Alcune note sulla microzona catastale

Catasto

microzona catastale

tutto quello che c'è da sapere sulla microzona catastale: le caratteristiche principali e le modifiche di legge che hanno fatto scuola in materia

di Redazione

11 settembre 2013

Le informazioni di base sulla microzona catastale

La situazione catastale all’interno della nostra burocrazia è da sempre una delle questioni più dibattute per una lunga serie di ragioni: in primo luogo per l’atavica resistenza ai cambiamenti propria della burocrazia italiana e dimostrata in più di un’occasione anche negli ultimi anni. E, in secondo luogo, anche per la complessità stessa dell’argomento. A spezzare una lancia a favore del legislatore nazionale, in questa occasione, vi sono però delle evidenti scusanti come, ad esempio, la difficoltà oggettiva di riuscire a sistematizzare una disciplina così problematica e complessa come quella dell’organigramma catastale all’interno delle nostre città e anche per quanto riguarda le zone rurali su e giù per la nostra penisola. Prova ne sia che i tentativi di formalizzare delle revisioni parziali o totali del nostro sistema catastale si sono succedute negli anni. Con alternativi successi.

Le caratteristiche legali principali della microzona catastale

Ma, come è nostra buona abitudine consolidata ormai da lungo tempo, procediamo con ordine e iniziamo a comprendere quali sono stati gli interventi del legislatore nazionale che più hanno influenzato la materia catastale. Iniziamo così con il cerchiare in rosso una delle più recenti e anche più significative riforme del sistema catastale: ci riferiamo nella fattispecie alla revisione entrata in vigore con il D.P.R. 138/98 il cui intento è stato quello di dare una organizzazione più moderna e più capillare al nostro sistema catastale. Una delle novità di maggiore rilevanza nell’ambito della riforma che abbiamo appena citato è quella che riporta l’introduzione del concetto di microzona catastale che è disciplinata dal secondo articolo del D.P.R. appena citato, vale a dire l’epocale D.P.R. 138/98.

La definizione legale di microzona catastale

Nel testo di legge in esame troviamo una definizione molto dettagliata di microzona catastale: la microzona catastale rappresenta una porzione del territorio comunale o, nel caso di zone costituite da gruppi di comuni, un intero territorio comunale che presenta omogeneità nei caratteri di posizione, urbanistici, storico-ambientali, socio-economici, nonché nella dotazione dei servizi ed infrastrutture urbane. E quindi all’interno di ogni singola microzona catastale accade che le unità immobiliari sono uniformi per caratteristiche tipologiche, epoca di costruzione e destinazione prevalenti. Possiamo quindi anche dire che una microzona catastale individua ambiti territoriali di mercato omogeneo anche sul piano dei redditi e dei valori, ed in modo particolare per quanto concerne l’incidenza su tali entità delle caratteristiche estrinseche delle unità immobiliari stesse.

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Domande frequenti

  • Cos'è esattamente la microzona catastale e a cosa serve?
    La microzona catastale è una porzione di territorio comunale definita dall'articolo 2 del D.P.R. 138/98. Rappresenta un'area omogenea sotto diversi profili: posizione, caratteristiche urbanistiche, storico-ambientali, socio-economiche e dotazione di servizi. Il suo scopo principale è classificare le unità immobiliari all'interno di un ambito territoriale di mercato simile. Questo permette di raggruppare proprietà con caratteristiche tipologiche, epoca di costruzione e destinazione d'uso uniformi, facilitando la valutazione economica e la gestione fiscale del patrimonio immobiliare.
  • Quali sono i criteri principali per identificare una microzona catastale?
    Per individuare una microzona catastale si valutano fattori specifici che garantiscono l'omogeneità dell'area. I criteri includono la posizione geografica, le norme urbanistiche vigenti, il contesto storico-ambientale e il livello socioeconomico della zona. Inoltre, è fondamentale considerare la dotazione di servizi pubblici e infrastrutture urbane. All'interno di questi confini, le unità immobiliari devono presentare uniformità nelle caratteristiche costruttive, nell'anno di edificazione e nell'uso prevalente, creando un bacino di mercato coerente per la stima dei valori.
  • Da quando esiste la normativa sulle microzone catastali?
    Il concetto di microzona catastale è stato introdotto ufficialmente dalla riforma del sistema catastale entrata in vigore con il Decreto del Presidente della Repubblica n. 138/1998. Questa norma ha rappresentato un punto di svolta, cercando di modernizzare e rendere più capillare l'organizzazione del catasto italiano. Prima di questa data, la suddivisione territoriale era meno strutturata. L'art. 2 del D.P.R. 138/98 disciplina specificamente questa classificazione, rispondendo all'esigenza di sistematizzare una realtà urbana e rurale complessa e variegata.
  • Come influisce la microzona sul valore degli immobili?
    La microzona definisce un ambito di mercato omogeneo, influenzando direttamente la determinazione del reddito dominicale e censuario, e indirettamente il valore commerciale degli immobili. Poiché raggruppa proprietà con caratteristiche simili (età, tipologia, servizi), permette di applicare parametri di valutazione più precisi. Le caratteristiche estrinseche dell'immobile, come la vicinanza a servizi o la qualità del quartiere, incidono sui valori all'interno di questa microzona, rendendo la comparazione tra beni dello stesso settore più equa e tecnicamente fondata rispetto a valutazioni generiche.