Imposta Unica Comunale

Regole e Tasse

IUC Imposta Unica Comunale

Dopo le varie tasse sulla prima casa e le proposte e mai nate Tuc e Trise, dal primo gennaio è entrata in vigore la IUC ovvero l'Imposta Unica Comunale.

di Redazione

07 gennaio 2014

La nuova imposta IUC

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, dal 1992 ad oggi la tassa sulla casa è stata ribattezzata con ben dieci nomi diversi. Inizialmente c'era l'Isi trasformata successivamente in Invim, Ilor ed Ici. Recentemente la tassa sulla casa ha preso il nome di Imu, si è quindi ventilata la possibilità di passare alla Trise costituita a sua volta da Tasi e Tari, quindi si è parlato di Tuc ed infine siamo passati alla Iuc. L'Imposta Unica Comunale è stata inclusa nel maxi emendamento della Legge di Stabilità, dopo essere stata pubblicata il 27 dicembre 2013 nella Gazzetta Ufficiale ed è entrata in vigore a partire dal primo gennaio 2014. Con l'approvazione della nuova tassa, è stata definitivamente abolita la seconda rata della precedente Imu per quanto riguarda i fabbricati rurali, i terreni agricoli e le abitazioni principali.

Composizione dell'Imposta Unica Comunale

La nuova imposta comprende tre tributi distinti e per ciascuno di questi si hanno modalità di calcolo e scadenze diverse. Sono inoltre da considerare parametri che variano in dipendenza del comune di appartenenza. La IUC è una service tax così composta: - parte patrimoniale che corrisponde all'Imu, - parte per i servizi considerati indivisibili la cosiddetta Tasi, - parte per lo smaltimento dei rifiuti, ovvero la Tari corrispondente alla Tares. La componente patrimoniale verrà pagata dai proprietari delle abitazioni, non riguarderà le prime case ad eccezione di quelle di lusso che ricadono nelle categorie catastali A/9, A/8 e A/1. Di conseguenza dovrà essere pagata per immobili a uso non residenziale, come negozi e uffici e per le seconde case. L'esenzione per la prima casa è valida per una singola pertinenza di categoria C/7, C/6 e C/2, le pertinenze non rientranti in questi casi, come ad esempio una seconda cantina o un secondo box per l'auto, dovranno invece pagarla. La componente Tasi relativa ai servizi indivisibili quali l'anagrafe, la pubblica illuminazione, la manutenzione delle strade, dovrà essere pagata sia dagli eventuali occupanti degli immobili, sia dai proprietari. Gli inquilini dovranno versare una percentuale compresa tra il dieci e il trenta percento. La Tari sarà invece a completo carico dell'utilizzatore dell'immobile, è la componente sostitutiva della Tares che sarà utilizzata per lo smaltimento dei rifiuti urbani.

Come calcolarla

Il meccanismo di calcolo della componente patrimoniale sulla seconda casa rimane invariato: la base imponibile alla quale varrà applicata l'aliquota è data dalla rendita catastale relativa all'immobile a cui è applicata una rivalutazione del cinque percento; bisognerà poi moltiplicare il valore ottenuto per un parametro che varia a seconda della categoria catastale. Ecco in dettaglio il valore del parametro per cui moltiplicare: - immobili delle categorie C/2, C/6, C/7 e del gruppo A, ad esclusione degli A/10: 160, - immobili delle categorie C/3, C/4, C/5 e del gruppo B: 140, - immobili in categoria D/5 e A/10: 80, - immobili del gruppo D ad esclusione dei D/5: 65, - immobili della categoria C/1: 55. I comuni possono variare l'aliquota di base del 7,6 per mille fino ad un valore massimo dello 0,3 percento. Per il calcolo della componente Tasi, la base imponibile da considerare è la stessa utilizzata per l'Imu; l'aliquota di base è invece l'uno per mille di questo valore. Questa aliquota può essere modificata dai comuni portandola fino all'azzeramento, in caso di ribasso, o ad un massimo del 2,.5 per mille e comunque senza poter superare il 10,6 per mille della somma tra Tasi e Imu. Per chi utilizza in modo ridotto l'immobile, ad esempio nel caso di proprietari di case vacanza, adoperandolo esclusivamente in alcuni mesi dell'anno, chi vive da solo o chi passa molto tempo all'estero, sono previste delle riduzioni. La Tari può essere determinata dai comuni secondo quanto stabilito dal D.P.R. n. 158/99 e in rapporto alla qualità e alla quantità di rifiuti prodotti, a seconda dell'attività che viene svolta nell'edificio.

Scadenze

Le modalità di pagamento della parte patrimoniale sono analoghe a quelle dell'Imu: ci saranno due rate, la prima con scadenza il 16 giugno e la seconda con scadenza il 16 dicembre. Chi vuole potrà pagare l'intero importo entro la prima scadenza. Il versamento può essere fatto con bollettino postale o con il modulo F24. Per la Tasi e la Tari, le scadenze dovranno essere determinate dai comuni, l'indicazione di base prevede comunque due rate semestrali e sarà possibile eventualmente optare per un pagamento unico da fare entro il 16 Giugno.

Domande frequenti

  • Cos'è la IUC e quali imposte precedenti ha sostituito?
    La IUC (Imposta Unica Comunale) è il tributo unico che ha sostituito la vecchia IMU, integrando anche le componenti della TASI e della TARI. Nata ufficialmente nel 2014, questa riforma ha semplificato il sistema fiscale immobiliare unendo tre voci distinte: la parte patrimoniale (ex IMU), quella per i servizi indivisibili (ex TASI) e quella per lo smaltimento rifiuti (ex TARES/TARI). L'obiettivo era ridurre la frammentazione delle tasse sulla casa, creando un'unica voce contabile sebbene mantenga meccanismi di calcolo e destinazioni d'uso differenti per ciascuna sotto-componente.
  • Devo pagare la IUC sulla mia prima casa?
    In linea generale, no. La componente patrimoniale della IUC (l'ex IMU) è esente per l'abitazione principale, intesa come unica proprietà in cui risiede il contribuente. Tuttavia, l'esenzione non vale per le abitazioni di lusso (categorie catastali A/1, A/8 e A/9), che restano tassate. Inoltre, attenzione alle pertinenze: è esente solo una pertinenza (cantina, box o soffitta) collegata alla prima casa. Se possiedi più di una pertinenza, quelle aggiuntive sono soggette al pagamento della tassa, indipendentemente dal fatto che siano collegate alla prima o alla seconda casa.
  • Come si calcola l'importo della quota patrimoniale (IMU)?
    Il calcolo segue una formula precisa: si prende la rendita catastale dell'immobile e la si rivaluta del 5%. Su questo valore si applica un coefficiente moltiplicativo diverso in base alla categoria catastale (es. 160 per le categorie C/2, C/6, C/7 e gruppi A/B esclusi gli A/10; 140 per C/3-C/5 e gruppo B; 80 per D/5 e A/10; 65 per resto gruppo D; 55 per C/1). Il risultato va poi moltiplicato per l'aliquota comunale, che può variare tra il minimo legale del 7,6 per mille e il massimo dello 0,3%, stabilita annualmente dal tuo Comune di residenza.
  • Chi deve pagare la quota TASI e quanto incide sull'inquilino?
    La TASI finanzia i servizi comunali indivisibili come illuminazione pubblica e nettezza urbana. È dovuta sia dal proprietario che dall'eventuale conduttore (inquilino). Se l'immobile è locato, l'onere della TASI viene ripartito: il proprietario paga la quota residua mentre l'inquilino versa una percentuale compresa tra il 10% e il 30% dell'imposta totale, a seconda delle disposizioni locali. Anche per la TASI esistono esenzioni o riduzioni per redditi bassi o specifiche condizioni abitative, ma la regola generale vede coinvolti entrambi i soggetti contrattuali.
  • Quali sono le scadenze per il pagamento della IUC?
    I pagamenti seguono generalmente due rate semestrali. La quota patrimoniale (IMU/IUC) richiede il versamento della prima rata entro il 16 giugno e della seconda entro il 16 dicembre. È possibile estinguere tutto il debito già con la prima scadenza. Per le quote TASI e TARI, le scadenze precise vengono definite dai singoli Comuni, ma spesso coincidono con quelle dell'IMU o prevedono due rate semestrali. Si consiglia sempre di verificare il calendario specifico pubblicato dal proprio ente locale, poiché potrebbero esserci differenze nei termini o nella possibilità di effettuare un saldo unico anticipato entro il 16 giugno.