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Verifica dei fumi caldaia

Aggiornato il 15 giugno 20154 capitoli5 domande frequenti
fumi caldaia

Verifica dei fumi caldaia: in cosa consiste?

Il 12 luglio 2013 è entrato in vigore il decreto legislativo 74/2013 che ridefinisce le norme per quanto concerne l'obbligo di manutenzione della caldaia e la verifica dei fumi caldaia. Quando si parla di controllo dei fumi della caldaia, s'intende analizzare il processo di combustione, verificando la concentrazione di ossido di carbonio e valutando l'indice di fumosità. Il controllo va eseguito da un operatore abilitato che a fine lavoro compila il "rapporto di controllo tecnico", riportando nella sezione "controllo del rendimento di combustione", tutti i dati rilevati in fase di verifica dei fumi caldaia. La normativa prevede l'obbligo di compilare il libretto di impianto ogni volta che vengono eseguiti interventi di controllo ed eventuale manutenzione ordinaria o straordinaria sull'impianto. La manutenzione sulla caldaia e la verifica dei fumi spetta all'occupante dell'immobile, se la casa è data in affitto è compito dell'inquilino interessarsi al controllo del'impianto termico, mentre un impianto amministrato in condominio, il responsabile è l'amministratore.

Quando effetturare la verifica dei fumi caldaia

Le scadenze per il controllo dei fumi variano in base alla tipologia d’impianto e alla potenza termica. Le caldaie con una potenza termica compresa tra 10kW e 100kW alimentate a combustibile allo stato liquido o solido, il controllo dei fumi va eseguito ogni due anni. La scadenza biennale è prevista anche per le caldaie superiori a 100kW e alimentate a gas, metano o gpl. La stessa tipologia di caldaia ma con potenza termica compresa fra 10kW e 100kW va eseguito il controllo dei fumi ogni 4 anni. Mentre per le caldaie con potenza termica superiore a 100kW ma sostenute a combustibile solido o liquido i fumi vanno esaminati ogni anno. L’analisi dei fumi va verificata anche quando si attiva per la prima volta la caldaia, dopo la sostituzione di alcuni apparecchi tipo il generatore di calore, oppure quando è necessario un intervento che comporta la modifica dell’efficienza energetica. Se per la verifica dei fumi caldaia è prevista una normativa, per la manutenzione dell'impianto termico la periodicità è stabilita dal fabbricante oppure è riportata sul libretto delle istruzioni, ma in genere è preferibile farla una volta l'anno.

Quanto costa controllare i fumi?

La verifica dei fumi caldaia è obbligatoria, quindi si rende necessario controllare l'efficienza energetica del proprio impianto per non incorrere in sanzioni. Dal 15 ottobre 2014 è previsto l'utilizzo del nuovo libretto, composto da trentasette pagine, che è andato ad affiancare quello già esistente. Nel primo viene verbalizzato il "rapporto di efficienza energetica" degli impianti, mentre sull'altro i periodici controlli effettuati sugli apparecchi in fatto di igiene, salubrità e sicurezza. Se in passato controllare l'impiano e fare la verifica dei fumi caldaia costava da 80 a 100 euro, ora per controllare una caldaia collegata a 5 termosifoni e un impianto di climatizzazione con 3 split allacciati, il costo si aggira intorno a 200 euro. A volte molte ditte offrono il pacchetto a prezzo scontato che include la manutenzione e il controllo dei fumi.

Come effettuare il controllo dei fumi

La verifica dei fumi caldaia va eseguita da personale qualificato e abilitato all'operazione. L'operatore utilizza un apparecchio che posto all'interno della caldaia gli fornisce tutti i dati necessari per rilevare l'efficienza energetica dell'impianto. L'importante è controllare se alla fine del lavoro, il libretto venga debitamente compilato e venga rilasciata una copia firmata del "rapporto di controllo tecnico". Controllare gli impianti termici è importante perché permette di mantenere alti gli standard di efficienza energetica e sicurezza. A volte basta una semplice ispezione per evitare gravi incidenti, come l'esplosione di una caldaia o la perdita di monossido di carbonio, letale per l'essere umano se respirato. Visto che la verifica dei fumi caldaia è regolarizzata dalla legge, se in caso di accertamento non si è nella condizione di fornire la documentazione richiesta, le multe variano da 500 euro fino a 3 mila euro, un motivo in più per mettersi in regola.

Domande frequenti

  • Chi è obbligato a pagare e organizzare la verifica dei fumi della caldaia?
    L'obbligo di garantire la corretta manutenzione e la verifica dei fumi ricade sull'occupante dell'immobile. Se la casa è abitata dai proprietari, la responsabilità è diretta; se l'immobile è dato in locazione, spetta all'inquilino occuparsi della pratica. In caso di condomini, invece, la figura responsabile è l'amministratore di condominio. È fondamentale ricordare che questa operazione deve essere effettuata da personale qualificato e abilitato, il quale rilascerà il rapporto di controllo tecnico da inserire nel libretto di impianto.
  • Quanto spesso devo fare il controllo dei fumi in base alla potenza della caldaia?
    La frequenza dipende dalla potenza termica e dal tipo di combustibile. Per le caldaie a gas, metano o GPL con potenza superiore a 100 kW, il controllo è annuale; quelle tra 10 e 100 kW richiedono il controllo ogni quattro anni. Per le caldaie a combustibili liquidi o solidi con potenza tra 10 e 100 kW, la scadenza è biennale, mentre quelle sopra i 100 kW devono essere verificate annualmente. Inoltre, il controllo è obbligatorio anche alla prima accensione, dopo sostituzioni del generatore di calore o modifiche che alterano l'efficienza energetica.
  • Quali sono le sanzioni per chi non presenta la certificazione della verifica dei fumi?
    Non ottemperare agli obblighi normativi comporta sanzioni economiche significative. In caso di accertamento da parte delle autorità competenti, se non si riesce a produrre la documentazione richiesta relativa alla verifica dei fumi e alla manutenzione, le multe possono variare da un minimo di 500 euro fino a raggiungere i 3.000 euro. Oltre al danno economico, la mancata verifica espone a rischi seri per la sicurezza, come perdite di monossido di carbonio o malfunzionamenti dell'impianto.
  • Quanto costa mediamente un intervento di verifica dei fumi oggi?
    I costi sono aumentati rispetto al passato, quando si attestavano tra gli 80 e i 100 euro. Attualmente, per un impianto residenziale tipico (caldaia collegata a circa 5 termosifoni e climatizzatori), il prezzo si aggira intorno ai 200 euro. Molti fornitori di energia o ditte specializzate propongono pacchetti integrati che includono sia la manutenzione ordinaria che il controllo dei fumi a condizioni agevolate. È essenziale richiedere sempre il libretto di impianto aggiornato e il rapporto firmato dall'operatore.
  • Cosa avviene esattamente durante la verifica dei fumi?
    Durante l'intervento, un tecnico abilitato inserisce uno strumento specifico all'interno della caldaia per analizzare il processo di combustione. L'obiettivo principale è misurare la concentrazione di ossido di carbonio e valutare l'indice di fumosità, parametri chiave per determinare l'efficienza energetica e la sicurezza dell'apparato. Al termine delle operazioni, il tecnico compila il 'rapporto di controllo tecnico', inserendo i dati rilevati nella sezione dedicata al rendimento di combustione, e provvede ad aggiornare il libretto di impianto con l'avvenuto intervento.

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