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Tadelakt: l'intonaco impermeabile

Aggiornato il 18 giugno 20154 capitoli4 domande frequenti
Tadelakt

Provenienza del Tadelakt

Questo intonaco di origine marocchina negli ultimi tempi sta trovando larga applicazione anche al di fuori della sua zona di origine, grazie all’interesse dimostrato da alcuni industriali. Le prime popolazioni ad utlizzarlo e a tramandarlo furono delle tribù berbere fin dal V secolo Avanti Cristo. Questi popoli iniziarono ad utilizzare questo prodotto come impermeabillizzante nelle cisterne destinate alla conservazione dell’acqua potabile, quindi con finalità essenzialmente pratiche; successivamente, il suo utilizzo si è rivolto ai bagni termali arabi (i cosiddetti hammam) e nei palazzi dei nobili sia per la sua efficacia pratica sia per le sue caratteristiche estetiche. I segreti per la corretta applicazione ed il corretto utilizzo di questo materiale si tramandano generalmente di generazione in generazione o all’interno delle botteghe tra maestro ed apprendista e richiedono molta cura e dedizione in virtù del fatto che per ottenere dei buoni risultati è necessario rispettare delle corrette proporzioni nella composizione e soprattutto una gestualità molto particolare durante la fase di applicazione. E’ infatti necessario un determinato ritmo nei movimenti: questo fa capire come ci sia molto di artigianale in questo materiale.

Il prodotto tadelakt

Questo termine deriva dalla lingua araba e significa letteralmente impastare. La sua composizione è davvero particolare in quanto si ottiene impastando una particolare calce idrata proveniente tramite cottura in fornaci a legna di Marrakech, acqua e pigmenti naturali. Molto importante è la fase di produzione della calce idrata: come avviene questa produzione? Si utilizza dalla calcinazione di calcare impuro che viene cotto in forni a intermittenza per una durata di circa 30 ore ed alimentati da legna di ulivo. Subito dopo la cottura avviene una fase di idratazione (con l’acqua) dopodichè la calce viene setacciata e immessa in sacchi per essere poi utilizzata. L’utilizzo e l’ applicazione avviene a mano con un frattazzo con uno spessore varabile tra 1 e 2 centimetri. Infine viene lisciato con dei ciottoli di fiume e trattato con sapone nero a base di olio di oliva per assicurare l’impermeabilità che è la sua principale caratteristica.

Utilizzo del tadelakt

L’utilizzo di questo materiale dipende dalla sua impermeabilità. Dopo la sua applicazione presenta una superficie disomogenea e ondulata dovuta al trattamento con i ciottoli e un aspetto lucido dovuto all’utilizzo del sapone nero. Resistente all’acqua non promette gli stessi risultati con il vapore acqueo suo principale problema per cui trova applicazione prevalente nel campo della bioedilizia. La presenza di calce tende anche a contrastare la proliferazione di batteri e formazione di macchie di umidità. Il suo utilizzo prevalente è nel rivestimento di vasche, bagni, centri termali, e in tutti quei luoghi che necessitano di una ottima impermeabilizzazione, ma può trovare applicazione anche su pareti murarie o in cartongesso. Ovviamente questo materiale non ha solo pregi ma anche dei difetti: primo fra tutti la fragilità ai colpi e la necessità di una manutenzione regolare. Eventuali crepe infatti possono portare a delle infiltrazioni di acqua che possono pregiudicare tutta la sua efficacia.

Le recenti evoluzioni di questo materiale

La posa in opera di questo materiale richiede una notevole bravura e maestria che si ottiene con una esperienza sul campo pluriennale. Nel nostro paese, alcuni produttori di questo prodotto che utilizzano le tecniche secondo tradizione, si avvalgono della collaborazione di artigiani nativi del posto per assicurarsi una corretta applicazione del takeladt e di riflesso dei risultati in linea con le attese. In alternativa, altri produttori italiani e non di questo materiale hanno ritenuto opportuno di rispettare la tradizione nella fase di ottenimento di questo intonaco ma con qualche accorgimento: quest’ultimo è rappresentato dall’aggiunta insieme alla calce idrata, all’acqua ed ai pigmenti naturali di altri additivi che permettono di stendere l’intonaco sulle superfici da trattare con una maggiore semplicità con il vantaggio di agevolare il lavoro dell’artigiano nella fase di posa in opera e di ridurre notevolmente i tempi di applicazione.

Domande frequenti

  • Il Tadelakt è adatto per pavimenti bagnati o solo per le pareti?
    Il Tadelakt è principalmente utilizzato per rivestire pareti interne, vasche da bagno, docce e piscine, grazie alla sua eccellente resistenza all'immersione nell'acqua liquida. Tuttavia, non è consigliato per pavimenti soggetti a calpestio intenso, poiché la superficie, sebbene resistente, rimane fragile agli urti e alle abrasioni meccaniche. Inoltre, mentre resiste bene all'acqua stagnante, il vapore acqueo rappresenta il suo punto debole: in ambienti molto umidi come le saune o le docce ad alta pressione, potrebbe formarsi condensa che compromette l'integrità del materiale nel tempo. Per questi motivi, la sua applicazione ideale resta sulle verticali o sulle superfici immerse, mai sui piani di calpestio.
  • Come si mantiene pulito e impermeabilizzato nel tempo?
    La manutenzione del Tadelakt è fondamentale per preservarne l'impermeabilità e l'estetica. Poiché il materiale è poroso e basato sulla calce, assorbe sporco e grassi se non protetto. È necessario pulire le superfici con detergenti specifici a pH neutro, evitando assolutamente prodotti aggressivi, acidi o abrasivi che potrebbero corroderlo. Ogni anno o due anni, si consiglia di riapplicare uno strato sottile di sapone nero all'olio d'oliva (o prodotti specifici moderni equivalenti) per ripristinare il film impermeabilizzante superficiale. Questa operazione rigenera la lucentezza e sigilla nuovamente i micro-pori, prevenendo infiltrazioni d'acqua e la formazione di muffe o macchie di umidità.
  • Quali sono le principali differenze rispetto all'intonaco tradizionale?
    A differenza degli intonaci tradizionali a base di cemento o gesso, il Tadelakt è composto esclusivamente da calce idrata naturale, acqua e pigmenti minerali, senza additivi chimici sintetici. Questo lo rende ecologico, traspirante e antibatterico, ideale per la bioedilizia. Esteticamente, offre una finitura continua, senza giunzioni, e una texture unica data dalla lucidatura manuale con ciottoli. Tecnicamente, richiede una posa artigianale molto più complessa e lunga, con spessori variabili tra 1 e 2 cm, e necessita della fase finale di saponificazione per diventare impermeabile. Mentre l'intonaco comune è robusto agli urti, il Tadelakt è più delicato e soggetto a crepe se la struttura sottostante si muove.
  • È possibile applicare il Tadelakt su cartongesso o superfici irregolari?
    Sì, il Tadelakt può essere applicato su supporti in cartongesso, purché siano stabili e privi di vibrazioni. È cruciale preparare correttamente la superficie, spesso utilizzando una rete di rinforzo e un primer specifico per garantire l'adesione della calce. Tuttavia, dato che il Tadelakt è un materiale fragile agli urti e sensibile alle microfessurazioni, non è adatto a muri che tendono a creparsi facilmente. Se il supporto è molto irregolare, potrebbe essere necessaria una sottostrato livellante preliminare. L'applicazione diretta su cartongesso richiede grande maestria per evitare che le giunzioni delle lastre si manifestino come crepe superficiali nel rivestimento finale, compromettendo l'effetto estetico e la tenuta stagna.

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