Smaltimento pannelli fotovoltaici

Fotovoltaico

Smaltimento pannelli fotovoltaici

Acquistare dei pannelli fotovoltaici vuol dire fare una scelta in favore della natura, ma proprio per questo risulta necessario essere informati sui metodi di smaltimento degli stessi, conclusosi il loro ciclo vitale.

di Redazione

27 marzo 2014

Pannelli fotovoltaici

L'installazione di pannelli fotovoltaici rappresenta sempre più, anche in Italia, una valida alternativa ai classici metodi di rifornimento energetico. Tale scelta è preferibile, oltre che per gli incentivi e le detrazioni fiscali, anche e soprattutto per ridurre in maniera considerevole le emissioni dannose per l'ambiente. E' necessario però, una volta terminato il ciclo di questi pannelli, essere ben a conoscenza dei metodi legali per sbarazzarsene, smaltendoli secondo la legge vigente. Di certo lo smaltimento non è affatto un'esigenza a breve termine, dal momento che i pannelli hanno una garanzia di durata di circa 30 anni ma, per essere pienamente coerenti con la propria scelta green, è impensabile gettar via il tutto come dei rifiuti normali. A dire il vero la stima della vita di un appello va da 50 fino a 100 anni, ma essa si riduce a 30 circa nel momento in cui questi vengono attivati e sfruttati quotidianamente.

Composizione di un pannello fotovoltaico

Un pannello è realizzato a strati, trai quali sono comprese delle celle fotovoltaiche, un vetro temperato, dei substrati sintetici ben saldati e soggetti a una laminazione, una cornice interamente in metallo anodizzato e una pellicola in PVF. A tutto ciò è doveroso aggiungere tra le cose da smaltire cavi e giunzioni varie. Le singole celle hanno al loro interno del silicio, il quale conserva la propria capacità d'assorbimento dei raggi solari. Proprio per questa ragione queste sezioni dei pannelli possono essere riutilizzate in seguito. Tale discorso però non vale per il Film sottile, dal momento che il quantitativo di silicio al suo interno è fin troppo basso per poter pensare di sfruttarlo nuovamente in seguito. Dal Film sottile vengono semplicemente rimosse le parti in metallo e rame, da poter usare nuovamente in futuro. Finora sono stati analizzati i materiali che è possibile sfruttare ancora al termine del ciclo di un pannello, ma questo contiene anche sostanze come il telluro di cadmio, altamente nocivo, e che purtroppo fin troppe tecnologie ancora adoperano, nonostante si stia lavorando per identificare sostanze non dannose che possano sostituirlo.

Consorzi per lo smaltimento

Per gestire al meglio lo smaltimento è possibile rivolgersi a delle aziende specializzate, che hanno come unico obiettivo quello di occuparsi secondo le norme vigenti della bonifica dei materiali, riducendone i costi. Il piano operativo di tali società è quello di operare il riciclaggio delle sezioni in vetro e metallo unicamente sul suolo italiano. L'unico elemento che viene portato all'estero per essere lavorato è la cella solare. Questa fase prevede la generazione di gas serra, ma viene garantito che tali emissioni sono ridotte al minimo, così da avere un impatto minimo sull'ecosistema.

Normativa

Il IV Conto Energia, risalente al 5 maggio del 2011, prevede sia per gli importatori che per i produttori un'adesione obbligatoria a un particolare consorzio impegnato nel recupero di ogni pannello fotovoltaico che abbia concluso il proprio ciclo vitale. Il processo prevede una responsabilità reciproca, che coinvolge allo stesso modo sia l'utente che fornisce il materiale da riciclare, sia l'azienda che dovrà prendersene carico in seguito. Grazie alle aziende operanti sul territorio nostrano l'Italia, nell'arco del 2011, è riuscita a piazzarsi al primo posto per "potenza entrata in esercizio"

Costi per lo smaltimento

E' molto difficile indicare un costo preciso per un'operazione di smaltimento dei materiali componenti un pannello fotovoltaico. E' possibile però parlare di un costo orientativo, pari a circa 250 euro per ogni tonnellata di materiale consegnato a un'azienda. Parlando in termini pratici occorre dire che un normale impianto, in grado di sopperire alle esigenze quotidiane di un'abitazione, dalla potenza pari a 3 kWp, presenta un peso che si aggira intono ai 280 kg. Una normale famiglia dunque, dopo ben 25 anni di regolare sfruttamento del sistema fotovoltaico, sarà costretta a spendere soltanto 70 euro per un corretto smaltimento. Una cifra decisamente bassa dato il risparmio garantito negli anni.

Domande frequenti

  • Come devo smaltire i pannelli fotovoltaici esausti?
    I pannelli fotovoltaiki non devono mai essere conferiti nella raccolta differenziata ordinaria né abbandonati nell'ambiente, poiché contengono materiali potenzialmente pericolosi. Lo smaltimento deve avvenire tramite aziende specializzate autorizzate o attraverso i consorzi di filiera previsti dalla normativa italiana. È fondamentale rispettare la normativa vigente, che impone una gestione corretta per garantire il recupero dei materiali e prevenire l'inquinamento. Rivolgendoti a operatori certificati, assicuri che il processo avvenga nel rispetto delle leggi ambientali, permettendo il riciclo di vetro, alluminio e altri componenti utili.
  • Quali materiali possono essere recuperati dal riciclo dei pannelli?
    La maggior parte dei componenti di un pannello fotovoltaico è riciclabile. In particolare, si recuperano il vetro temperato della superficie frontale, l'alluminio della cornice metallica e il rame presente nei cavi e nelle giunzioni. Anche le celle fotovoltaiche, contenenti silicio, possono essere riutilizzate, specialmente nei moduli tradizionali. Tuttavia, per i pannelli a film sottile, il contenuto di silicio è troppo basso per un recupero diretto, quindi si procede principalmente alla separazione dei metalli. Alcuni materiali, come il tellurio di cadmio, richiedono trattamenti specifici per neutralizzare la tossicità prima dello smaltimento finale.
  • Quanto costa smaltire un impianto fotovoltaico residenziale?
    Il costo dello smaltimento varia in base al peso del materiale e alle tariffe applicate dalle aziende specializzate. Indicativamente, il prezzo si attesta intorno ai 250 euro per tonnellata di pannelli conferita. Per un impianto domestico standard da 3 kWp, che pesa circa 280 kg, la spesa totale per uno smaltimento corretto si aggira intorno ai 70 euro. Questa cifra è generalmente contenuta se confrontata con il risparmio economico generato dall'impianto nel corso dei suoi 25-30 anni di vita utile, rendendo il fine vita una voce di spesa gestibile e giustificata.
  • Cosa dice la normativa italiana sullo smaltimento dei pannelli?
    La normativa italiana, in linea con le direttive europee sulla gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), stabilisce precise responsabilità per produttori e importatori. Attraverso il sistema dei consorzi obbligatori, chi immette i pannelli sul mercato deve finanziarne il recupero a fine vita. Questo meccanismo garantisce che il costo dello smaltimento sia internalizzato nel prezzo iniziale. L'utente finale ha il diritto di restituire i pannelli esausti senza oneri diretti elevati, spesso grazie agli accordi con i consorzi, assicurando che il trattamento avvenga in strutture autorizzate e nel pieno rispetto delle normative ambientali.