Rifaidate.it · guide e consigli pratici
Materiali Edili · Materiali per Edilizia

tipi di cemento

Aggiornato il 15 novembre 20135 domande frequenti
tipi di cemento diversi

Tipi di cemento

Il cemento è una sostanza molto utilizzata nell’ambito dell’edilizia: essa possiede dei leganti idraulici, che a contatto con le sostanze acquose, sviluppano proprietà adesive. Il cemento è una sorta di pasta che viene poi miscelata ad altre tipologie di materiali, come il pietrisco, la sabbia e la ghiaia. A seconda dei legami che vengono effettuati tra il cemento ed altre sostanze, più o meno resistenti, si ottiene una nuova miscela, che a seconda della sua stessa capacità di adesione, viene utilizzata come collante nelle costruzioni edilizie. Le tipologie di cemento, dunque, variano a seconda del materiale che ad esso viene miscelato: il cemento, miscelato alla sabbia, dà origine alla malta di cemento; cemento miscelato a sabbia e ghiaia, dà origine al calcestruzzo. Sempre il calcestruzzo, unito a piccoli elementi d’acciaio, da origine al cemento armato. La qualità del cemento è quella di raffermarsi, di solidificarsi con il passare del tempo a contatto con l’acqua ed altri materiali: questa qualità specifica, rende questa sostanza assolutamente adatta alle costruzioni edilizie, trattandosi di materiali antisismici. In Europa, esistono delle tipologie di classificazioni specifiche per il cemento, che variano a seconda della resistenza stessa, misurata in Newton. Dunque le metodologie per classificare l’appartenenza del cemento ad una tipologia piuttosto che ad un’altra, sono la resistenza, ed i materiali miscelati al cemento stesso. Per essere misurato nella resistenza, il cemento, va necessariamente analizzato, con la cottura di altre terre e materiali. Se risponde positivamente al test, potrà eventualmente essere utilizzato, altrimenti va rafforzato con eventuali altre miscele. Le sostanze che sono contenute nel cemento, tendono tutte al processo di solidificazione e sono: calcare, argilla e marna. Il cemento più comune, anche definito calcestruzzo, è identificato comunemente come cemento di Portland. La lavorazione di tutte le tipologie di cemento, subisce una serie di fasi che sono: estrazione del materiale utile per effettuare la produzione; frantumazione e lavorazione delle stesse; essiccazione delle materie prime, produzione della pasta che andrà a costituire il cemento; deposito della pasta stessa, macinazione, controllo. I cementi, si distinguono per essere resistenti ai solfati, per essere a basso calore di idratazione, o facili all’indurimento. Come sottolineato sopra, a seconda delle caratteristiche del cemento, si sceglie di utilizzarlo per uno scopo preciso, in particolare per la resistenza che esso deve garantire.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra cemento, malta e calcestruzzo?
    La distinzione fondamentale risiede negli aggregati miscelati al legante idraulico. Il cemento è il prodotto base, una polvere fine che indurendo lega gli altri materiali. Quando viene mescolato esclusivamente con sabbia e acqua, si ottiene la malta, ideale per murature e intonaci. Aggiungendo anche ghiaia o pietrisco, si forma il calcestruzzo, un materiale strutturale molto più resistente adatto per fondazioni e pilastri. Infine, se al calcestruzzo si aggiungono armature in acciaio, otteniamo il cemento armato, capace di resistere a forti sollecitazioni meccaniche e sismiche.
  • Come si classifica tecnicamente la resistenza del cemento?
    In Europa, la classificazione del cemento avviene principalmente in base alla sua resistenza meccanica, misurata in Newton per millimetro quadrato (N/mm²). Questa valutazione non è intuitiva ma richiede test di laboratorio specifici, tra cui la cottura di campioni per verificarne il comportamento. Solo superando questi controlli rigorosi il materiale può essere certificato e utilizzato in edilizia. Esistono diverse classi di resistenza che determinano l'idoneità del cemento per strutture portanti o semplici tamponamenti, garantendo sicurezza e durata nel tempo.
  • Quali sono le materie prime principali per produrre il cemento?
    Le sostanze fondamentali contenute nel cemento, responsabili del suo processo di solidificazione, sono principalmente calcare, argilla e marna. Il ciclo produttivo inizia con l'estrazione di queste rocce, seguita dalla loro frantumazione e macinazione fino a ottenere una polvere finissima. Successivamente, la miscela viene cotta in forno ad altissime temperature per formare il clinker, che viene poi ulteriormente macinato con aggiunte specifiche per creare il cemento finale, come il noto cemento Portland, pronto per essere usato in cantiere.
  • Perché il cemento è considerato adatto alle costruzioni antisismiche?
    Il cemento è adatto alle costruzioni antisismiche grazie alla sua natura di legante idraulico: a contatto con l'acqua sviluppa proprietà adesive e si solidifica progressivamente nel tempo, creando una massa compatta e resistente. Tuttavia, da solo il cemento fragile; per resistere agli eventi sismici, viene quasi sempre utilizzato sotto forma di calcestruzzo armato. L'acciaio assorbe le trazioni mentre il calcestruzzo resiste alle compressioni, formando un composito duttile e robusto in grado di assorbire le energie sismiche senza collassare immediatamente.
  • Esistono diversi tipi di cemento in base alle loro prestazioni chimiche?
    Sì, oltre alla resistenza meccanica, i cementi si distinguono per caratteristiche chimiche e termiche specifiche. Ad esempio, esistono cementi resistenti ai solfati, ideali per opere a contatto con terreni o acque aggressive, e cementi a basso calore di idratazione, utilizzati per grandi masse di calcestruzzo per evitare crepe da ritiro termico. Altri tipi sono formulati per indurirsi rapidamente, accelerando i tempi di cantiere. La scelta dipende quindi dall'ambiente di posa e dalle esigenze strutturali precise del progetto edilizio.

Hai altre domande?

Potrebbe interessarti anche