Alcune note

Arredamento casa

arredare un open space

Un pò di informazioni per arredare un open space: le annotazioni di base, le caratteristiche principali e i consigli pratici più funzionali

di Redazione

03 dicembre 2013

Le annotazioni di base per arredare un open space

Per arredare un open space occorre fare le scelte giuste assecondando da un lato il gusto e le esigenze specifiche del cliente finale ma, dall’altro lato, senza dimenticare la comodità e alcuni canoni chiave del mondo dell’arredamento. A conti fatti occorre sottolineare che vi sono molteplici tipologie di open space e quindi, per forza di cose, vi sono altrettante possibilità di arredare un open space. Il nostro obiettivo a questo punto, e viste le precisazioni iniziali, consiste nel cercare di fornire al nostro lettore quei consigli di base per arredare un open space in grado di fargli evitare o comune di ridurre al minimo gli errori più frequenti di un’operazione di tal tipo. Sottolineando in questo modo che arredare un open space non è mai sinonimo di massima libertà creativa o di assenza di costrizioni per il progettista di turno.

Gli elementi principali per arredare un open space

Ma, come è nostra buona abitudine consolidata ormai da lungo tempo, procediamo con ordine e iniziamo a comprendere alcuni degli elementi di base che potranno esserci più funzionali nel corso della nostra analisi, una disanima sintetica la nostra per le sempre imperative costrizioni di spazio ma speriamo sempre sufficientemente esaustiva, in tema di arredare un open space e di suddivisione degli spazi. Ovviamente, in maniera intuibile, il nodo cruciale di come arredare un open space discende in maniera diretta dalla peculiarità più evidente dell’open space stesso vale a dire dal fatto che un open space si differenzia da qualsiasi altra tipologia di abitazione proprio per l’assenza di spazi divisori interni all’abitazione stessa. E questo può essere tanto un pregio per il nostro architetto di fiducia quanto una fonte di complicazioni inaspettate.

Suggerimenti pratici per arredare un open space

Nella larga maggioranza dei casi, arredare un open space significa non avere a che fare con le pareti divisorie. E già questo può dipendere da motivazioni molto differenti perché da un lato l’assenza di pareti divisorie può essere una scelta, e, spesso, in tal caso, il nostro open space sarà comunque molto ampio e ci darà grandi possibilità creative, ma, dall’altro lato, l’assenza di pareti divisorie interne può essere la strategia per ampliare lo spazio calpestabile in monolocali di ridottissime dimensioni. E, ovviamente, in maniera intuibile, arredare un open space di ampio respiro, oppure un monolocale abbastanza piccolo in cui le pareti interne mancano quasi per necessità, cambia, e non di poco, la nostra prospettiva. E, ancora, spesso per arredare un open space si ha anche la possibilità di agire su due piani nel caso degli open space più moderni laddove un piano è suddiviso in maniera tradizionale e l’altro, di solito destinato alla zona giorno, è un open space a tutti gli effetti.

Domande frequenti

  • Qual è il vantaggio principale di arredare un open space rispetto a una casa divisa da muri?
    Il vantaggio principale risiede nella sensazione di ampiezza e luminosità che si ottiene eliminando le barriere visive. L'assenza di pareti divisorie permette alla luce naturale di penetrare più profondamente nell'ambiente, rendendo gli spazi apparentemente più grandi e accoglienti. Inoltre, facilita la socializzazione e il controllo visivo, permettendo di interagire facilmente con chi si trova in altre zone della casa, ad esempio mentre si cucina o si sta in salotto. Questa fluidità spaziale crea un ambiente moderno e aperto, ideale per chi cerca un senso di libertà e connessione tra le diverse attività quotidiane.
  • Come si possono distinguere le varie aree funzionali (cucina, soggiorno, pranzo) senza usare muri?
    Per definire le aree funzionali senza costruire muri, si possono utilizzare soluzioni creative come arredi divisori, tappeti diversi per ogni zona o cambi di pavimentazione. Ad esempio, un'isola di cucina o un mobile basso possono separare visivamente la zona pranzo da quella living. Anche l'illuminazione gioca un ruolo fondamentale: punti luce specifici possono evidenziare determinati spazi. L'uso coerente di colori o materiali simili all'interno di ciascuna area aiuta a creare unità visiva, mentre contrasti marcati tra le zone segnalano il passaggio da una funzione all'altra, mantenendo l'apertura dello spazio.
  • Arredare un open space è più adatto a grandi appartamenti o anche ai monolocali?
    L'open space è versatile e funziona sia in ampi appartamenti che nei monolocali, sebbene le strategie cambino. Nei grandi spazi, offre enormi possibilità creative e flusso continuo. Nei monolocali piccoli, invece, è una strategia necessaria per massimizzare lo spazio calpestabile e evitare la sensazione di claustrofobia tipica delle stanze divise. In questi casi, l'obiettivo diventa ottimizzare ogni centimetro quadrato, utilizzando mobili multifunzione e soluzioni a vista per mantenere la percezione di profondità. Quindi, non è solo una scelta stilistica, ma spesso una soluzione pratica per rendere vivibili anche le metrature ridotte.
  • Ci sono rischi o svantaggi nell'eliminare tutte le pareti divisorie?
    Sì, l'assenza di muri comporta sfide importanti, principalmente legate all'acustica e alla privacy. Senza barriere fisiche, i rumori della cucina o della TV si diffondono ovunque, creando potenzialmente fastidio. Inoltre, manca la definizione fisica degli spazi, il che può rendere difficile concentrarsi su compiti specifici se c'è troppa attività nelle vicinanze. Per mitigare questi problemi, è essenziale pianificare attentamente l'isolamento acustico attraverso materiali fonoassorbenti e organizzare gli arredi in modo da creare 'sacche' di intimità, magari usando tende pesanti o librerie alte per schermare parzialmente alcune aree.
  • È possibile realizzare un open space su due livelli contemporaneamente?
    Assolutamente sì, soprattutto negli open space moderni o nelle ville a schiera. Spesso il piano terra o il livello inferiore è dedicato alle funzioni sociali (salotto, cucina) configurandosi come open space, mentre il piano superiore, riservato alla notte, mantiene una suddivisione tradizionale in camere da letto. Questa configurazione a doppio livello permette di sfruttare l'ampiezza orizzontale del piano giorno, garantendo però la necessaria privacy e quiete negli ambienti privati superiori. È una soluzione elegante che bilancia apertura sociale e riservatezza domestica.