Alcune note

Impianti Idraulici

impianti di fitodepurazione

Gli impianti di fitodepurazione: le informazioni di base, le caratteristiche principali e i consigli pratici più utili a non fare errori

di Redazione

31 gennaio 2014

Le informazioni di base sugli impianti di fitodepurazione

Gli impianti di fitodepurazione rappresentano una grossa innovazione nell’ambito di tutte le classiche lavorazioni legate alle acque reflue e un vero e proprio passo in avanti per quanto riguarda la problematica della depurazione delle acque reflue e di tutto quanto vi sia più o meno strettamente connesso. Ovviamente, in maniera intuibile, la questione della pulizia, o meglio delle depurazione delle acque reflue ma l’aspetto più interessante che andremo a sottolineare in questo momento è essenzialmente quello che riguarda il modo di funzionamento di un impianti di fitodepurazione.si tratta infatti di una modalità di esercizio molto interessante in quanto riesce a coniugare agli stessi modi e agli stessi tempi delle tecniche estremamente moderne con l’uso di piante e terriccio ghiaioso, strumenti che per forza di cose sono estremamente semplici.

Le caratteristiche principali degli impianti di fitodepurazione

Ma, come è nostra buona abitudine consolidata ormai da lungo tempo, procediamo con ordine e iniziamo a comprendere alcuni degli elementi di base che più potranno esserci di aiuto e di sostegno nel corso della nostra analisi in tema di impianti di fitodepurazione e del suo stesso funzionamento, una analisi la nostra sintetica per le ben note ragioni di spazio ma che speriamo rimanga sempre e comunque sufficientemente chiara ed esauriente per chi ci legge ed p interessato ad una spesa del genere. Quello che abbiamo anticipato e che vogliamo sottolineare in maniera principali è che un impianti di fitodepurazione agisce nell’ambito della depurazione delle acque reflue anzitutto con metodi naturali. Elemento questo assolutamente da non sottovalutare soprattutto se confrontato con il funzionamento di impianti similari che però agiscono diversamente.

Consigli pratici sugli impianti di fitodepurazione

Alla base del funzionamento di un moderno impianti di fitodepurazione vi è la costruzione di un vero e proprio bacino dotato di pareti laterali e di fondo che vengono res per l’occasione assolutamente impermeabili grazie a teli ad hoc oppure a pannelli impermeabilizzanti. E, proprio in lo strato più superficiale di questo bacino di un impianti di fitodepurazione è costituito da una serie di piante acquatiche e ricoperto completamente da terriccio ghiaioso che ha uno scopo ben preciso, vale a dire fungere da vero e proprio filtro per le acque reflue in procinto di essere depurate. Quindi, già la sola descrizione di un moderno impianti di fitodepurazione ci permette di capire che in gioco vi sono vari fattori a partir, ad esempio, l’azione chimica delle specie vegetali (o meglio, di tutti i microrganismi che si sviluppano nelle radici di queste tipologie di piante) scelte ad hoc insieme con il filtro meccanico della ghiaia.

Domande frequenti

  • Come funziona realmente un impianto di fitodepurazione?
    Il sistema sfrutta processi naturali combinando azione fisica, chimica e biologica. L'acqua reflua viene fatta passare attraverso un bacino impermeabilizzato riempito di substrati filtranti come ghiaia e terriccio. Le piante acquatiche, le cui radici ospitano microrganismi specifici, assorbono i nutrienti inquinanti e favoriscono la degradazione batterica delle sostanze organiche. La ghiaia, invece, trattiene fisicamente i solidi sospesi e fornisce superficie per l'adesione dei biofilm batterici. È una tecnologia matura che non richiede prodotti chimici né energia elettrica per il processo depurativo principale.
  • Quali sono i vantaggi rispetto a un depuratore tradizionale?
    I principali benefici sono economici e ambientali. Gli impianti di fitodepurazione hanno costi di installazione inferiori rispetto ai depuratori convenzionali e richiedono spese di gestione quasi nulle, poiché non consumano energia elettrica per il pompaggio continuo o per l'aerazione forzata. Inoltre, offrono un impatto estetico positivo, integrandosi armoniosamente nel paesaggio come veri e propri giardini filtranti. Sono ideali per piccole utenze, seconde case o aree rurali dove le reti fognarie centralizzate non arrivano, garantendo comunque un'efficace depurazione delle acque nere e grigie.
  • Quanto spazio è necessario per installare un sistema del genere?
    La dimensione dipende dal numero di abitanti serviti e dal tipo di acqua da trattare. In linea generale, per un nucleo familiare standard, si calcola circa 1 metro quadrato di superficie filtrante per ogni abitante equivalente, anche se il volume totale del bacino deve essere sufficiente per garantire il corretto tempo di ritenzione idraulica. Solitamente occorrono tra i 5 e i 10 metri quadri per una famiglia di 3-4 persone, considerando anche le zone di pre-trattamento e deflusso. È fondamentale verificare la disponibilità di un'area pianeggiante o leggermente inclinata per favorire la gravità senza bisogno di pompe.
  • È necessaria molta manutenzione?
    La manutenzione è ridotta ma essenziale per il buon funzionamento. Non richiede interventi complessi, ma si concentra sulla pulizia periodica dei filtri superficiali e sull'asportazione delle piante morte o eccessivamente rigogliose per evitare intasamenti. Bisogna controllare regolarmente il livello dell'acqua e assicurarsi che non ci siano ristagni stagnanti. Inoltre, è importante monitorare la salute delle piante acquatiche selezionate, sostituendole solo se necessarie. Una corretta manutenzione preventiva evita collassi del sistema e garantisce che l'efficienza depurativa rimanga alta nel tempo senza grandi dispendi di tempo.
  • Si possono usare piante comuni o servono specie specifiche?
    Non tutte le piante sono adatte; è cruciale scegliere specie acquatiche o palustri robuste e adattate alla capacità di assorbire nutrienti come azoto e fosforo. Le più diffuse includono canne di palude (Phragmites australis), tife (Typha latifolia) e giunchi (Juncus effusus), poiché le loro radici creano un habitat ideale per i batteri decompositori. Evitare piante ornamentali da vaso o specie invasive che potrebbero alterare l'equilibrio ecologico del bacino. La selezione va fatta in base al clima locale e alla disponibilità idrica, privilegiando varietà autoctone che resistono bene alle variazioni termiche stagionali.