il doppio della quadratura), la serpentina per la propagazione del calore con acqua calda, deve necessariamente essere posata con un maggior numero di elementi.In questo modo, è possibile raddoppiare l'intensità di calore, propagandolo oltre la pavimentazione del soppalco sovrastante. Questo tipo di lavoro, non richiede necessariamente interventi di tecnici specializzati, almeno per quanto riguarda la posa e la finitura delle condotte; tuttavia, l'intervento di un idraulico esperto in caldaie da riscaldamento, è consigliabile ai fini della sicurezza.

Riscaldamento a parete: le finiture e i materiali

Per ottimizzare l'impianto di riscaldamento a parete anche in fase di finitura, è importante la posa di materiali che amplificano l'irradiazione del calore, propagandolo per l'intero ambiente e far rimanere costante la temperatura, anche quando la caldaia viene spenta. Si tratta in sostanza di utilizzare materiali di rivestimento, che assorbono calore e lo distribuiscono equamente in tutto l'ambiente, con riduzione di combustibile e il conseguente risparmio energetico. Anche in questo caso quindi, la coinbendatura interna delle pareti, è importante per ottimizzare calore e risparmio. In un ambiente di diversi metri quadri, la posa, la finitura e i materiali di rivestimento vanno adeguati proporzionalmente all'aumentare della quadratura di una stanza. Infine, una nota aggiuntiva va citata a riguardo del fai da te; infatti, per realizzare un impianto di ottima fattura e senza rischi di errori, occorrono delle attrezzature specifiche, disponibili anche per piccoli lavori, come ad esempio una curvatrice (per creare le curve necessarie), una sega circolare (per il taglio netto dei tubi) e un saldatore a gas (per la giuntura). In questo modo, il riscaldamento a parete risulta definitivo, efficace e soprattutto sicuro. Un sistema di posa molto più veloce e pratico, quindi maggiormente indicato per il fai da te, è tuttavia l'utilizzo di tubazioni in pvc che possono essere lavorate in modo semplice, con curve già preimpostate e un sistema di ancoraggio tra loro, che avviene ad incastro con una piccola quantità di collante.

Domande frequenti

  • Posso installare il riscaldamento a parete da solo o devo obbligatoriamente chiamare un professionista?
    La posa fisica delle tubazioni e delle finiture è un'operazione fattibile nel fai-da-te, purché si disponga degli attrezzi corretti come curvatrici, seghe circolari e saldatori per il rame, oppure si opti per tubi in PVC con giunzioni a incastro. Tuttavia, il collegamento dell'impianto alla caldaia e la messa in funzione richiedono assolutamente l'intervento di un idraulico qualificato. Questa figura garantisce la conformità normativa, la sicurezza degli impianti e la corretta pressione dell'acqua. Inoltre, un tecnico esperto può valutare se lo spessore dei muri è idoneo o se è necessario aggiungere isolamento termico per evitare dispersioni di calore verso l'esterno.
  • Qual è la differenza tra usare tubi di rame e tubi in PVC per il riscaldamento a parete?
    I tubi di rame offrono una maggiore durata e resistenza alle alte temperature, tipici dei sistemi tradizionali, ma richiedono strumenti specifici per la curvatura e la saldatura, rendendo l'installazione più complessa. I tubi in PVC, invece, rappresentano una soluzione più pratica e rapida per il fai-da-te: sono leggeri, si lavorano facilmente e spesso prevedono sistemi di ancoraggio a incastro con minimo uso di collante. Sebbene il rame abbia prestazioni termiche superiori, il PVC permette una realizzazione più economica e meno invasiva, ideale per chi cerca una soluzione DIY senza macchinari professionali pesanti.
  • È necessario fare buchi nelle pareti o si può installare senza danneggiare l'intonaco?
    Esistono due modalità principali. La prima, più invasiva, prevede la posa 'sottotraccia', dove si praticano scanalature nelle pareti con un martello pneumatico per nascondere le tubazioni a serpentina. La seconda opzione, meno distruttiva, consiste nell'installare i pannelli riscaldanti o le tubazioni sull'esterno della muratura. In questo caso, si rimuovono solo i battiscopa, si inserisce la serpentina nello spazio liberato e si reinstallano i battiscopa, oppure si crea una controstruttura in legno o cartongesso che copre le tubazioni. Quest'ultima soluzione è preferibile se non si vogliono intaccare le opere murarie esistenti.
  • Come posso evitare che il calore si disperda verso l'esterno attraverso i muri?
    La dispersione termica è un rischio concreto se i muri sono sottili o mal coibentati. Per contrastarla, è fondamentale applicare pannelli isolanti sulla parete prima di posare le tubazioni, realizzando di fatto un 'cappotto termico' interno. Questo strato di isolamento impedisce al calore di attraversare la muratura e uscire all'esterno, dirigendolo invece verso l'ambiente interno. Senza questa precauzione, l'efficienza del sistema crollerebbe, aumentando i consumi della caldaia. Valutare lo spessore e l'isolamento della parete è quindi il primo passo critico prima di qualsiasi installazione.
  • Quante serpentine devo installare per scaldare bene una stanza alta o con soppalco?
    Il numero di diramazioni della serpentina dipende dalla volumetria dell'ambiente. Per stanze standard, due o tre diramazioni verticali sono solitamente sufficienti per irradiare calore fino a superare i due metri di altezza. Tuttavia, in presenza di soffitti molto alti o soppalchi, la superficie da riscaldare aumenta notevolmente. In questi casi, è necessario aumentare il numero di elementi della serpentina per raddoppiare l'intensità del calore e garantire che il calore raggiunga anche le zone superiori o il pavimento del soppalco. Adattare la lunghezza e il numero di giri alle dimensioni reali della stanza è essenziale per il comfort termico.

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