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Caldaia a condensazione, obbligo di installazione

Aggiornato il 19 febbraio 20164 capitoli5 domande frequenti
caldaie a condensazione

La caldaia a condensazione: obbligo di installazione

La caldaia a condensazione è un sistema di riscaldamento che si caratterizza per il fatto che consente un deciso risparmio energetico e migliori prestazioni rispetto agli altri tipi tradizionali di caldaia. Per questo motivo la caldaia a condensazione ha l'obbligo di installazione dal 26 settembre del 2015: infatti è l'unica a poter essere messa in commercio da questa data. La disposizione rientra all'interno delle misure per ridurre l'inquinamento ambientale e i consumi energetici, soprattutto per quanto riguarda il riscaldamento degli edifici. L'obbligo di installazione è stato sancito con l'adozione in Italia dei regolamenti europei riguardanti gli Energy related Products (ErP - prodotti connessi all'uso di energia) il cui obiettivo è ridurre l'impatto ambientale e i consumi degli apparecchi energetici attuando una progettazione ecocompatibile. Inoltre le caldaie a condensazione seguono le disposizioni della Direttiva 2009/125/CE, che indica le linee guida di ecodesign e i requisiti obbligatori per le prestazioni energetiche che devono rispettare i generatori termici.

Come funziona una caldaia a condensazione

La caldaia a condensazione ha ricevuto l'obbligo di installazione proprio perché riesce a riscaldare l'acqua e l'ambiente a costi inferiori e in molto meno tempo rispetto ad altri generatori termici di tipo diverso. Infatti la potenza di una normale caldaia si aggira sul 90% con un rendimento non al di sotto di (88+2logPn)-1; invece una caldaia a condensazione ha un rendimento di almeno (90+2logPn)-1 con una potenza molto superiore al 90%. Si basa su di una tecnologia che usa uno scambiatore per trasferire il calore latente prodotto dai fumi di scarico condensati all'acqua da riscaldare. In più i fumi in uscita hanno una temperatura minore rispetto a quelli di una caldaia standard (80°C invece di 100°C): in questo modo si riduce anche la dispersione di calore tramite il mantello del generatore termico. Di conseguenza si possono usare nella caldaia a condensazione sistemi di fumisteria più economici in PVC.

I vantaggi che garantisce una caldaia a condensazione

L'adozione di una caldaia a condensazione garantisce un gran numero di vantaggi economici abbattendo i consumi energetici. Per riscaldare l'acqua a 30-35°C il risparmio è del 15-20%, mentre se deve raggiungere una temperatura di 80°C, i risparmi energetici si attestano sul 6-7%. Le prestazioni sono molto superiori: il rendimento di una caldaia a condensazione va da un minimo di 97-98% a 106-108% al massimo, mentre quello di una caldaia tradizionale è del 93-94%. Nel caso di carichi parziali (situazioni in cui le prestazioni della caldaia a condensazione sono davvero ottimali), si hanno risultati migliori anche del 20-30%. Ciò si verifica se si utilizza acqua a una più bassa temperatura di quella convenzionale. Infine sono presenti modelli con bruciatore premiscelato che garantiscono una maggiore modulazione. Una caldaia a condensazione è molto più facile da installare e, se si decide di adottarla al posto di una standard, si può sceglierne una con una minore potenza nominale. Consente di ridurre i fenomeni di stratificazione dell'aria perché si eliminano gli sbalzi termici interni e si riscaldano gli ambienti in modo uniforme. Allo stesso tempo si annulla la combustione del pulviscolo dell'aria e i moti convettivi: sono fenomeni fastidiosi che provocano la circolazione della polvere in casa. Ciò è ancora più evidente nei modelli a pannelli radianti.

Esempio pratico di risparmio energetico

Anche se si vuole adottare un generatore termico ecologico, difficilmente si cambierà caldaia se ciò comporta una forte spesa. Tuttavia, una caldaia a condensazione garantisce sia di ridurre i gas dannosi per l'ambiente (monossido di carbonio e ossido di azoto) che di tagliare la bolletta del gas anche del 60%. I migliori vantaggi economici si ottengono con un sistema a basse temperatura e con un'alimentazione a metano: infatti, anche se il GPL ha un potere calorifero superiore, costa di più al metro cubo. Consideriamo un'abitazione di 100 metri quadri che necessita per il riscaldamento e l'acqua calda di una potenza termica di 80-100 W a metro quadro di potenza termica: se si adotta una caldaia a condensazione con alimentazione a metano si spenderanno all'anno 500 euro. Se si adotta un'alimentazione a GPL la spesa annua sarà di circa 600 euro. Quindi il risparmio in bolletta sarà rispettivamente di 150 e di 180 euro circa.

Domande frequenti

  • È ancora obbligatorio installare una caldaia a condensazione quando si sostituisce quella vecchia?
    Sì, dal 26 settembre 2015 vige l'obbligo di installare esclusivamente caldaie a condensazione per le nuove installazioni e le sostituzioni in Italia. Questa norma, recepita dai regolamenti europei ErP, mira a ridurre i consumi energetici e l'inquinamento. Le caldaie tradizionali non tradizionali non sono più autorizzate alla commercializzazione né all'installazione come unità principali negli edifici residenziali e commerciali, rendendo la tecnologia a condensazione l'unica opzione legale per garantire efficienza e conformità normativa.
  • Quanto si risparmia concretamente in bolletta passando a una caldaia a condensazione?
    Il risparmio sulla bolletta del gas può arrivare fino al 60%, specialmente se il sistema è abbinato a pannelli radianti o termosifoni a bassa temperatura. In media, per un appartamento di 100 mq alimentato a metano, si stimano risparmi annuali significativi rispetto alle vecchie caldaie. Ad esempio, mentre una caldaia standard potrebbe comportare costi più elevati, una moderna a condensazione ottimizza il consumo grazie a un rendimento che supera spesso il 100%, traducendo il risparmio tecnico in denaro effettivo nelle fatture mensili.
  • Come funziona tecnicamente il principio di condensazione che permette il risparmio?
    La caldaia a condensazione recupera il calore latente presente nei fumi di scarico, normalmente disperso nell'atmosfera dalle caldaie tradizionali. Uno scambiatore di calore trasforma il vapore acqueo contenuto nei fumi in liquido, rilasciando energia aggiuntiva che viene utilizzata per preriscaldare l'acqua di ritorno dall'impianto. Questo processo abbassa la temperatura dei fumi in uscita (circa 80°C contro i 100°C+) e aumenta drasticamente il rendimento globale dell'apparato, sfruttando quasi integralmente l'energia contenuta nel combustibile.
  • Con quali tipi di impianto radiante funziona meglio la caldaia a condensazione?
    Le caldaie a condensazione raggiungono le massime efficienze quando funzionano a basse temperature, idealmente tra i 30°C e i 45°C. Pertanto, sono perfette per l'accoppiamento con pannelli radianti a pavimento o a parete, che richiedono acqua a bassa temperatura per il comfort. Anche con i classici termosifoni, il risparmio è notevole se questi vengono gestiti per non richiedere picchi di temperatura eccessivi, evitando così lo spreco energetico tipico delle alte temperature di esercizio.
  • Posso installare una caldaia a condensazione se ho già un camino esistente?
    In molti casi sì, ma dipende dalla conformazione del condotto di scarico. Poiché i fumi delle caldaie a condensazione sono a bassa temperatura e umidi, non necessitano di canne fumarie in cotto o acciaio inox resistenti a calore elevato. Spesso è possibile utilizzare tubazioni in PVC apposite per il convogliamento dei fumi, semplificando l'installazione e riducendo i costi rispetto alle caldaie tradizionali. È fondamentale però verificare che il tiraggio e le norme locali permettano tale configurazione.

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