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Tester digitale

Aggiornato il 13 dicembre 20123 capitoli5 domande frequenti

Caratteristiche:

Il tester digitale, anche chiamato multimetro o VOM, è uno strumento elettronico che serve per la misurazione di parametri elettrici, generalmente la tensione, la corrente, l’ impedenza , la capacità, la temperatura e il coefficiente di amplificazione dei transitor. Il tester può essere analogico o digitale,a secondo che il valore della grandezza viene segnalato da un ago che scorre su di una scala graduata o che appare su di un display in forma numerica. Il tester digitale si compone di: due puntali, di cui uno negativo e l’ altro positivo, rispettivamente di colore nero e rosso; Un selettore, che serve per selezionare quale tipologia di misurazione si dovrà scegliere; Un display, che riporta il valore rilevato; le boccole, in cui inserire i puntali. Il tester analogico, invece, è composto da: una boccola in cui va inserito il puntale nero, indipendentemente dal tipo di rilevazione, contraddistinto dal segno negativo (-) e / o la singla COM (comune); da diverse boccole, una per ogni tipo di rilevazione (tensione V, corrente A, ecc) contraddistinte ognuna da una singla, in cui va inserito il puntale rosso.

Come scegliere:

Come abbiamo già detto, ci sono due categorie di tester, o multimetri, le cui caratteristiche sono già state elencate nel capitolo precedente: quello analogico e quello digitale. Un multimetro può essere un apparecchio portatile utile per trovare errori di base, per misurare ilcampo di lavoro ed è uno strumento in grado di misurare con un alto livello di precisione. Inoltre, i multimetri sono utili per risolvere problemi elettrici di una vasta gamma di dispositivi di uso domestico e industriale, come dispositivi a motore, elettrodomestici, alimentatori e sistemi di cablaggio. Con il tempo, oltre alla semplice distinzione tra multimetri digitali e analogici, è stata integrato anche un altro tipo di multimetro, che presenta sia l’ una che l’ altra opzione. Ma come scegliere? I multimetri digitali vengono scelti per soddisfare delle esigenze specifiche che riguardano per lo più l’ esattezza, la risoluzione, le cifre e i punti dell’ apparecchio: la risoluzione indica la qualità della misura che uno strumento può effettuare, cioè come esso risponde alla variazione del segnale di ingresso. I multimetri digitali si classificano, poi, in base al numero di punti e di cifre che possono visualizzare: uno strumento comune a 3 ½ cifre può visualizzare tre cifre complete e una mezza cifra, cioè una cifra che può assumere soltanto il valore che va da 0 a 1. La precisione negli strumenti digitali riguarda la misura , mentre negli analogici è riferita al fondo scala. Lo strumento digitale è sicuramente più diffuso, ma non ha reso obsoleto quello analogico. La misura indicata sul display degli strumenti digitali, però, non è affetta da errori di parallasse, e dagli errori del dettaglio della scala graduata. Lo strumento analogico, invece, viene preferito quando il segnale presenta della variazioni nel tempo, in quanto la lancetta dello strumento riesce a seguire sempre l’ andamento del segnale, cosa che non sccede per quello digitale. Tuttavia, nei modelli digitali più sofisticati, viene aggiunta sul display la visualizzazione del livello del segnale simulata con cursore analogico. VI sono poi modelli all’ avanguardia in cui spesso è presenta la funzione di “hold”, cioè di blocco del valore letto, per esempio sul valore massimo o sul valore minimo misurati. Vi sono poi i modelli “autoranging” che sono in grado di scegliere autonomamente al scala di misurazione adeguata al tipo di misura che si vuole effettuare. In questo caso, si sceglie solo la grandezza da misurare, e lo strumento autonomamente decide il fondo scala da utilizzare.

Precisione di misura:

La risoluzione di un multimetro è indicata in cifre di risoluzione. Ad esempio, se il termine corrisponde a 5 ½ si riferisce al numero di cifre visualizzate sulla lettura di un multimetro. Il numero cinque si riferisce al numero di ifre intere che è possibile vedere, mentre ½ si riferisce alla “mezza cifra”, che, come abbiamo già detto, può andare soltanto da 0 a 1. Tale metro potrebbe mostrare valori positivi e negatovi, da 0 a 199. 999. Un multimetro da 3 ¾ può visualizzare un quantitativo da 0 a 3999 o 5999 a seconda del produttore. Un display digitale può esere facilmente esteso in precisione, mentre il supplemento a cifre non ha nessun valore in uno strumento analogico se non accompagnato da una cura nella progettazione enella tratura delle porzioni e delle proporzioni. I moderni multimetri digitali devono spesso la propria precisione alla durata e a caratteristiche extra: in un multimetro digitale il segnale in prova viene convertito in una tensione e un amplificatore controlla elettronicamente il segnale. Il multimetro digitale visualizza la quantità misurata come numero.

Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra un tester digitale e uno analogico?
    La differenza sostanziale risiede nel metodo di visualizzazione dei dati. Il tester digitale mostra il valore numerico su un display LCD, eliminando gli errori di parallasse e garantendo una lettura immediata e precisa. Al contrario, il tester analogico utilizza una lancetta che scorre su una scala graduata. Sebbene il digitale sia oggi il più diffuso per la sua accuratezza, l'analogico rimane preferibile in contesti specifici, come il monitoraggio di segnali che variano rapidamente nel tempo, poiché la lancetta segue visivamente l'andamento del segnale meglio di una schermata statica.
  • Cosa significa quando si parla di risoluzione '3 ½ cifre' o '5 ½ cifre'?
    La notazione X ½ cifre indica la capacità del display di visualizzare i numeri. La parte intera (X) rappresenta le cifre complete che possono variare da 0 a 9. La 'mezza cifra' (½) è la prima cifra a sinistra, che può assumere esclusivamente il valore 0 o 1. Ad esempio, un multimetro da 3 ½ cifre visualizzerà valori fino a 1999, mentre uno da 5 ½ cifre potrà arrivare a 199.999. Maggiore è il numero di cifre, maggiore è la risoluzione e la precisione della misura effettuata dallo strumento.
  • Cos'è la funzione autoranging e perché è utile?
    La funzione autoranging (o selezione automatica del range) permette allo strumento di determinare autonomamente la scala di misurazione più adatta alla grandezza elettrica che si sta analizzando. L'utente deve semplicemente impostare il tipo di grandezza (ad esempio tensione AC/DC o resistenza), senza dover regolare manualmente il selettore per evitare di bruciare lo strumento o ottenere letture imprecise. Questa caratteristica semplifica notevolmente l'utilizzo, specialmente per principianti o per interventi rapidi, riducendo il rischio di errore umano durante la configurazione.
  • A cosa servono i puntali rosso e nero e come vanno collegati?
    I puntali sono essenziali per stabilire il contatto elettrico con il circuito. Il puntale nero, contrassegnato solitamente con il segno meno (-) o la sigla COM (Common), va sempre inserito nella bocchetta comune. Il puntale rosso, positivo, va inserito nelle boccoche specifiche in base alla misurazione: quella contrassegnata con 'V' per la tensione, 'A' per la corrente o 'Ω' per la resistenza. Invertire i puntali non danneggia quasi mai lo strumento moderno, ma può portare a letture negative o errori se non si rispetta la polarità richiesta da alcune funzioni specifiche.
  • Quando conviene usare un tester analogico invece di uno digitale?
    Nonostante la superiorità tecnica dei digital, quelli analogici restano validi per monitorare variazioni continue di un segnale. Grazie alla lancetta mobile, permettono di osservare graficamente l'andamento di una grandezza elettrica nel tempo (ad esempio, il caricamento di un condensatore o fluttuazioni di tensione) in modo più intuitivo rispetto ai numeri che cambiano velocemente su un display digitale. Inoltre, sono spesso preferiti in ambienti molto rumorosi elettricamente o per verifiche rapide di continuità dove la risposta istantanea della lancetta è sufficiente.

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