cantina

Costruire una casa

Locale cantina

Immancabile il locale cantina che può, in molti casi, vivere di vita propria e godere di apposite normative per un corretto utilizzo.

di Redazione

02 novembre 2015

La cantina

La cantina è un locale completamente autonomo rispetto all'unità immobiliare principale in cui si trova. La funzione principale delle cantine è quella di fungere da deposito. Si trovano, per questo motivo, per oltre il 95% di casi, nei piani seminterrati degli immobili. Come i magazzini, anche le cantine, nel Nuovo Catasto Edilizio Urbano, appartengono alla categoria C/2. Le cantine possono essere di due differenti tipologie. Vi sono, infatti, le cantine di pertinenza e vi sono, poi, quelle definite come autonome. Quale differenza sostanziale separa la prima tipologia dalla seconda? Fermo restando che entrambe mantengono la medesima funzione di deposito, una cantina si definisce di pertinenza quando compone un tutt'uno insieme all'unita immobiliare principale a cui, di base, appartiene. Viene, invece, definita come autonoma nel momento in cui cade questa peculiarità e, quindi, la cantina può essere considerata un'unita a sè stante, in grado, quindi, di essere gestita in maniera indipendente dall'appartamento (o abitazione) a cui fa capo.

Le cantine di pertinenza

Le cantine di pertinenza, così come tutto quello che le riguarda, sono regolamentate dall'articolo 818 del Codice Civile. In particolare, si dispone che nel caso di vendita dell'immobile con cantina di pertinenza, questa vada venduta assieme all'unità principale salvo che non venga deciso diversamente. Tale decisione spetta al proprietario. Quando le case sono singole, un proprietario che pone in vendita la sua abitazione può decidere se vendere entrambe le unità o se tenerne una e riservarsi la vendita per un secondo momento. Se non si dispone nulla, la cantina di pertinenza va venduta insieme alla casa in questione. Un po' differente la situazione per chi è proprietario di un appartamento in condominio dotato di cantina di pertinenza. Tale caratteristica, infatti, permane spesso solo nel primo acquisto dell'appartamento ma va a perdersi per quanto riguarda i successivi trasferimenti di proprietà. Importante, quindi, far riferimento alla normativa vigente ed informarsi sempre prima dell'acquisto sulla presenza di un'eventuale cantina di pertinenza e sulle condizioni di vendita.

Una cantina per tutti i condomini

E se, all'interno di un condominio, vi è una cantina per tutti i condomini, che cosa accade? In questo caso, il diritto di utilizzare la cantina è riservato, in ugual misura, ad ogni singolo condomino in qualità di proprietario (in base alle quote stabilite durante l'assemblea). Ovviamente ciascuno deve farne esclusivamente un uso corretto e non deve recare in alcun modo disturbo agli altri condomini. E' proprio questo che afferma l'articolo numero 1102 del Codice Civile che regolamenta la questione. L'uso a cui destinare la cantina condominiale viene stabilito dall'assemblea, con un'apposita delibera di cui tutti i condomini dovranno essere perfettamente a conoscenza. Se la maggioranza è daccordo, si può affittare la cantina condominiale. Per i contratti di durata superiore ai 9 anni, però, sarà necessario che tutti i condomini esprimano parere favorevole. Non sarà, quindi, sufficiente la maggioranza, seppure ampia, date le peculiari caratteristiche di questi contratti di locazione.

Una tavernetta personalizzata

Quello di poter creare una tavernetta personalizzata all'interno della propria cantina è il sogno di molti. Dato per scontato che tale operazione è possibile solo quando si sia difronte ad una cantina di pertinenza, per trasformare la cantina in una tavernetta ed essere in regola con la normativa vigente è necessario richiedere ed ottenere un'apposita autorizzazione di tipo amministrativo. A questo punto sarà direttamente il personale addetto, a seguito di un sopralluogo, a verificare la fattibilità dell'opera e le condizioni della stessa, che possono essere variabili da caso a caso. Si verrà, quindi, indirizzati verso la richiesta del Permesso di Costruire in alcuni casi mentre il più delle volte sarà sufficiente una semplicissima DIA, ovvero una denuncia di inizio attività. In questo caso sarà tutto molto più velocizzato perché è una semplice autocertificazione del proprietario e non richiede il medesimo iter che, invece, è tenuto a perseguire chi ha necessità del Permesso di Costruire.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza tra una cantina di pertinenza e una autonoma?
    La distinzione fondamentale risiede nella gestione catastale e legale. Una cantina di pertinenza è un accessorio dell'abitazione principale e, salvo accordi diversi, segue lo stesso proprietario; in caso di vendita della casa, la cantina viene ceduta automaticamente. Al contrario, una cantina autonoma costituisce un'unità immobiliare a sé stante (categoria C/2), indipendente dall'alloggio sovrastante. Questo significa che può avere una sua storia catastale distinta, essere venduta separatamente dall'appartamento e gestire diritti di proprietà indipendenti, offrendo maggiore flessibilità ma richiedendo verifiche attente in fase di acquisto.
  • Come funziona la vendita della cantina in un condominio?
    In ambito condominiale, la situazione varia. Spesso la cantina è assegnata in uso esclusivo a un unico appartamento al momento della costruzione, ma questa pertinenza potrebbe non essere vincolante per i futuri acquirenti se non espressamente riportata negli atti notarili. È cruciale verificare se la cantina è effettivamente parte integrante dell'unità immobiliare o se è un bene comune. Inoltre, esistono cantine comuni destinate a tutti i condòmini: in quel caso, l'uso è regolato dall'art. 1102 del Codice Civile e le decisioni sull'utilizzo (inclusa la possibilità di affittarla) spettano all'assemblea, con regole specifiche per contratti lunghi.
  • Posso usare la mia cantina condominiale comune per riporre oggetti personali?
    No, non puoi appropriartene in via esclusiva. Se la cantina è un bene comune, il suo utilizzo è regolato dall'articolo 1102 del Codice Civile, che impone a ciascun condomino di servirsi della cosa comune senza alterarne la destinazione e senza impedire agli altri di farne eguale uso. Devi rispettare le eventuali delibere assembleari che ne disciplinano l'uso. Qualsiasi tentativo di monopolizzare lo spazio o disturbare gli altri condòmini è illegittimo. L'assemblea può decidere di affittare la cantina, ma per contratti superiori a nove anni serve l'unanimità dei voti.
  • È possibile trasformare la cantina in una taverna o soggiorno?
    Sì, è possibile, ma solo se si tratta di una cantina di pertinenza e si ottengono le dovute autorizzazioni. Non basta la volontà del proprietario: bisogna presentare pratica edilizia al Comune. Nella maggior parte dei casi, basterà una DIA (Denuncia di Inizio Attività), che è una procedura semplificata basata sull'autocertificazione. Tuttavia, a seconda dello stato dei locali e delle norme urbanistiche locali, l'Ufficio Tecnico potrebbe richiedere un vero e proprio Permesso di Costruire dopo un sopralluogo per verificare sicurezza, aerazione e requisiti igienico-sanici. Senza queste pratiche, la trasformazione è abusiva.
  • Che categoria catastale hanno le cantine?
    Nel Nuovo Catasto Edilizio Urbano, le cantine vengono classificate nella categoria C/2. Questa categoria identifica i depositi e le cantine, intesi come locali destinati allo stoccaggio di beni, generalmente situati nei piani seminterrati o interrati degli edifici. La classificazione in C/2 conferma la natura accessoria o autonoma del locale come spazio di deposito, distinguendolo dagli spazi abitativi (A) o commerciali (C/1). Questa categorizzazione è essenziale per determinare il valore catastale e le imposte correlate, nonché per definire i diritti di proprietà e le modalità di trasferimento immobiliare.