Definizione e caratteristiche della Bioarchitettura
Secondo l'INBAR ovvero l'istituto nazionale di Bioarchitettura, questo termine indica l'insieme delle discipline volte a rapportarsi in maniera ecologicamente corretta verso l'intero ecosistema. L'obbiettivo principale è quello di risolvere i problemi della generazione corrente senza però distruggere le possibilità delle generazioni future; una filosofia che è in rapida evoluzione che si concretizza soprattutto dal punto di vista dell'edilizia domestica. In america, in particolare negli Stati Uniti, moltissime sono le persone che decidono di affidarsi a bioarchitetti non soltanto per ridurre al minimo l'impatto ambientale dell'uomo ma anche per ottimizzare: -ombreggiamento -umidificazione -isolamento termico -ventilazione -captazione solare -protezione dalle precipitazioni. L'obbiettivo della Bioarchitettura è infatti quello di costruire abitazioni che siano il più possibile dinamiche, utilizzando materiali naturali e soprattutto in grado di adattarsi alle varie condizioni climatiche: fresco d'estate e caldo d'inverno.
Materiali e impatto ambientale: quali scegliere?
Prima di scegliere un materiale per la bioarchitettura è necessario considerare la cosi detta Valutazione del Ciclo di vita o LCA. Questi parametri permettono di individuare un prodotto che sia di alta qualità ma soprattutto ecocompatibile, con impatto zero sull'ambiente e sicuro per coloro i quali decideranno di sceglierli. Inoltre, permette di valutare anche le possibili strategie per lo smaltimento degli stessi, magari quando si vuole cambiare qualche aspetto, e compara i migliori prodotti oggi sul mercato. Il materiale può essere realmente definito ecocompatibile se risponde esattamente a diversi requisiti come: -la produzione non deve prevedere emissioni nocive ovvero devono essere state utilizzate metodiche che non prevedano combustione o rilascio di composti lesivi per l'ambiente; -dopo il suo montaggio non devono esserci le emissioni di cui si parlava in precedenza e deve essere sicuro per l'ecosistema e per gli utenti; -la sua durata deve essere molto lungo ma soprattutto, qual'ora si decida di smaltire tale materiale, la riciclabilità deve essere altrettanto elevata; -deve essere particolarmente traspirabile, lasciando passare i gas per la sopravvivenza (Ossigeno, per esempio); -non deve essere radioattivo -ecc...
Tecniche di progetto e riduzione energia dissipata
Può essere definita passiva, soltanto una costruzione che non consumi energia e che sia in grado di auto-rinnovarsi. La particolarità di tali elementi di bioarchitettura è che difatti non c'è bisogno di nessun impianto di riscaldamento in quanto si pensa piuttosto a progettare ogni ambiente per conservare l'energia prodotta e captata dall'esterno. Eliminando ponti termici o altri elementi che possono dissipare il calore, oppure sfruttando al massimo l'energia termica generata dalle persone che abitano in casa e dagli elettrodomestici, è possibile riscaldare efficacemente ogni ambiente. Soprattutto nelle nostre aree è anche importante riuscire a rinfrescare l'ambiente nella stagione estiva ed è per questo che la bioarchitetura, cosi come la casa passiva, prevede l'installazione di sistemi volti a sfruttare le energie rinnovabili. Un esempio è l'impiego di pannelli fotovoltaici o collettori fotovoltaici che possano generare l'energia sufficiente al funzionamento di condizionatori o ventole. Un'altra alternativa è quella di costruire pilastri e rivestimenti esterni utilizzando la pietra. Questo materiale è in grado di catturare le radiazioni ad alta energia del sole e di imprigionarle, senza permettere loro di attraversare la superficie colpita. Come effetto si ha una temperatura più bassa negli ambienti interni, dunque un piacevole e rilassante fresco, specie a luglio o a settembre.
Prospettive e innovazione
La bioarchitettura non può non essere annoverata come il futuro dell'edilizia. Questo perchè essa non offre soltanto un maggiore rispetto per l'ambiente, quindi un miglioramento della qualità della vita (in termini naturalistici) ma anche un risparmio economico su gas ed elettricità. Rivolgendosi a persone competenti, preparate e che siano davvero in grado di progettare costruzioni ecocompatibili, il cliente ha la possibilità di vivere meglio e risparmiare: questo è il futuro, questo è la bioarchitettura.
Domande frequenti
-
Quali sono i criteri fondamentali per definire un materiale da costruzione davvero ecocompatibile?Un materiale è considerato ecocompatibile solo se soddisfa rigorosi standard ambientali lungo tutto il suo ciclo di vita. Innanzitutto, la sua produzione non deve generare emissioni nocive né utilizzare processi di combustione dannosi. Una volta installato, il materiale non deve rilasciare sostanze tossiche nell'aria interna, garantendo sicurezza per la salute degli abitanti. È fondamentale che abbia una lunga durata nel tempo e che, al momento dello smaltimento, sia altamente riciclabile. Inoltre, deve possedere proprietà traspiranti per favorire il ricambio d'aria naturale e non deve presentare rischi di radioattività. La valutazione avviene spesso tramite analisi del ciclo di vita (LCA) per confrontare l'impatto reale dei vari prodotti disponibili sul mercato.
-
Come funziona il principio della casa passiva nella bioarchitettura?La casa passiva è un edificio progettato per funzionare senza bisogno di impianti di riscaldamento tradizionali convenzionali. Il concetto chiave è la conservazione e la captazione dell'energia termica già presente nell'ambiente o generata internamente. Si eliminano i ponti termici che disperdono calore e si sfruttano fonti passive come il calore corporeo degli occupanti e il calore rilasciato dagli elettrodomestici. Per il raffrescamento estivo, si utilizzano strategie come l'ombreggiamento naturale e l'inerzia termica dei muri spessi. L'obiettivo è creare un habitat dinamico che mantenga temperature confortevoli in inverno e fresche in estate, riducendo drasticamente, fino a azzerarlo, il consumo energetico attivo.
-
Quali tecniche naturali possono essere usate per rinfrescare gli interni d'estate?Per abbassare la temperatura interna senza ricorrere massicciamente all'aria condizionata, la bioarchitettura suggerisce diverse strategie passive. Una tecnica efficace è l'uso di materiali ad alta inerzia termica, come la pietra per pilastri e rivestimenti esterni: questi assorbono le radiazioni solari ad alta energia impedendone il passaggio agli interni, mantenendo così l'ambiente fresco. Altri accorgimenti includono un corretto orientamento dell'edificio per massimizzare l'ombreggiamento naturale, l'utilizzo di vegetazione strategica per schermare le facciate esposte a sud e l'implementazione di sistemi di ventilazione naturale che sfruttino il tiraggio termico per espellere l'aria calda e far entrare aria fresca notturna.
-
È vero che la bioarchitettura garantisce un risparmio economico concreto?Sì, la bioarchitettura offre un doppio vantaggio economico: riduzione dei costi iniziali di gestione energetica e aumento del valore immobiliare. Costruire rispettando i principi ecologici significa installare sistemi che consumano meno gas ed elettricità, grazie all'ottimizzazione dell'isolamento termico, alla captazione solare e all'uso di energie rinnovabili come il fotovoltaico. Sebbene i materiali naturali e le tecnologie avanzate possano avere un costo iniziale leggermente superiore, il ritorno sull'investimento si ottiene rapidamente grazie alle bollette energetiche ridotte. Inoltre, vivere in un ambiente sano e ben isolato migliora la qualità della vita, traducendosi in benefici indiretti sulla salute e sul benessere generale degli abitanti.








