Sempreverdi

Introduzione generale

La maggior parte di esse è originaria di luoghi con condizioni climatiche avverse, sia calde che fredde. Grazie a questo, le piante sono riuscite a sviluppare una maggiore resistenza generale. Se decidete quindi di coltivare delle sempreverdi, sappiate che non richiedono cure particolari, anche se vanno trattate ovviamente con criterio. Un valido modo per impiegare questo tipo di piante è la formazione di siepi, ad esempio di Lauro ceraso, di Photinia e di Bosso, che daranno una nota decorativa molto raffinata al vostro giardino e nello stesso tempo lo ripareranno dal vento e dai raggi diretti del sole, offrendo un piacevole angolo ombreggiato. La loro massima rigogliosità avviene in estate e in inverno, dunque sarà bene eseguire la potatura nelle rimanenti stagioni. Ricordatevi inoltre di concimare bene il terreno, soprattutto intorno alle radici e di non sistemare i vari arbusti a distanza troppo ravvicinata. La Magnolia, la Camelia, l'Oleandro e l'Agrifoglio sono sempreverdi di dimensioni variabili molto diffuse per il loro valore decorativo ed ornamentale. Andranno anch'esse potate e irrigate regolarmente. Se non possedete un giardino ampio ma non volete rinunciare al verde, optate per piante di dimensioni ridotte e che non richiedono troppo tempo da dedicare ad esse, data la la loro resistenza al clima avverso e alle malattie, come l'Erica, la Lavanda e la bellissima Alzalea.Ora vedremo come trattare alcune tra le piante sempreverdi più interessanti, perchè crescano e si mantengano nel tempo in maniera ottimale.
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Photos e Sanseveria

photos Il Pothos, originario della Thailandia e appartenente alla famiglia delle Araceae, è un rampicante sempreverde che viene utilizzato soprattutto in balconi e davanzali a scopo ornamentale, grazie alle sue radici che sono capaci di aggrapparsi saldamente ai sostegni che trova. Ne esistono di diverse varietà, differenziate in base al colore delle foglie, di forma allungata e nelle tinte del rosso, del rosa o del mattone scuro. Se è possibile, sarebbe meglio sistemare il Photos in un ambiente esterno, per agevolare il processo di fioritura. Per moltiplicarlo, basterà prelevare alcune talee dalla pianta principale nella stagione primaverile, assicurandosi che misurino almeno una ventina di centimetri. Le radici cresceranno meglio in un terriccio a cui aggiungerete della torba. E' molto importante che la pianta non venga messa a contatto diretto dei raggi solari, ma non va lasciata nemmeno al buio. Non resiste al di sotto dei dieci gradi, quindi mettetela a dimora nelle fredde giornate invernali. Ha poi bisogno di una innaffiatura regolare, specialmente in estate, senza però far sì che ci sia acqua stagnante nei suoi sottovasi. In inverno non date al Photos troppa acqua per evitare che le foglie assumano una colorazione giallastra, dovuta all'eccessiva umidità. Altri pericoli a cui dovete fare attenzione sono quelli legati all'infestazione del fungo Botrytis, responsabile delle antiestetiche macchie scure del fogliame e del ragno rosso, che combatterete con spray appositi. Veniamo ora alla Sanseveria, pianta principalmente da appartamento della famiglia delle Agavaceae e sviluppatasi in Africa. Le foglie sono a forma di lancia, molto sottili e di un bel verde bottiglia, mentre i fiori generalmente si presentano nelle sfumature del bianco e dell'avorio. La fioritura avviene in estate e in primavera, e si caratterizza per il gradevole profumo. La moltiplicazione va fatta in estate con la tecnica della prelievo delle giovani talee, avendo cura di sistemarle nel nuovo vaso rivolte verso l'alto e aggiungendo al terriccio una piccola parte di sabbia fine. La Sanseveria non ama il freddo e va posizionata in una zona luminosa della casa. Va innaffiata una volta la settimana in estate e primavera, mentre una volta ogni due settimane nelle stagioni più fredde. Potete evitare che le foglie marciscano utilizzando un innaffiatoio a cipolla, che non permette il ristagno eccessivo. Per quanto riguarda le malattie, questo sempreverde tende a essere colpito dalla cocciniglia. Un rimedio efficace e naturale consiste nell'eliminare il parassita passando sul fogliame uno straccio pulito con dell'alcool etilico.

  • siepi Un tempo i contadini aravano il loro appezzamento di terreno lasciando indisturbate le piante che crescevano ai bordi del campo che finivano per delimitare la proprietà. Ma una siepe è molto più di qu...

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Clivia e Acuba

La Clivia è una bellissima pianta da appartamento, della grande famiglia delle Amarillidaceae, diffuse principalmente in Africa. Le foglie sono rese originali dalla forma a nastro e dalla lunghezza che arriva a superare addirittura il metro, abbellite dai fiori rossi e gialli a forma di campana. Se volete riprodurla per inseminazione, dovete eseguire l'operazione in estate, mettendo i semi in un terriccio esposto alla luce solare in attesa della definitiva rinvasatura. Potete anche procedere con la classica divisione, stando però molto attenti a non rovinare le radici della piantina. Dato che la Clivia ha un apparato radicale possente, sarà meglio collocarla in un vaso provvisto di terra boschiva dura a cui aggiungerete dei piccoli pezzettini di corteccia di pino. Questo espediente permette inoltre di controllare il quantitativo di drenaggio idrico. Essa ama il caldo e la luce e teme di conseguenza il freddo dell'inverno. In tale stagione la sposterete perciò in un ambiente interno e lontano da correnti d'aria. Per la questione dell'innaffiatura, fate in questo modo: effettuate sessioni frequenti in estate e in primavera, mentre nel periodo invernale ed autunnale date acqua semplicemente nebulizzando le foglie, così da evitare il loro ingiallimento e relativo piegamento su se stesse. Altra pianta davvero bella è l'Acuba, originaria della famiglia asiatica delle Cornacee. I fiori sono originali per il fatto di essere verdi e somiglianti a piccole pannocchie, che si trasformano in bacche scarlatte in inverno. Le foglie invece sono screziate e con bordi frastagliati. La moltiplicazione in questo caso non è molto semplice, perchè le talee hanno bisogno di essere allevate in una serra per almeno due anni in attesa del trapianto. Tuttavia potete nel periodo primaverile estrarre i semi dalle bacche e seminarli nel terreno. Proprio per la sua origine asiatica, l'Acuba cresce bene in terreni acidi e ben drenati. Mettete la pianta in una zona dal clima temperato e preferibilmente a mezza ombra. In inverno va invece portata al riparo dal gelo. Essa ha bisogno di molta acqua, in particolar modo in estate. Ricordate poi di aggiungere una volta al mese del concime al terreno, per renderlo meno secco e scongiurare la comparsa di macchie scure sul fogliame.


Sempreverdi: La Mimosa

Mimosa La Mimosa è un arbusto sempreverde, appartenente alla famiglia delle Fabaceae, e da sempre simbolo di femminilità e delicatezza. Pensate che arriva anche a trenta metri di altezza, anche se la varietà più diffusa per le colture domestiche non supera i dieci metri. A seconda della specie, le foglie, di dimensione piuttosto ridotta ma molto decorative, assumeranno una tonalità differente. Se vi capita, osservatele richiudersi su se stesse durante una pioggia intensa e nel corso della notte. I fiori, come ben sapete sono gialli canarino e dal profumo piacevole, e si presentano nel massimo del loro splendore in primavera. Successivamente da essi nasceranno i frutti, somiglianti a legumi e di colore nero una volta maturi. Le radici sono vigorose e possenti, ma hanno bisogno di molto spazio per potersi sviluppare in maniera sana. La Mimosa ha anche necessità di essere piantata in un tipo di terreno dal ph acidulo, poiché proviene da una zona molto calda, la Tasmania. Per tutti questi motivi la pianta va coltivata in giardino e al sole. Durante l'inverno, copritela con dei teli cerati per evitare che geli. Nonostante ami il caldo, non deve essere innaffiata eccessivamente: basterà infatti una sessione ogni tre settimane circa. Abbinate all'innaffiatura una concimazione ottenuta con humus fresco o dello stallatico. Se la vostra Mimosa è in vaso, aggiungete all'acqua una minima dose di fertilizzante liquido. In questo secondo caso l'innaffiatura va invece fatta ogni quindici giorni. La pianta, anche se piuttosto resistente di natura, non lo è altrettanto all'attacco dei parassiti, specie la cocciniglia, la pulce e tutti gli afidi, che rovinano i fiori e piccoli boccioli, formando una patina bianca maleodorante. Li sconfiggerete facilmente con spray antiparassitari al bisogno.


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