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Case a corte

Aggiornato il 30 gennaio 20143 capitoli5 domande frequenti
Case a corte

Nascita ed evoluzione

Le case a corte, dette anche a patio, rappresentano uno dei primi tipi di edilizia di cui si è a conoscenza. Si tratta di alloggi di tipo mono o bifamiliare che storicamente nascono dall'esigenza dell'uomo di avere un proprio rifugio che non fosse più isolato, ma situato all'interno di una realtà urbana e, allo stesso tempo, dotato delle giuste caratteristiche atte a garantire protezione fisica e privacy. Il vero antenato delle case a corte si identifica con le domus romane. Il nucleo di queste abitazioni era costituito da un atrio centrale, il peristilium, una vera e propria corte colonnata, nel cui spazio venivano disposte statue, fontane e aree verdi. Dall'epoca romana ad oggi, il tipo di costruzione si è modificata aggiungendo caratteristiche ed evolvendosi in modi diversi: dagli sfarzosi patii delle abitazioni arabe, alle corti italiane rinascimentali, fino alle case a corte che possiamo trovare in Europa settentrionale. Una delle particolarità di questo tipo di abitazione è quella di avere caratteristiche di introversione, ovvero, come già accadeva in epoca romana, la tendenza allo sviluppo degli ambienti attorno alla parte centrale e la presenza di poche aperture all'esterno.

Caratteristiche

Oggi come nell'antichità, le case a corte hanno generalmente una pianta regolare racchiusa su quattro lati, a formare uno spazio centrale aperto che solitamente viene adibito a zona giardino, oppure a cortile lastricato. Intorno agli anni venti, l'evoluzione di questa tipologia di abitazione ha portato all'abbandono della forma rigida della pianta, andando verso la realizzazione di nuclei abitativi, isolati veri e propri formati da case a corte oppure a C o a L, affiancate le une alle altre, quindi sempre chiuse sui quattro lati. Tale affiancamento è reso possibile grazie alla caratteristica di queste abitazione di avere pochissime aperture sui lati minori, con l'ingresso della luce proveniente dalle vetrate che si affacciano sulla corte. Questo tipo di struttura si presenta come se fosse un microcosmo nella città.

Alcuni esempi

Uno dei grandi teorici delle case a corte in versione moderna è stato "Mies Van der Rohe" che progettò un particolare agglomerato di abitazioni associate, al fine di creare uno spazio raccolto e intimo. In Italia, questo tipo di costruzione fu molto studiata da Pagano, ma chi la applicò veramente fu l'architetto razionalista Adalberto Libera, nel 1952 nel quartiere Tuscolano, creando una corte formata da edifici ad L, corredata da aree di riposo e sosta allo scopo di favorire la socializzazione tra gli abitanti del quartiere. In Italia è il primo esempio di casa a patio su larga scala, che soddisfa al meglio le esigenze abitative cittadine, in particolar modo quelle relative alla cosiddetta Edilizia Popolare. Rem Koolhaas è invece un architetto di livello nazionale che ci porta direttamente in Giappone e che nel 1991, assieme ad altri quattro architetti, venne invitato a progettare case individuali per il distretto Kashi di Fukuoka, dalla "Next World Housing". Il progetto è l'esempio perfetto per sintetizzare al meglio le caratteristiche finora descritte, come l'architetto stesso dichiara, l'idea nasce dall'analisi delle domus romane e dagli studi effettuati da "Mies Van Der Rohe". Il risultato di questo lavoro è un insieme di ventiquattro alloggi singoli, incorporati in due blocchi, all'interno dei quali prendono forma le corti, da cui gli alloggi prendono luce ed aria. Nella costruzione non vengono dimenticate le caratteristiche distintive dell'architettura giapponese: un elevato grado di privacy e un ampio uso delle partizioni verticali. Al giorno d'oggi le case a corte difficilmente sono adoperate nella realizzazione di isolati, per i quali viene piuttosto adoperata la conformazione a schiera, ma vengono piuttosto scelte per edilizia di tipo privato. La casa del "Gruppo Foresta a Lecce" è un ottimo esempio di abitazione con patio interno in stile contemporaneo. Sono in effetti tre diverse abitazioni per le quali la zona giorno si affaccia sul patio che si trova ad un livello inferiore rispetto all'ingresso e alla strada. Questo progetto permette di apprezzare al meglio l'evoluzione delle case a corte, con la loro tendenza a chiudersi sviluppandosi attorno ad uno spazio riservato, ma dialogando contemporaneamente con l'esterno attraverso le aperture poste sulla facciata.

Domande frequenti

  • Quali sono i principali vantaggi abitativi di una casa a corte?
    La casa a corte offre numerosi benefici legati al comfort e alla privacy. Grazie alla sua struttura introvertita, con poche aperture verso l'esterno, garantisce un isolamento acustico superiore rispetto alle abitazioni tradizionali, proteggendo dal rumore urbano. Inoltre, il cortile interno funge da microclima naturale, regolando temperatura e umidità, e fornisce uno spazio esterno privato accessibile direttamente dai locali interni. Questa configurazione favorisce anche la sicurezza, poiché lo spazio comune è visibile e controllabile dagli abitanti, creando un ambiente sicuro per bambini e animali domestici.
  • Come funziona l'illuminazione naturale nelle case a corte?
    L'illuminazione nelle case a corte dipende interamente dalle vetrate e dalle aperture che si affacciano sul cortile centrale. Poiché i lati esterni sono spesso chiusi o presentano finestre minime, la luce solare entra prevalentemente dall'alto o frontalmente verso il patio. Per ottimizzare questo aspetto, è fondamentale progettare altezze e profondità degli edifici in modo che il sole possa penetrare negli spazi interni durante le ore centrali della giornata. L'uso di lucernari o vetrate a tutta altezza rivolte verso la corte può massimizzare l'apporto luminoso, riducendo la necessità di illuminazione artificiale durante il giorno.
  • È possibile ristrutturare un appartamento esistente trasformandolo in una casa a corte?
    Trasformare un appartamento standard in una vera casa a corte è strutturalmente complesso e spesso non fattibile senza interventi radicali sull'involucro edilizio, poiché richiede la creazione di un vuoto centrale o di un cortile interno che prima non esisteva. Tuttavia, si possono adottare soluzioni ispirate a questo stile: ad esempio, riorganizzando gli spazi interni attorno a un nucleo centrale aperto, utilizzando partizioni leggere o vetrate interne per simulare la relazione visiva con un punto focale. In alternativa, si può creare un piccolo patio interno o un cortile virtuale attraverso l'uso di materiali naturali e arredi che richiamino l'atmosfera di raccoglimento tipica delle domus storiche.
  • Quali sono le sfide climatiche legate alla gestione del cortile interno?
    Il principale rischio delle case a corte riguarda il drenaggio delle acque piovane e la ventilazione. Essendo uno spazio racchiuso, il cortile deve essere progettato con una pendenza accurata verso scarichi specifici per evitare ristagni d'acqua che potrebbero danneggiare le fondamenta o creare muffe. Inoltre, la mancanza di correnti d'aria laterali può causare accumulo di calore estivo o umidità invernale. È essenziale prevedere sistemi di ventilazione meccanica o aperture strategiche che permettano il ricambio d'aria, sfruttando l'effetto camino per espellere l'aria calda e far entrare aria fresca, mantenendo così un ambiente salubre.
  • In che modo l'architettura bioclimatica si integra con le case a corte?
    L'architettura bioclimatica potenzia notevolmente le case a corte sfruttando la massa termica delle pareti e la vegetazione del cortile. Durante l'estate, le piante nel patio creano ombra e rinfrescano l'aria tramite traspirazione, mentre le spesse murature assorbono il calore di giorno per rilasciarlo lentamente di notte. In inverno, il cortile agisce come serra, catturando il calore solare che viene poi distribuito ai locali circostanti. L'orientamento degli edifici è cruciale: posizionare le aperture principali a sud massimizza il guadagno termico passivo, riducendo drasticamente i consumi energetici per riscaldamento e raffrescamento.

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